Albigna, Pizzo Spazzacaldera (m.2487) - via Dente per Dente
Dettagli
- Accesso stradale: da Chiavenna superare la frontiera di Castasegna con la Svizzera, e proseguire per una decina di chilometri fino in località Pranzeira, da dove parte una piccola funivia di servizio per la diga dell'Albigna (costo 22 CHF). La funivia effettua servizio da metà giugno a metà ottobre, dalle ore 7,00 alle ore 16,45. In alternativa è possibile salire a piedi per sentiero in 2h00/2h30.
- Avvicinamento: dall’arrivo della funivia seguire la vecchia strada verso destra, in direzione dell’evidente struttura rocciosa.
- Attacco: situato presso il primo tornante, in prossimità della scritta "DPD".
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Discesa:
in doppia sulla via Giovanne d’Italia, prestando attenzione al reale rischio di impigliare le corde. Con corde da 60 metri, seguire le seguenti 5 calate:
- da S8, in verticale fino a S7 30 metri;
- da S7 35 metri fino ad una sosta a fix (vecchi);
- dalla sosta a fix fino al pino di S3, 35 metri;
- da S3, leggermente a dx (faccia a valle) fino al casottino in lamiera S2, 40 m;
- dal casottino a terra, 30 metri.
- Difficoltà: 6a+.
- Sviluppo: 350 metri.
- Attrezzatura: soste a spit collegati con fettuccia e maglia di calata. In via spit distanziati. Necessari 12 rinvii (portarne qualcuno con fettuccia lunga) e friend misure BD da 0.3 a 3.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno.
- Tempo salita: 4h00.
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Riferimenti bibliografici:
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Sandro von Känel, Plaisir Süd, Filidor Verlag
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Wälti T., Kletterführer Graubünden, SAC Verlag
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Sertori M., Solo Granito Volume 2, Edizioni Versante Sud
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- Relazione
- Lunghezza 1, 5b, 35 metri: salire per rocce rotte, aiutandosi con una fessura fino ad un tetto, che si supera traversando verso destra e rimontando in corrispondenza di alcune maniglie, seguono dei bei movimenti di placca fino in sosta.
- Lunghezza 2, 5c, 35 metri: risalire lo strapiombino a sinistra della sosta, dopodiché affrontare una fessura a destra faticosa, uscire a destra in placca e sostare su un terrazzino comodo.
- Lunghezza 3, 6a, 40 metri: placca molto bella, ma poco chiodata (2 spit), con un passo interessante su un muretto in alto, doppiato lo spigolo destro si raggiunge una fessura e si continua fino in sosta su un terrazzino erboso.
- Lunghezza 4, 5b, 20 metri: traversare verso sinistra in direzione di un pino, dove si fa sosta.
- Lunghezza 5, 5c+, 30 metri: a mio parere il tiro più faticoso: salire il diedro/lama sulla destra con dulfer e movimenti ad incastro fino ad una sosta appesa sotto il tetto.
- Lunghezza 6, 6a+, 35 metri: traversare aiutandosi con la fessura, a sinistra sotto al tetto per poi rimontare con dei bei movimenti ad incastri, risalire il diedro ed uscire sulla destra in prossimità del fix. La sosta si trova a destra alla base della placconata.
- Lunghezza 7, 6a+, 45 metri: lunghezza molto bella! Risalire la placca sopra la sosta seguendo la linea più logica tra i fix, arrivati sotto al grosso tetto traversare a sinistra e uscire con dei bei movimenti di spalmo fino alla sosta, in comune con Giovanne d'Italia.
- Lunghezza 8, 5c, 30 metri: seguire una vena di quarzo a sinistra della sosta fino a superare un tratto più verticale su prese rovesce, per poi spostarsi leggermente a destra in corrispondenza di un diedro. Arrampicandone la faccia esterna (un po' lichenosa) si arriva alla sosta di fine via in corrispondenza di un comodo terrazzino.
- Note: interessante variante alla ben più frequentata Mosaico, ma decisamente più impegnativa: la chiodatura nei tiri, anche di placca, è piuttosto allegra, e necessita di sapersi muovere con una certa disinvoltura e saper integrare bene. La via è molto bella ed entusiasmante, su roccia ottima e difficoltà costanti. Alla fine della via è possibile continuare lungo la cresta est al Dente o per raggiungere la Fiamma e scendere da lì, calcolare almeno 2h00, noi abbiamo optato per buttare giù le doppie.
- Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Cerio Ceriani, da un’ascensione effettuata con Marco Uslenghi e Claudia Cattaneo il 2 luglio 2023.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.