Piccole Dolomiti, Baffelan (m.1783), Sengio Alto - via Pilastro Soldà

Piccole Dolomiti, Baffelan (m.1783), Sengio Alto - via Pilastro Soldà

Dettagli

  • Accesso stradale: sull'autostrada Milano-Venezia, arrivando da Milano, uscire a Montebello Vicentino, quindi seguire per Valdagno e poi entrare in Recoaro Terme. Da lì si sale verso il passo Campogrosso dove si trova l’omonimo rifugio (buona accoglienza). Si lascia la macchina vicino al rifugio oppure poco prima, nei pressi della Strada del Re verso Malga Baffelan (è la strada poco più sotto del passo, verso destra salendo in macchina).
  • Avvicinamento: percorrere la strada del Re, oltrepassare una sbarra e continuare fino ad uno slargo dove è ben evidente sulla sinistra la parete est del Baffelan. Seguire allora un sentierino verso la parete, che scende leggermente e poi rimane abbastanza in piano, fino ad individuare delle tracce che salgono verso un canale che scende dalla parete.
  • Attacco: alla base del canale, alla sinistra di una evidente targa commemorativa in memoria di U.Furlani.
  • Discesa: dalla croce di vetta scendere sul versante opposto della salita (ovest) per evidenti tracce e numerosi ometti , fino alla Forcella del baffelan (passi di II). Da qui ci sono tre possibilità:
    1. seguire le indicazioni per il Passo del Baffelan (palina indicatrice). Scendere poi nel canale a destra (faccia a valle), facendo attenzione ai numerosi massi mobili. Si arriva ad un tratto di sentiero in piano che porta ad un’altra sella da cui arriva anche la traccia di discesa dal I Apostolo. Scendere quindi nel canalone a destra (Boale del Baffelan, è il canalone tra il I Apostolo e il Baffelan). Si arriva alla sommità di un muro di contenimento attrezzato con catena che permettere di scendere al sentiero. Seguendolo verso destra (faccia a valle), porta verso la base della parete di partenza; (0h30/0h40)
    2. seguire le indicazioni per il Passo del Baffelan (palina indicatrice). Invece di scendere nel canale a destra, si segue il  sentiero con mughi per il Passo delle Gane e poi malga Baffelan.  Soluzione non verificata;
    3. dalla Forcella del Baffelan non arrivare alla palina indicatrice, seguire invece un sentiero esposto che va a sinistra e passa tra gallerie. Si arriva ad un canalone ripido che scende direttamente alla strada del Re. Tratti ripidi ed esposti, sconsigliato.
  • Difficoltà: VI max. Proteggibilità: R3.
  • Sviluppo: circa 250 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend fino al numero 3 BD. Soste attrezzate con fix, la gran parte su singoli golfari. Lungo i tiri rari fix e qualche chiodo.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: dolomia, genericamente ben ripulita e solida, con qualche breve zona a cui fare attenzione. Qualche passaggio con roccia un po' levigata, ma ancora ben arrampicabile.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno. La zona è spesso soggetta ad annuvolamenti e nebbie.
  • Tempo salita: 3h00/4h00.
  • Primi salitori: G.Soldà, A.Soldà, F.Bertoldi, 1928.
  • Riferimenti bibliografici: Casarotto G., Arrampicate scelte nelle Piccole Dolomiti e nel Pasubio, 2005, Cierre  Edizioni.
  • Relazione
  • Zoccolo in comune con la via Carlesso
  • Lunghezza 1, II: salire per rampetta e canale, facile ma con roccia friabile e detriti, fino alla sosta su un muretto.
  • Lunghezza 2, II: salire verso destra, a raggiungere una cengetta che va verso sinistra. Continuare per roccette ed erba fino alla base della parete. Si entra in un canaletto che sale verso destra, dove si trova la sosta della partenza della via Carlesso, sotto la direttiva di due camini.
  • Lunghezza 3, II: continuare a salire nel canaletto, arrivando ad uno spiazzo. Da qui salire verso sinistra alla base della parete, per roccette facili ma friabili. Ora traversare su cengia e fare sosta sopra alcuni gradini.
  • Pilastro Soldà
  • Lunghezza 1, III, 15 metri: scendere alla cengia e traversare ancora a destra, superare una spaccatura e aggirare lo spigolo della parete, dietro il quale si trova la sosta su tre fix.
  • Lunghezza 2, IV+, 20 metri: salire sul largo spigolo, con un paio di balze, fino alla sosta poco sopra su anellone.
  • Lunghezza 3, V-, 35 metri: volendo, questo tiro è concatenabile col precedente. Salire brevemente e poi traversare a destra, a doppiare lo spigolo. Qui si trovano roccette più facili e si sale ad un diedro, per poi tornare a sinistra sullo spigolo in corrispondenza di un chiodo. Ora si continua verticalmente, cercando i punti deboli, per poi obliquare a sinistra alla sosta su anellone e chiodo.
  • Lunghezza 4, V-, 40 metri: su per diedro sopra la sosta, uscendo poi a destra e proseguendo per muretto a raggiungere balze facili, che in obliquo verso sinistra portano alla sosta sotto un diedro ad arco con fessura.
  • Lunghezza 5, VI max, 45 metri: affrontare direttamente il diedro con bella fessura-lama, che poi si allarga. Si arriva sotto un muretto aggettante con fessura da superare (passo chiave della via), per continuare per diedrini e fessure fino alla sosta su buon ripiano.
  • Lunghezza 6, IV, 40 metri: traversare a destra e poi salire sopra uno spuntone. Da li traversare ancora a destra per entrare in un canale. Si sale per esso, con saltini, fino ad arrivare ad una cengia. Qui arriva anche la via Verona.
  • Lunghezza 7, V, 50 metri: andare a sinistra per entrare in un evidente camino, uscendone poi a sinistra. Non seguire dei fix nuovi che puntano dritto, ma stare più a destra, fino ad un chiodo dove si traversa poi di nuovo nel camino-fessura. Si sale in spaccata fino ad entrare in una zona abbattuta e ampia, da salire. Segue un bel passo in spaccata e poi, prima del termine del camino, si passa alla parete di destra e si sale alla spalla dove termina la via, sosta su grande masso.
  • Ora proseguire per facile crestina, seguendo tracce e ometti, che portano alla cima con la croce (I/II).
  • Note: bella salita classica, meritevole di una ripetizione, il nome dell’apritore è sinonimo di qualità.
    Abbiamo fatto la salita in una uggiosa giornata autunnale, durante una uscita del corso di alpinismo 2017 della Scuola Guido della Torre. Complimenti ai miei allievi, che sono saliti con impegno e divertendosi.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Manuela Nicotera e Andrea Patria del 30 settembre 2017, durante una uscita col corso A2 della Scuola Guido della Torre.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.