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Sasso dei Carbonari (m.2160) - via Moss Ruggiero con uscita Gatti

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Accesso stradale: sulla superstrada che va da Lecco a Colico, uscire seguendo le indicazioni per Varenna. Continuare sulla vecchia strada che costeggia il lago fino a Varenna, dove, a destra, si prende una svolta per Esino Lario–Passo del Cainallo. Proseguire lungamente, evitando una svolta a sinistra per la Valsassina (da dove è possibile raggiungere lo stesso punto). La strada termina in un grosso sterrato, dove si parcheggia. Attenzione: il parcheggio è a pagamento dal 2013. Poco prima di arrivarci, fermarsi all'albergo-ristorante Cainallo, sulla sinistra, e pagare il biglietto (macchinetta automatica).

Avvicinamento: dal parcheggio seguire il sentiero per il rifugio Bietti, che, con qualche saliscendi, passa per la Porta di Prada (bellissimo arco naturale) ed arriva poi in piano al rifugio (1h15). Dalla terrazza del rifugio si prende il sentiero per la Bocchetta di Val Cassina-Rifugio Elisa, che si raggiunge per sentiero in piano e poi ripido con alcune catene (circa 0h30, neve fino a primavera inoltrata, ma di solito evitabile a zone per prati).
Dalla Bocchetta scendere a sinistra nel Canale di Val Cassina, per traccia ripida con catene e roccette, fino al suo sbocco (a zone ripido e con possibilità di trovare neve: informarsi sulle condizioni. Potrebbero risultare utili dei ramponcini da usare sulle pedule). Dallo sbocco del canale prendere un sentiero che piega a sinistra (faccia a valle) e scende un po' (è il sentiero che va al rifugio Elisa). Continuare lungamente in falsopiano, fino ad arrivare sotto la direttiva della parete, in corrispondenza di un vago sperone arrotondato erboso. Si sale per prati fino alla parete. (3h00)
In alternativa è possibile arrivare comodamente alla parete dal rifugio Elisa (0h30/0h45), raggiungibile dalla località Rongio, vicina a Mandello del Lario (circa 2h30). E' anche possibile arrivare direttamente alla parete evitando il rif. Elisa: salendo si lascia il sentiero per il rifugio e si seguono direttamente le indicazioni per il canale di Val Cassina, e poi il sentiero alto per il rifugio Elisa (3h30 da Rongio).

Attacco: prendere come riferimento il primo grande tetto della parete, quello più basso. L'attacco è sulla direttiva del suo bordo destro. Individuare una facile rampa di buona roccia che sale da sinistra verso destra.

Discesa: seguire il sentiero in cresta verso sinistra, molto bello e panoramico, con alcuni tratti attrezzati con catene, anche verticali. Si arriva ad un intaglio (palina con indicazioni) dove, continuando a salire, si prende un sentiero che poi scende direttamente al rifugio Bietti. Se invece si è lasciato del materiale alla Bocchetta di Val Cassina, oppure si deve scendere a Rongio, andare a sinistra per traccia e bolli, prima in discesa e poi in traverso, riallacciandosi al sentiero che scende il Canale. Per arrivare alla Bocchetta salire un breve tratto. Da lì è possibile utilizzare il sentiero che scende al rifugio Bietti, e da lì tornare al Cainallo.

Difficoltà: VI+ (VI e A0 obbligato).

Sviluppo: circa 550 metri più altri 150 metri di facile canale finale.

Attrezzatura: qualche sosta attrezzata su chiodi, da verificare e rinforzare. Altre soste da attrezzare. Sui tiri pochissimi chiodi, presenti nei tratti più duri. Portare una serie di friend fino al n°3 BD, una serie di nut, martello e qualche chiodo (a lama, universali, a U).

Esposizione: sud.

Tipo roccia: calcare, mediamente di buona/ottima qualità, con qualche zona dove prestare attenzione; brevi zone friabili. Presenti zone erbose.

Periodo consigliato: primavera (ma prestare attenzione alle condizioni del canale di Val Cassina e al canale della via Gatti, dove si potrebbe trovare neve) e autunno. In estate solo in caso di giornate non calde.

Primi salitori: Moss Ruggiero: B. Balatti, G. Comini, E. Molteni, M. Zucchi, 1977; Gatti: A. Dotti, E. Molteni, 1970.

Riferimenti bibliografici:

Relazione

Lunghezza 1, IV, 60 metri: salire la rampa a gradoni verso destra, arrivando ad una cengetta. Da lì salire poco a sinistra alla base di un diedro obliquo. Salirlo fino ad individuare sulla destra un chiodo con vecchia fettuccia, e poco sopra un chiodo nuovo, su cui fare sosta.

Lunghezza 2, V+, 40 metri: continuare nel diedro, ora più verticale e con dell'erba. All'uscita si trovano molti detriti e roccia friabile, fare attenzione. Si entra così nella nicchia sotto il tetto. Qui è possibile fare sosta, ma è da attrezzare su chiodi. Dovrebbe essere possibile e conveniente fare direttamente il breve tiro successivo: traversare in placca verso destra, in piena esposizione, fino ad arrivare a una zona articolata al di fuori del tetto, da salire fino ad una sosta su due chiodi.

