Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido Della Torre - http://www.scuolaguidodellatorre.it
 
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Valle del Sarca, Monte Brento (m.1535) - via del Boomerang o della Nuova Generazione (parete Est)

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Accesso stradale:

  1. Prima possibilità: partendo dalla zona di Milano prendere l'autostrada MI-VE e a VR proseguire per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Seguire poi per Mori-Arco di Trento, continuare fino a Dro e poi, prima di Pietramurata, individuare il bar Parete zebrata sulla dx.
  2. Seconda possibilità (consigliata): partendo dalla zona di Milano prendere l'autostrada MI-VE e a VR proseguire per il Brennero, uscendo a Rovereto sud. Prendere per Mori-Arco di Trento. Arrivati ad Arco di Trento, si passa davanti all'entrata della zona pedonale (subito dopo un ponte) e si costeggia il centro girando a sx. Si continua sulla strada dritti, evitando un cartello per Laghel, passando davanti all'ospedale, fino in fondo alla via. Al termine girare a sx e poi prendere poco dopo la prima a dx per San Giovanni. Si segue lungamente la strada, che sale molto, fino a circa 1000 metri di altitudine. Quando si arriva al cartello San Giovanni, entrare nella strada sterrata a dx e parcheggiare prima di un bivio con un'altra strada sterrata (zona di villette nel bosco). (circa 0h30 in auto da Arco)

Avvicinamento:

  1. Prima possibilità: lasciare la macchina vicino al bar Parete Zebrata. Tornare sulla strada principale verso Arco per pochi metri, quindi prendere la prima strada sterrata sulla destra. Inizialmente seguirla e poi, quando questa curva verso dx, andare dritti per il bosco. Si ritrova la strada più volte, ma si sale direttamente nel bosco, prendendo come direzione gli strapiombi del Brento, e poi, senza arrivare alle rocce, si procede più orizzontalmente verso sx fino ad una grande zona con detriti dove si trovano delle tracce-ometti che vanno a sx fino alle rocce sotto le placconate. Salire un evidente canalino che va obliquamente verso sx. Si arriva sotto le placconate (si incontra una sosta di partenza di una via a spit), si continua ancora in obliquo, e si salgono ancora delle roccette che portano ad un'altra cengia dove si trova l'attacco.
    Non è molto facile seguire queste indicazioni, noi siamo saliti con una persona che conosce il posto. In alternativa in precedenza ero arrivato all'attacco salendo il sentiero di discesa delle Placche Zebrate (guardando la placconata delle Placche Zebrate è alla loro sx). Al termine di esso si trova una strada forestale che si attraversa, e si prendono delle tracce che salgono verso gli strapiombi del Brento. Non arrivare alle rocce, ma seguire delle tracce che attraversano lungamente verso sinistra fino ad arrivare alla zona con detriti descritta in precedenza. In questo caso lasciare l'auto al parcheggio delle Placche Zebrate. (1h30)
  2. Seconda possibilità (consigliata): proseguire a piedi sulla strada sterrata a dx (la strada a sx è quella da dove si torna al termine della via). Si continua sino ad imboccare il sentiero 425 per Dro. Si prosegue fino a quando il sentiero piega decisamente a dx nel bosco. Qui non seguire il sentiero ma proseguire dritto per sterrata con bolli rossi. Si segue la strada sterrata principale, evitando alcune deviazioni a sx, fino ad arrivare in fondo ad una discesa dove bisogna andare su sterrata a sx. Continuare ancora fino a quando ci si avvicina molto al termine dell'altopiano, verso Est, e si vede una freccia rossa che indica una traccia a sx da seguire. In pratica ci si trova sull'altipiano boscoso di Cima alle Coste e occorre scendere verso est. Si scende per tracce ripide ben marcate tra qualche albero e roccette, fino ad arrivare alla zona delicata finale dove occorre prestare attenzione per i detriti e le rocce marce presenti. Continuare ora su traccia a sx con bolli, verso l'evidente parete (soluzione non verificata per attaccare la via del Boomerang, ma usata per la via Speranza). (1h00)
    Scritta Boomerang alla base.

Attacco: su una cengia, in corrispondenza di una zona visivamente più facile da arrampicare che arriva ad un diedrino (attacco raggiunto secondo la "prima possibilità", ma ho visto cordate attaccare seguendo anche il percorso della "seconda possibilità").

