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Valle del Sarca - Piccolo Dain di Pietramurata (o Pala del Pian della Paia), (m.400 circa) - via Cesare Levis (Diedro Manolo)

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Accesso: dalla statale Arco - Trento, tra i paesi di Pietramurata e Sarche, svoltare a sx in corrispondenza di un cartello che indica "Bar Ciclamino" e lasciare la macchina nel grosso parcheggio subito dopo il bar, nei pressi di una pista di motocross.

Avvicinamento: costeggiare il crossodromo sulla sinistra e seguire la strada sterrata per un centinaio di metri, giunti all'altezza di un frutteto, svoltare a destra e seguire il sentiero che conduce nel bosco alla base della parete. Il sentiero è segnalato da bolli rossi e sale in direzione dell'estremità sinistra della parete. Trascurare alcune deviazioni sulla destra e salire fino alla successiva deviazione segnalata da un ometto di pietre. Imboccare il sentiero che traversa verso destra, pressochè in piano in direzione dello zoccolo della parete. Costeggiare una paretina passando a sinistra di una pianta e raggiungere la base di una ripida rampa erbosa (cordone su pianta sulla sinistra). Salire la rampa facendo attenzione al detrito instabile, superare una calata attrezzata su pianta con cordone di colore blu e raggiungere un ampio terrazzino detritico molto inclinato (sosta attrezzata con vecchio cordino in kevlar sulla pianta sulla destra. Da qui salire la placchetta friabile per una decina di metri (più facile sulla sinistra) e raggiungere una sosta a spit attrezzata alla base di uno spigolo poco accennato.

Discesa: inoltrarsi nella boscaglia e seguire la traccia in direzione nord fino ad incrociare la carrozzabile che riporta a valle. Scendere in direzione del Monte Casale (sinistra). E' possibile anche tagliare i numerosi tornanti della carrozzabile percorrendo dei sentieri segnalati da dei bolli rossi. All'altezza di un bivio che segnala verso sinistra "rientro della ferrata Che Guevara", tenere la destra e uscire dal bosco all'altezza del campo da golf dietro all'Hotel Ciclamino a pochi passi dal parcheggio del crossodromo. (1h00)

Difficoltà: VI+ (VI e A0).

Sviluppo: circa 300 metri.

Attrezzatura: soste attrezzate su piante e su chiodi. Necessaria una serie completa di nut e friend fino al n° 4 BD.

Esposizione: est, sud est.

Periodo consigliato: tutto l'anno, ma da evitare in estate per troppo caldo.

Tempo salita: 5h00/6h00.

Primi salitori: M. Zanolla, G. Groaz, M. Furlani, 1978.

Riferimenti bibliografici: Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud, 2002 - (descrizione e schizzi)

Cartografia:

Relazione

Lunghezza 1, III, IV, 60 metri, nessun chiodo: dalla sosta a spit salire il vago spigolino erboso in direzione del boschetto posto alla base della parete poco a destra del grande pilastro staccato dalla parete. Sosta su albero.

Lunghezza 2, I, III, IV, 35 metri, nessun chiodo: traversare a sinistra su comoda traccia per circa 10 metri fino alla base di un canalino molto evidente (molto in alto nella strozzatura è visibile un cordone penzolante fissato su una pianta). Salire in verticale superando una grossa pianta, superare dei gradoni erbosi ed un diedrino verticale, traversare poi a destra e raggiungere una comoda cengia. Sosta su pianta.

Lunghezza 3, IV, V, 25 metri: traversare a sinistra portandosi alla base del diedro (friend incastrato con fettuccia rossa) salire in verticale superando la grossa pianta con cordone penzolante e proseguire nel diedro soprastante fino alla sosta su chiodi attrezzata su comodo terrazzino sulla destra.

Lunghezza 4, V, VI o V+ e A0, V, 25 metri: salire a destra nel diedro (ottimi appigli), giunti in prossimità del tetto traversare a sinistra per circa due metri portandosi sotto la verticale di una sosta attrezzata a chiodi alla base del tetto in posizione centrale, rinviarla allungandola adeguatamente per evitare attriti delle corde e traversare a destra in strapiombo verso un gradino untissimo (una fettuccia viola penzolante e 2 chiodi vicini). Vincere il tetto sul suo lato destro (cordone bianco) per una buona fessura. Salire ancora un paio di metri e sostare su 3 chiodi in una nicchia.

