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Pizzo d'Eghen (m.1832) - via Soffiando nel vento

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Accesso stradale: raggiungere la Valsassina, sopra Lecco, e percorrerla fino ad oltrepassare Primaluna. Dopo qualche chilometro, in corrispondenza del grosso cartello sulla destra "Officine di Cortenova", girare a sinistra in via Trento (cartello che indica Esino Lario). Continuare arrivando alla piazza di Prato San Pietro, costeggiare una chiesetta e poi proseguire dritto per strada sterrata fino ad arrivare ad un grande spiazzo con un capannone abbandonato a destra. Nel centro grosso albero con cartello indicatore di sentieri (per Valle dei Mulini, Rifugio Bogani, ecc.).

Avvicinamento: proseguire per strada sterrata, in direzione Rifugio Bogani. Attraversare il torrente (ponte), arrivare ad una curva e seguire la strada principale a sinistra. Si oltrepassa una stanga e si continua. Si passa di fianco ad un grottino con Madonna sulla destra e poi ad una casa a sinistra. Si prosegue lungamente seguendo la strada, con vari tornanti, fino ad arrivare all'Alpe Zucc (gruppo di case). Non si attraversa verso le case, ma si segue brevemente la strada fino al suo termine, sopra il gruppo di case. Ora ci si trova di fronte a due sentieri: seguire quello di destra, che sale ripido nel bosco (indicazione per Passo San Rocco) e poi continua in traverso nel bosco (debole traccia a zone, ricoperta da foglie; presenza di radi bolli rossi). Si segue per Passo S.Rocco (a zone indicato PSR) fino a quando si arriva ad un crinale, che si risale in parte fino a trovare una traccia (ometto) che traversa a destra e lascia la traccia per Passo San Rocco. Ora c'è una zona dove occorre fare ancora più attenzione per evitare di perdersi (radi ometti). Si arriva sotto delle rocce. Continuare in traverso, arrivando ad un tratto ripido nel bosco. Si attraversa un canale, per poi ricominciare a traversare a dx. Si arriva ad un altro canale con una breve corda fissa. Dopo la corda fissa si risale per una quindicina di metri e poi si traversa ancora nel bosco. Si traversa un terzo canale fino ad arrivare al ghiaione sotto la parete. Traversare il ghiaione fino al suo limite destro, sotto un canale-rampa, prima di un avancorpo a destra che scende più basso.
Tempo: circa 2h15/2h30 se non si perde la traccia.
Attenzione, la traccia non è evidente, a zone è assente. Soprattutto al ritorno, spesso al buio, può risultare molto facile perdersi. Fare molta attenzione nel memorizzare il percorso durante l'avvicinamento. I traversi nel bosco non sono banali, spesso il terreno è molto ripido.

Attacco: per lo zoccolo: in corrispondenza della rampa-canale che sale in obliquo verso destra.
Per Soffiando nel vento: alla base di un diedro, dove si trova una sosta con due fix.

Discesa: in corda doppia sulla via (soste con due fix, di cui uno con maillon, uniti da vecchi cordini):

  1. brevissima doppia dal fix sommitale (oppure in arrampicata con attenzione) al terrazzino poco sotto, della sosta 10;
  2. dalla sosta 10, facendo attenzione a scendere a destra dello speroncino finale (faccia a valle), fino alla sosta 8 (quella al termine del tiro di 7a+, evitando la sosta 9 sotto la placca finale), 50 metri;
  3. doppia alla sosta 6 (seguire i fix, meglio rinviarne qualcuno), 50 metri;
  4. doppia alla sosta 4 (quella alla base del tratto facile di III), 50 metri;
  5. doppia alla sosta 2, 50 metri;
  6. doppia fino alla cengia, 50 metri.

Si consiglia caldamente di fare i nodi sui capi finali delle doppie: alcune esposte, possibilità di sbagliare...

Percorrere poi a ritroso la cengia e scendere in corda doppia dallo zoccolo, ritrovando le soste usate in salita (5 doppie):

  1. dalla sosta sulla cengia alla sosta su due fix alla base del lungo diedro. Attenzione! La lunghezza della corda non è sufficiente. Terreno facile, slegarsi prima e scendere un paio di metri alla sosta;
  2. doppia al larice con cordone;
  3. doppia giù verso sx (faccia a valle), seguendo la corda fissa, fino ad una calata da noi attrezzata sulla fissa con un prusik e moschettone, poco dopo la successiva fissa;
  4. doppia all'albero con cordoni dove è ancorata la prima fissa;
  5. doppia alla base del canale di attacco.

