Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido Della Torre - http://www.scuolaguidodellatorre.it
 
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Valle del Sarca, Cima alle Coste (m.860 circa) - via Pipistrei

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Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco. Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca. Sulla statale Arco-Trento, venendo da Arco superato il paese di Dro, individuare a sinistra un cartello per "Lago Bagattoli". Seguire l'indicazione e parcheggiare in corrispondenza di un grande curvone, vicino ad un idrante, fuori dal parcheggio privato del laghetto. Dato che sono stati segnalati furti in questa zona, conviene però parcheggiare sulla strada statale, cercando un luogo adatto.

Avvicinamento: entrare nella strada che porta al lago Bagattoli e seguire poi la strada sterrata che va oltre una sbarra. Continuare lungamente mantenendo questa direzione, passando visivamente sotto la direttiva della parete di Cima alle Coste. Evitare un primo sentiero che va a destra verso l'avancorpo di Cima alle Coste, fino a trovare una evidente traccia a destra che va verso la parete. Seguire il sentiero, che arriva fino alla parte sinistra dello zoccolo della parete. Si trova un ometto nel punto in cui occorre traversare verso lo zoccolo roccioso (è uno scivolo roccioso con cengette). Seguire le evidenti tracce che traversano fino ad una zona con detriti (ancora tracce e ometti). Si segue la traccia più marcata, poi si sale per ghiaione obliquando verso destra (qualche ometto), puntando alla parete sud, quella a destra del grande diedrone di Cima alle Coste. (0h45)

Attacco: arrivati alla parete, lasciare perdere uno spit posto prima della rampa friabile di sinistra (via non conosciuta, sale per due tiri e poi si ferma). Andare più a destra, superare un diedro-colatoio dove sale la via Sodoma e Gomorra e fermarsi nei pressi di una rampa ascendente da sinistra a destra.

Discesa: all'uscita si è su un altopiano boscoso. Faccia a monte, inoltrarsi nel bosco verso sinistra, per vaga traccia, facendo attenzione al bordo della parete (presente una spaccatura seminascosta dall'erba). Si arriva in breve ad una strada forestale, da seguire verso sinistra, anche in salita per un tratto; seguire sempre le svolte a sinistra, indicazioni per Dro. Si arriva ad un cartello che indica il sentiero n°425 per Dro (Sentiero delle Cavre). Continuare lungamente (a tratti ripido e con qualche fune metallica) fino ad arrivare a valle. Da lì continuare su sterrata verso sinistra, fino ad un cartello che indica "Lago Bagattoli". Seguire l'indicazione, arrivando alla forestale del mattino e alla macchina. (1h30)

Difficoltà: VII+ e A1 (VII- e A1 obb.). Proteggibilità: S2-S3.

Sviluppo: circa 600 metri.

Attrezzatura: una serie di friend fino al n°3 BD, compresi i micro. Soste attrezzate con due fix, sui tiri presenti fix, abbastastanza ravvicinati nei punti difficili, ma con qualche tratto lungo e qualche partenza con fix alto.

Esposizione: sud.

Tipo roccia: calcare e dolomia, ripulita dagli apritori ma con molte prese a cui fare attenzione e grossi blocchi e lame da evitare o usare con molta delicatezza. Alcuni tratti facili friabili ed erbosi.

Periodo consigliato: data la lunghezza, consigliate la primavera e l'autunno, troppo caldo in estate. Evitare le giornate con vento freddo.

Tempo salita: 9h00.

Primi salitori: A.Toni Zanetti, Franco Sartori, G.Bonvecchio, 2011.

Riferimenti bibliografici: Filippi D., Arco Pareti, Edizioni Versante Sud.

Relazione

Lunghezza 1, III, 45 metri: salire la rampa verso destra, su terreno facile ma delicato. Si arriva in un punto dove è evidente salire dritti, tralasciando un albero con cordone a destra, e puntando invece ad un grosso pino con cordone più in alto, dove si sosta. Nessun fix nel tiro.

Lunghezza 2, VI, 50 metri: si sale il muretto diedro il pino, aiutandosi con l'albero, quindi per gradoni verso sinistra si arriva ad un diedro, dove al momento della ripetizione erano presenti una corda fissa e dei fix. Lasciare perdere il diedro e andare a sinistra, verso una lama sotto un muro compatto. Salire il muro (fix) e continuare per altri muri, seguendo i fix prima verso sinistra e poi dritto.

Lunghezza 3, VI+, 35 metri: su sopra la sosta. Rinviare una sola corda nel fix a sinistra (attriti) e procedere delicatamente verso destra, per poi salire un muro (fix). Ora la via sale verso sinistra e poi sale dritta, fino a sostare sotto la direttiva di uno strapiombo con una grossa macchia bianca.

Lunghezza 4, VI+ e A0, 30 metri: si traversa a destra, leggermente sopra la sosta, per doppiare uno spigoletto. Ora si procede per muro verticale molto compatto (VII+ o A0), fino ad uscire a sinistra alla sosta, su piccolo pulpito sullo spigolo.

Lunghezza 5, VII-, 30 metri: su, sul lato destro dello spigolo.

Lunghezza 6, V+, 30 metri: andare a sinistra e poi salire per roccette un po' da verificare, tra diedrini e saltini.

Lunghezza 7, VI+, 40 metri: salire in obliquo verso sinistra, per poi traversare a sinistra e raggiungere un bel diedro con roccia delicata, da salire completamente, fin sotto una nicchia.