Lunghezza 3, VI+, 30 metri: salire una fessura inizialmente strapiombante, che poi va seguita in obliquo verso sinistra (diversi chiodi presenti). Sosta su quattro chiodi.

Lunghezza 4, VI+, 30 metri: salire sopra la sosta, seguendo una fessura ad arco verso sinistra, grazie alla placca sottostante ben appigliata (un paio di chiodi). L'arco diventa poi orizzontale, si traversa ancora un poco sotto lo strapiombo e si sale nel punto di debolezza al suo termine, dove forma al di sopra un diedro. Si sale lì (qualche chiodo) e si continua poi per diedri-fessuroni erbosi più facili, andando pian piano verso destra, per arrivare ad una buona cengia, alla sinistra di uno spigoletto. Sosta su due chiodi leggermente alti a destra, poco visibili.

Lunghezza 5, V+ max, 55 metri: salire per il diedro a sinistra (primo passo strapiombante). Il diedro è facile, e poi diventa più compatto e molto bello, fino ad arrivare ad una sosta a destra, su due chiodi.

Lunghezza 6, III, 40 metri: salire in obliquo verso sinistra su roccette facili. Si trova un chiodo e subito dopo uno spuntone su cui sostare.

Qui inizia la variante che va a raggiungere la via Gatti, che permette di evitare il grande tetto, dove sale la Moss-Ruggiero originale.

Lunghezza 7, IV, 60 metri: traversare verso sinistra, anche abbassandosi leggermente, seguendo i punti deboli della parete. Si arriva ad una zona di rocce erbose, da risalire, per poi traversare a sinistra per cengetta erbosa. Si sale brevemente ad una grande cengia erbosa e si traversa qualche metro a destra, individuando un chiodo con vecchio cordino penzolante, da accoppiare ad una vicina clessidra, per sostare.

Lunghezza 8, VI, 50 metri: salire per bel muro con buone prese, quindi andare verso destra e raggiungere un fessurina da seguire (chiodo). Si arriva ad una zona con foglie di roccia poco rassicuranti (le abbiamo soprannominate le lame tonanti), che bisogna cercare di evitare il più possibile. Si traversa a sinistra a raggiungere un piccolo pulpito, con chiodo alla base, dove si sosta.

Lunghezza 9, VI, 40 metri: andare a sinistra e salire direttamente uno strapiombo con due chiodi. Si arriva ad un muro compatto, da cui traversare a sinistra a rocce rotte. Da lì salire in obliquo verso sinistra, fino ad entrare nel canale della via Gatti. Si prosegue nel canale e poi si sosta prima di un tratto più ripido: sosta da attrezzare su friend.

Lunghezza 10, II, III, IV+, 170 metri: continuare nel canale con roccia abbastanza buona, con tratti appoggiati e poi un tratto più verticale ma ammanigliato. Si arriva alla base di un ultimo tratto verticale, in una strozzatura, superato il quale si accede al canale superiore. Soste da attrezzare.

Lunghezza 11, II, 150 metri: continuare slegati nel pendio detritico, arrivando infine alla cresta sommitale, dove si trova il sentiero.

Note: la lunghezza dei tiri è indicativa.
Bella via alpinistica, godibile, probabilmente la più adatta per entrare nel mondo del Sasso dei Carbonari.
Alcune lunghezze sono sostenute, ma in generale le difficoltà rimangono su gradi contenuti. Non bisogna però sottovalutarla: si tratta di una via molto alpinistica, dove spesso occorre orientarsi, proteggersi, fare lunghi tratti senza protezioni, organizzare le soste. Solitudine assicurata.
Qualche pericolo di caduta sassi, però nelle zone dei tetti si è protetti.

Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 27 maggio 2017 con Alessandro Pelanda.



Schizzo della via
Schizzo della via
 
Tracciato indicativo
Tracciato indicativo
 
Quasi all'attacco
Quasi all'attacco
 
Prima lunghezza, dopo il tratto facile a gradoni
Prima lunghezza, dopo il tratto facile a gradoni
 
Seconda lunghezza, tratto finale, la placca esposta dopo la nicchia
Seconda lunghezza, tratto finale, la placca esposta dopo la nicchia
 
Terza lunghezza
Terza lunghezza
 
Tratto finale della quarta lunghezza
Tratto finale della quarta lunghezza
 
Partenza della quinta lunghezza
Partenza della quinta lunghezza
 
Sesta lunghezza
Sesta lunghezza
 
Settima lunghezza dalla sosta 7
Settima lunghezza dalla sosta 7
 
Ottava lunghezza
Ottava lunghezza
 
Inizio decima lunghezza
Inizio decima lunghezza
 
Decima lunghezza
Decima lunghezza
 
Il facile canale terminale
Il facile canale terminale
 
E' fatta!
E' fatta!
 

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L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile,
ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.


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