Scendere ora a ritroso con il percorso di avvicinamento.
Tempi indicativi:

Difficoltà: 6a+/6b e A1(7b). Proteggibilità: Zoccolo R3, Soffiando nel vento S1/S2.

Sviluppo: circa 220 metri lo zoccolo, 50 metri sulla cengia, 280 metri la via vera e propria.

Attrezzatura: 15 rinvii , friend fino al n° 3 Camalot solo per lo zoccolo, eventualmente usabili anche sulla via, ma in rarissime occasioni. Consigliata una staffa per i due tiri duri del pilastro superiore. Soste attrezzate con due fix da 8mm, spesso uno da 8 e uno da 10mm. Sui tiri molti fix da 8mm.
Sullo zoccolo non sono presenti chiodi, ma solo soste su alberi/fix. Presenti al momento della ripetizione una corda fissa vecchia, accoppiata ad una più recente.

Esposizione: ovest.

Tipo roccia: zoccolo con roccia a zone friabile e erbosa, sulla via calcare di buona/ottima qualità.

Periodo consigliato: dalla primavera inoltrata all'autunno.

Tempo salita: Zoccolo: 1h30/2h00 per arrivare all'attacco. Via: 6hoo/7h00, in funzione del livello di arrampicata a vista.

Primi salitori: F. D'Alessio, G. Chiaffarelli, I. Zanetti, V. Tamagni, 1995.

Riferimenti bibliografici: Buzzoni P., Spandri A., Carì G., Calcare d'autore, 2007.

Relazione

Zoccolo

Lunghezza 1, III, 40 metri: salire per la rampa canale, scegliendo i punti più facili (dopo pochi metri presenza di una corda fissa), tendendo in obliquo verso dx e poi puntando ad un albero con cordoni, dove è ancorata la corda fissa.

Lunghezza 2, II, 40 metri: salire dritto e poi leggermente verso destra, andando poi tra vegetazione, deviare a sinistra e sostare su pianta attrezzata con una corda fissa.

Lunghezza 3, IV, 40 metri: seguire la corda fissa in mezzo alla vegetazione fino ad arrivare ad un saltino verticale che porta a gradoni friabili ed in seguito ad un larice dove si sosta.

Lunghezza 4, II/III, 50 metri: salire la breve placca friabile sopra la sosta e raggiungere una crestina di rocce rotte, seguirla verso sinistra e portarsi alla base di una ripida placca, con sosta attrezzata su due fix collegati da un cordone e maillon di calata. Continuare ancora qualche metro su placca, arrivando sotto un salto dove parte un'altra corda fissa. Se si utilizza la migliore sosta su due fix, poi la corda non basta per arrivare alla sosta superiore, per qualche metro.

Lunghezza 5, IV+, 55 metri: seguendo la corda fissa l'arrampicata è difficile, in alternativa arrampicare sullo speroncino di sinistra, per poi raggiungere la corda più sopra. Si continua per diedro fino ad arrivare alla sosta su vecchio spit e chiodo, quasi in prossimità della cengia alla base della parete superiore.

NB: attenzione alla corda fissa, potrebbe essere danneggiata. Al momento della ripetizione erano presenti sia una corda vecchia sia una più recente.

Cengia

Raggiunta la base della parete Ovest (fix e chiodo con cordino), traversare verso sinistra (faccia a monte), scendendo su prato, e salire a un piccolo intaglio roccioso. Scendere per qualche metro un diedrino verticale, costeggiare verso sinistra la parete e raggiungere la sosta di partenza della via Soffiando nel Vento, su due fix posti sotto un diedro, prima del grande caminone della via Cassin.

Soffiando nel vento

Lunghezza 1, 6b+ o 6a+ e A0, 30 metri: su per il diedrino, uscendo poi a sinistra e superando un tratto di roccia compatta. Si arriva ad una zona facile dove si traversa verso dx ad una zona con roccia gialla verticale. Si sale per muro e poi si traversa a sinistra, per poi salire un altro muro più impegnativo. Sosta sotto una nicchia ed una spaccatura verticale.

