Ecuador, Cerro de Arcos - Scuola Guido Della Torre

Ecuador, Cerro de Arcos

Ecuador, Cerro de Arcos - Il fascino del paramo

“Quando una vergine partorirà nella notte di Pasqua, gli animali imprigionati nelle rocce torneranno in vita. Ed io non vorrei essere qui.”

Quando Franco accompagna i turisti a visitare le guglie di Arcos racconta sempre questa storia. Fa la sua scena.
Franco fa parte dell’Operazione Mato Grosso e vive in Ecuador insieme alla moglie Stefania da 29 anni. Hanno cominciato a portare l'acqua potabile nelle case della gente ed oggi, nel piccolo villaggio di  Celene, hanno realizzato una missione, costruendo una scuola di intaglio e lavorazione del legno, una di cucito e ricamo. Costruiscono mattoni e tegole, allevano animali e, soprattutto, curano le persone con un presidio infermieristico e le assistono nel lontano ospedale.
Tutto per dare una vita dignitosa agli abitanti del posto.
Perché se sei nato nel Paramo, la prateria andina, il tuo futuro dipende solo dalle patate e dalle pecore che possiedi.

Cinque anni fa una nuova idea.
C’è un posto particolare sulla sierra sopra la missione.
Si chiama Cerro de Arcos.
Ci sono delle formazioni rocciose dove ognuno con la propria fantasia vede immagini e forme diverse, e c'è un bosco intricato dove vedi le radici degli alberi dalla parte sbagliata, da sotto. In questo luogo un po' magico, in cui ci si perde e ritrova dietro a un buco o ad una fessura, vegetali e roccia si intrecciano a formare un posto incantato!

In Ecuador il tenore di vita sta migliorando e il turismo anche locale muove i primi passi.
L’ Omg compra un terreno e costruisce un rifugio, lo costruisce come l’evangelica casa fondata sulla roccia, anzi la pietra entra nelle sale e nelle camere.

Lo costruisce sopra due piccole falesie.
Il nostro amico Mattia, tornato tempo fa da un lungo viaggio in Ecuador ci fa una proposta: andare a chiodare delle vie.

E qui entriamo in gioco noi.
Facciamo 16 ore di volo, 2 scali, 750 km in pulmino, 2 ore di fuoristrada (nel cassone) che come avvicinamento a una falesia non è male.
Ci accoglie un altro mondo, il rifugio è a 3700 metri, ma siamo all'equatore. Un vento fortissimo, ma soprattutto la gente del paramo che vive in condizioni durissime.

Ci sono i loro bambini che ci entrano nel cuore.
Quale merito ci ha concesso istruzione, sanità e comodità che a loro sono negate?
Il resto è una gran pulizia della roccia che porta ad aprire 6 monotiri  di diversa difficoltà esattamente sotto il rifugio, lasciamo il materiale necessario e ora c’è anche questa possibilità per i clienti.

Poi c’è il potenziale immenso di Cerro de Arcos che si raggiunge in 30 minuti di cammino, dove si può fare boulder e scalare le torri mai salite.
Ci arrampichiamo sul dito de Dios perché il richiamo è troppo forte ma ci sono centinaia di vie da tentare.

Questo articolo vuole fare conoscere questo angolo di mondo ma soprattutto dare una possibilità.
Chiunque voglia portare avanti il lavoro in falesia, scalare ad Arcos e gestire il rifugio nel lavoro quotidiano e di rapporto con i clienti, è bene accetto.
L’Omg accoglie chiunque capisce il valore della fatica e che il senso del tutto è dare un futuro migliore ai niños del paramo.

Manu, Emma, Daniele, Paolo.

Per info:

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