Lunghezza 5, V+, V, 35 metri: salire la fessura sopra la sosta (proteggibile con friend n°4 BD), rinviare una sosta e traversare a sinistra su placca (delicato) portandosi nuovamente all'interno del diedro. Risalirlo (chiodi) fino ad una nicchia dove si sosta su 3 chiodi.

Lunghezza 6, V+, V, 45 metri: salire la fessura a destra (primi 4 metri con faticosa arrampicata ad incastro, poco proteggibile), traversare a sinistra e superare una paretina grigia leggermente strapiombante e successivamente una fessura verticale (chiodatura molto distanziata, ma abbastanza integrabile). Proseguire nuovamente in un bel diedro, superare una paretina articolata giallastra ed uscire a sinistra su un comodo terrazzino. Sosta su chiodi.

Lunghezza 7, V+, VI o V+ e A0, 35 metri: proseguire nel diedro (chiodi) fino ad arrivare ad piccolo tetto, aggirarlo sulla destra rimanendo nel diedro per raggiungere in breve il tetto successivo, da aggirare a sinistra su ottimi appigli (chiodo con cordone). Salire ancora un paio di metri fino ad una comoda cengia. Sosta su 2 spit o su pianta tre metri più a sinistra.

Lunghezza 8, V, V+, 40 metri: molto a sinistra è visibile il diedro di uscita della via Big-Bang. Dalla sosta traversare due metri a sinistra portandosi sulla verticale di una fessura. In alto sulla sinistra in placca è visibile un chiodo con cordino. La sosta successiva da raggiungere è la grossa pianta posizionata sulla sommità di una placca di roccia chiara, sulla perfetta verticale della posizione precedentemente raggiunta dopo aver effettuato il traverso. Salire la fessura (proteggibile con friend medi) fino a quando diventa strapiombante, deviare a destra salendo un breve diedrino verticale sovrastato da un arbusto attrezzato con un cordone bianco. Superare l'arbusto ed obliquare su placca a destra verso un grosso masso staccato, poi portarsi verso sinistra alla base della placca successiva di roccia bianca sulla verticale della pianta. Salire la placca leggermente strapiombante faticosa e friabile (un chiodo) ed aggrapparsi alla pianta ristabilendosi su una piccola cengia.

Da questa sosta ci sarebbe ancora un tiro, sconsigliabile, su una fessura marcia di IV+, visibile in alto poco prima di arrivare alla sosta.
Obliquare invece a destra su gradoni friabili e raggiungere il bosco in corrispondenza della traccia di discesa (10 metri circa).

Note: salita di stampo alpinistico da non sottovalutare, roccia ottima ripulita dalle innumerevoli ripetizioni. Prestare molta attenzione all'uscita dove si scala su roccia delicata e friabile. Il sabato e la domenica il crossodromo è aperto e preso d'assalto dai motociclisti, pertanto se non si vuole essere disturbati dal rumore continuo e assordante prodotto dalle motociclette è sconsigliabile ripetere la via durante i fine settimana.

Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori e Alessio Guzzetti, 16 marzo 2002. Revisione e foto a cura Simone Rossin, da una ripetizione effettuata con Emanuele Nugara l'11 Novembre 2011.

Filmato della salita
 
via Cesare Levis (Diedro Manolo)
Sviluppo itinerario
 
via Cesare Levis (Diedro Manolo)
Simone sul tetto della quarta lunghezza
 
via Cesare Levis (Diedro Manolo)
Emanuele sulla fessura della quinta lunghezza
 
via Cesare Levis (Diedro Manolo)
Il diedro del sesto tiro
 
via Cesare Levis (Diedro Manolo)
Emanuele sulla settima lunghezza
 
via Cesare Levis (Diedro Manolo)
Dalla S8 la placca dell'ottava lunghezza
 

Disclaimer

L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile,
ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.


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