Lunghezza 8, VI+, VII o A0, 30 metri: su sopra la sosta, per diedrino-lama. Traversare poi a destra sotto lo strapiombo, e salire per muri grigi, fino ad arrivare ad uno strapiombo, che deve essere superato. Su ancora e poi andare a sinistra alla sosta.

Lunghezza 9, VI-, 30 metri: su per roccette (primo fix nascosto dietro un piccolo cespuglio). Si punta ad un alberello a sinistra, poi si arriva su un ripiano sotto uno tetto. Si sale il muro a sinistra del tetto e si esce per la spaccatura.

Lunghezza 10, V, 30 metri: a sinistra per roccette, per raggiungere un diedrone erboso. Lo si sale fino al suo termine, dove si trova un tetto. Qui traversare a sinistra e salire ad un ballatoio.

Lunghezza 11, IV, 25 metri: su per grande fessura spaccatura, per poi traversare a destra e uscire su grande pulpito. Qui ci si trova sulla cresta est di Cima alle Coste.

Lunghezza 12, V, 40 metri: su a destra della sosta, per muretto grigio (primo fix alto non visibile). Continuare per roccette e terreno delicato e friabile, andando verso sinistra. Si sale per roccette e poi sopra un muretto si traversa a destra su piccola cengetta erbosa (poco evidente), per poi salire ad una cengia a destra.

Lunghezza 13, VI+ e A1, 35 metri: traversare a destra e raggiungere un muro compatto con fix (primo fix un po' alto, alla base massi friabili). Salire il muro (A1), poi continuare per muretti delicati, fino a raggiungere un evidente diedrino grigio più in alto (fix lontano). Salire il diedrino e raggiungere la sosta sotto una zona strapiombante friabile.

Lunghezza 14, VI e A0, 35 metri: salire a destra con attenzione (primo fix alto non visibile). Continuare per terreno delicato, e raggiungere un muretto di buona roccia. Lo si supera e si arriva ad una grande nicchia con strapiombo. Si sale sopra un masso e si raggiunge a fatica un fix sul muro a destra dello strapiombo. Si supera il muro (A0), arrivando ad una cengia. Traversare a sinistra, passando sotto una parte strapiombante. Si sale lo spigoletto di sinistra e per muro grigio delicato si raggiunge una grande cengia, sotto un diedro nero.

Lunghezza 15, VI+ e A0, 40 metri: lunghezza 15: su per il diedro (primo fix alto, è possibile proteggersi a sinistra in fessurina, con microfriend) e al termine del diedro uscire per roccette a sinistra. Si sale su terreno più facile, in obliquo verso destra, per terreno erboso con alberi. Sosta su albero (40m, );

Lunghezza 16, III, 40 metri: salire verso sinistra puntando ad una selletta rocciosa, punto più facile. Si esce su prati da risalire, fino alla piatta cima erbosa, sosta su albero.

Note: via dalla chiodatura sportiva, anche se non sempre ravvicinata, su una parete decisamente alpinistica. E' da considerare a tutti gli effetti alpinistica e impegnativa. Grazie alla chiodatura è possibile avventurarsi su questa parete bella e repulsiva, dove fino ad ora erano state tracciate solo poche vie molto temute, alpinistiche e su roccia friabile.
Da salire in assenza di altre cordate, causa la facilità di fare cadere sassi in alcuni tratti.
La prima è stata la Steinkotter del 1966, di H.Steinkotter, H.Holzer e R.Messner, che sale il grande diedro e poi si sposta sulla parete sud seguendo i punti deboli della parete.
A seguire Sodoma e Gomorra del 1982, ad opera del grande Luggi Darshano Rieser, con R. Sulzenbacher. E' una via temutissima, che sale direttamente la parete, su roccia friabile e protezioni precarie.
Solo un'altra via nella parete: via della rinascita del 1983, di Maurizio Giordani e F.Zenatti; attacca più a sinistra della precedente e presenta lo stesso tipo di caratteristiche.
In un primo tentativo di salita a Pipistrei, uno spit alla base, più a sinistra del canale di Sodoma e Gomorra, ci ha fuorviato e fatto salire per due tiri su una linea spittata, ma dopo questo tratto non abbiamo trovato più protezioni. Probabilmente si tratta di un precedente tentativo di apertura.
Durante la salita di Pipistrei abbiamo trovato una corda fissa nel canale del primo tiro di Sodoma e Gomorra, che abbiamo incrociato di nuovo nel secondo tiro. Poi la corda fissa continua verso destra, andando verso alcuni strapiombi. E' una linea spittata, una nuova via in corso di apertura.

Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Alessandro Pelo Pelanda del 22 aprile 2017.

Schizzo della via
Schizzo della via
 
La partete sud a destra, durante l'avvicinamento
La partete sud a destra, durante l'avvicinamento
 
Prima lungfhezza: la rampa
Prima lungfhezza: la rampa
 
Terza lunghezza
Terza lunghezza
 
In uscita dalla quarta lunghezza
In uscita dalla quarta lunghezza
 
Quinta lunghezza
Quinta lunghezza
 
Il diedro della settima lunghezza
Il diedro della settima lunghezza
 
Ottava lunghezza
Ottava lunghezza
 
Undicesima lunghezza
Undicesima lunghezza
 
Tredicesima lunghezza
Tredicesima lunghezza
 
Quindicesima lunghezza
Quindicesima lunghezza
 
Vetta!
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Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile,
ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.


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