Discesa:

  1. Prima possibilità: arrivati nel bosco seguire delle tracce che salgono obliquamente verso sx (faccia a monte). Ci sono anche dei segni azzurri che indicano il percorso. Continuare lungamente, poi in traverso sempre verso sx, ed in discesa. Quando il sentiero è pianeggiante occorre scendere nel bosco fino a quando si arriva in prossimità del pendio ripido che dà su un sottostante altipiano boscoso. Individuare il punto migliore per scendere (noi abbiamo eseguito un paio di doppie da 25m da alberi).
    Arrivati sull'altipiano si scende ancora (inizialmente c'è ancora pendenza) fino a trovare una traccia evidente, da seguire verso sx. Si arriva nei pressi del bordo di un altro "salto" che dà sull'ampia conca detritica sotto le placconate del Brento. Individuare un canale che scende verso il pendio (inizialmente profondo qualche metro, pareti in parte rocciose) e seguirlo con attenzione (ripido, piante, terra e detriti) fino ad arrivare in fondo ad una paretina rocciosa da scendere (passi di II, delicato). La base del canale è molto vicina al canalino che porta alle placconate di attacco della via. Da lì traversare lungamente seguendo le evidenti tracce, arrivando al bosco e continuare poi a ritroso come per la via seguita al mattino (2h circa, molto facile sbagliare, attenzione all'orientamento).
    In alternativa, più consigliato, seguire le tracce dell'uscita della via senza lasciarle mai. Arrivati al tratto pianeggiante non lasciare le tracce, ma continuare a seguirle fino ad arrivare al paese di San Giovanni, dove si incontra la strada asfaltata che si segue e che porta ad Arco (eventualmente autostop) circa 2,30/3 h (soluzione non valutata personalmente, meglio informarsi bene).
    Sarebbe meglio avere al paese un'altra macchina o almeno delle biciclette per tornare a valle.
  2. Seconda possibilità (consigliata): seguire le tracce dall'uscita della via senza lasciarle mai; continuare a seguirle fino ad arrivare ad una strada forestale ed al paese di San Giovanni (soluzione non verificata dall'uscita di Boomerang, ma usata per la via Speranza).

Difficoltà: V+/VI.

Sviluppo: Almeno 16 lunghezze, per circa 1000 metri di sviluppo.

Attrezzatura: serie di nut e friend (fino al 2 BD), martello e chiodi (per emergenza o ribattere qualche chiodo), due mezze corde (possibilmente da 60 metri).

Esposizione: est.

Tipo roccia: calcare.

Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno; di solito la via si asciuga velocemente.

Tempo salita: 6h00/8h00.

Primi salitori: M. Furlani, V. Chini, M. Degasperi, R. Mazzalai, 1979.

Riferimenti bibliografici: Diego Filippi, Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud

Cartografia:

Relazione

Lunghezza 1, III/IV-: salire lo speroncino sopra la scritta di attacco e, al suo termine, traversare a sinistra su una cengia. Da qui, due possibilità di sosta: o a chiodi, scomoda, appena sopra la cengia, oppure traversare facilmente verso sinistra e sostare su golfare.

Lunghezza 2, IV+: proseguire sopra la sosta a chiodi andando a prendere una fessurina sulla placca sovrastante ed arrivare sotto ad uno strapiombo dove si trova la sosta su chiodi.

Lunghezza 3, VI/V+: seguire lo strapiombino verso sinistra (chiodi, anche alti sullo strapiombino, attenzione ad allungare i rinvii per evitare forti attriti). Contornare poi lo strapiombino a sx, che forma con le placche liscie un diedro. Salire il diedro (liscio, inizialmente delicato - passo chiave VI), poi continuare più facilmente nel diedro e sulla faccia esterna destra, fino ad un terrazzino con sosta.

Lunghezza 4, IV/IV+: prendere per le placche/gradoni a dx della sosta, salendo nei punti più facili e puntando inizialmente ad uno spit (via moderna che interseca la nostra via) per poi arrivare verso dx, più in alto, ad un terrazzino con sosta su spit.
Facile ma poco proteggibile.

Lunghezza 5, V+, poi IV: due possibilità:

  1. salire verso dx tra arbusti ad una placca con fessurina dove c'è un chiodo non visibile (soluzione non verificata)
  2. salire dritti sopra la sosta seguendo alcuni spit/chiodi inizialmente verso sinistra, per poi continuare per placche ad una sosta (fare attenzione ad individuare la sosta, la via è in un oceano di placconate).

Lunghezza 6, IV+: salire dritti e poi aggirare le difficoltà sulla dx, per poi tornare a sx ad una sosta poco sotto uno strapiombino (attenzione, verso sx sembra più facile ma non è così). Poco proteggibile.

Lunghezza 7, V+: dritto sopra la sosta ad arrivare ad un diedrino un po' marcio (chiodi), al cui termine si esce a sx e si sale dritti ad una sosta alla base di placconate.