Lunghezza 2, 6c o 6a e A0, 25 metri: si sale per la spaccatura, con tratti strapiombanti faticosi, a cui segue un tratto più abbordabile.

Lunghezza 3, 6b o 6a+ e A0, 30 metri: si procede per bella zona compatta tecnica, a cui segue un singolo passaggio impegnativo verticale. In seguito verso sinistra si affronta una bella fessura, sfruttando anche la parete di dx, ricca di concrezioni. Si esce verso dx e poi su verso sinistra ad un buon terrazzino.

Lunghezza 4, 6c o 6a+ e A0, 30 metri: su per saltino fessurato sopra la sosta, a cui segue una zona adagiata dove traversare a sx. Si supera un primo tratto tecnico verticale, a cui segue un tratto verticale molto difficile su roccia liscia, superato il quale la roccia diventa più ammanigliata.

Lunghezza 5, 5b, 25 metri: andare verso sinistra a raggiungere una zona facile (attenzione alla roccia), da risalire fino ad un singolo muretto da superare, arrivando ad un terrazzino.

Lunghezza 6, 6a, 25 metri: su per roccia compatta abbattuta, arrivando ad un tratto verticale. Si va a sx e poi si esce per placca, arrivando su un pulpito, alla base del bel torrione compatto.

Lunghezza 7, 7b o 6a+ e A1, 35 metri: si sale direttamente il torrione compatto, molto continuo e leggermente strapiombante. Ambiente favoloso.

Lunghezza 8, 7a+, oppure 6a+ e A0, A1, 20 metri: proseguire sul torrione, ancora compatto. Si esce dal muro a dx, oltre uno spigolo, arrivando alla sosta a fix su terreno più adagiato. A sx, più vicina allo spigolo, è visibile una vecchia sosta a chiodi.

Lunghezza 9, 5c, 30 metri: salire su placca, tendendo leggermente verso dx. Si arriva ad una zona più verticale e fessurata, a sx di una lama orizzontale rovescia. Traversare a dx in corrispondenza di questa lama (spit poco visibile) e salire ancora per lame ad un terrazzino dove si sosta a dx.

Lunghezza 10, 6b oppure 6a e A0, 25 metri: salire a sx per splendida placca verticale con qualche buco provvidenziale, arrivando in cima ad uno spigolo. Da qui si sale per rocce ammanigliate ad un buon terrazzo dove si sosta.

Lunghezza 11, III, 5 metri: volendo si può salire per facili rocce sulla cima del pilastro (uno spit a cui abbiamo aggiunto un cordone).

Note: via sportiva ben protetta, ma con alcuni tratti faticosi. La roccia è generalmente molto bella, con alcuni tratti eccezionali. Ambiente incredibilmente bello.
Dato il tipo di avvicinamento, l'isolamento, lo zoccolo da salire, la via è da considerare assolutamente alpinistica. Attenzione all'avvicinamento nel bosco, solo per amanti dell'avventura... Nella ripetizione abbiamo trovato, nel primo tratto dell'avvicinamento, molti alberi abbattuti da una valanga invernale, che hanno complicato non poco il passaggio e l'individuazione della traccia, sia all'andata sia al ritorno.

Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Battista Casiraghi del 3 giugno 2017.

Schizzo avvicinamento
Schizzo avvicinamento
 
Schizzo zoccolo
Schizzo zoccolo
 
Schizzo della via
Schizzo della via
 
Attacco dello zoccolo
Attacco dello zoccolo
 
La parete vista dallo zoccolo
La parete vista dallo zoccolo
 
L'intaglio roccioso da raggiungere nella cengia al termine dello zoccolo
L'intaglio roccioso da raggiungere nella cengia al termine dello zoccolo
 
Attacco della via Soffiando nel Vento
Attacco della via Soffiando nel Vento
 
Prima lunghezza
Prima lunghezza
 
Seconda lunghezza
Seconda lunghezza
 
Quarta lunghezza
Quarta lunghezza
 
Sesta lunghezza
Sesta lunghezza
 
Settima lunghezza
Settima lunghezza
 
Nona lunghezza
Nona lunghezza
 
Decima lunghezza
Decima lunghezza
 
Ambiente Pizzo d'Eghen
Ambiente Pizzo d'Eghen
 

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Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile,
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