Lunghezza 8, V: dalla sosta salire qualche metro, rinviare lungo ad una pianta e NON salire ancora verso il diedrone del boomerang. Individuare verso dx la possibilità di traversare su placca sfruttando una specie di esile cengetta formata da roccette (non attraversare più sopra su una placca liscia sotto strapiombino, più difficile, cordino visibile). Al termine della cengetta c'è un chiodo, si gira uno spigolino e si sale su placca ad una sosta.

Lunghezza 9, VI o V+ a seconda del percorso: due possibilità:

  1. salire dritti su placca con fessurine e pochi chiodi, ad arrivare ad una nicchia con sosta (tiro eseguito in un precedente tentativo, difficile. (VI)
  2. più consigliabile: salire in diedrino erboso obliquo che sale verso sinistra per accedere alla grande placca sotto il boomerang, posta SOPRA la placca della possibilità precedente (presente anello di sosta alla fine del diedro). Da lì attraversare a dx in magnifica esposizione su placca, sembra molto difficile ma in realtà man mano che si procede miracolosamente compaiono gli appoggi e le prese necessarie (comunque molto delicato e con poche protezioni). Al termine del traverso salire per muretto con roccia più delicata fino ad una grande cengia con sosta (nel punto dove termina il traverso si arriverebbe anche dalla sosta della soluzione precedente). (V+)

Fino a qui è possibile, con attenzione e con un po' di fatica scendere in doppia in caso di necessità (verificato).

Lunghezza 10, V+/VI-: traversare a destra sulla cengia e salire un muretto un po' marcio. Continuare poi su una fessura-rigola superficiale molto bella fino al suo termine, dopo di che si traversa a destra e si va a sostare su pianta.

Lunghezza 11, IV: seguire la rampa ascendente verso dx e sostare su pianta.

Lunghezza 12, III: salire la placca diagonalmente verso dx seguendo i tratti più facili quindi in orizzontale fino ad una pianta con cordone dove si sosta.

Lunghezza 13, IV+: non traversare più verso dx ma salire verticalmente su placca erbosa e qualche alberello quindi appena possibile traversare a dx verso il grosso albero dove si sosta.

Lunghezza 14, I-II: seguire le tracce nel boschetto che al suo termine tendono verso sx e sostare su pianta.

Lunghezza 15, IV+: non seguire la freccia disegnata sulla placca che manda in verticale ma traversare orizzontalmente a sx su roccia delicata ma non difficile, esposta, fino ad una sosta.

Lunghezza 16, IV+: continuare col traverso, con le stesse caratteristiche e sempre più esposto, fino ad alcune piante dove si trova una sosta; visibile più sopra una freccia azzurra ed un chiodo che indicano la continuazione della via. Attenzione a non traversare ancora a sx.

Lunghezza 17, V+/VI-: salire dritti per rocce compatte e diedrini fino ad una sosta sotto degli strapiombi.

Lunghezza 18, VI-, V, IV: dalla sosta salire l'evidente spaccatura-fessura tra gli strapiombi, quindi andare a dx, girare uno spigolino ed entrare in un canalino-rampa con roccia friabile (visibile un chiodo). Attenzione agli attriti girando lo spigolino. Continuare fino alla pianta sotto uno strapiombino da salire sulla sx per evidente fessura, quindi uscire a dx fino alla sosta.

Lunghezza 19, IV+: traversare qualche metro a dx, quindi risalire il camino friabile e continuare in verticale per saltini e tratti erbosi fino ad una pianta con cordone, nei pressi di una nichhia a dx (libro di via), dove si sosta.

Lunghezza 20, IV: dalla sosta risalire l'evidente rampa canale che più sopra piega a sx e passando sotto uno strapiombino (III+) termina nel bosco dove si sosta su pianta.

Note: salita alpinistica da non sottovalutare, di soddisfazione per lo sviluppo e l'ambiente in cui si svolge: ci si muove in un mare di roccia, bello!!
Roccia non sempre buona, ma accettabile, in molti punti ottima.
Chiodatura minima, difficoltà non elevate ma neanche banali.
Facile in alcuni punti sbagliare, occorre fare attenzione.
Dato lo sviluppo della via, qualche descrizione potrebbe non essere precisa: meglio consultare anche altre relazioni.
Attenzione anche all'attacco e soprattutto alla discesa, complessa e lunga.
La guida di Filippi è semplicistica e non sempre rappresentativa.

Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 25/09/2008 con Pier Martoia. Foto da un precedente tentativo con Mario Colombo.

La via del Boomerang sale l'evidente piano inclinato
La via del Boomerang sale l'evidente piano inclinato
 
Alla base delle placche verso l'attacco
Alla base delle placche verso l'attacco
 
La zona di placche facili verso il Boomerang (visibile più in alto)
La zona di placche facili verso il Boomerang (visibile più in alto)
 

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L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile,
ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.


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