Dolomiti di Brenta, Torre d'Ambiez (m.2840) - via Diedro Armani
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere San Lorenzo in Banale (TN). Prendere la strada che sale verso la Val d’Ambiez, e lasciare la macchina al parcheggio prima della strada con divieto di transito, nei pressi del ristoro Dolomiti (consigliato), Località Baesa, San Lorenzo Dorsino (TN).
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Avvicinamento:
dal parcheggio si può salire a piedi fino al rifugio Agostini (segnavia n. 325), con un tempo di percorrenza di circa 3h00/4h00 (soluzione non verificata).
In alternativa è possibile prenotare il servizio taxi jeep, grazie al quale si arriva comodamente fino al Rifugio al Cacciatore, per poi proseguire a piedi per circa 1h00.
Dal Rifugio Agostini si sale verso la parete col sentiero 358, che va verso la Vedretta d’Ambiez. Prima di arrivare sotto la direttiva del paretone di Cima d’Ambiez, in corrispondenza di un masso molto grosso che si trova alla destra rispetto al sentiero, salire verso la Torre, caratterizzata da un grosso evidente diedro nella parte alta. (0h20 dal Rifugio Agostini) - Attacco: in corrispondenza dello spigolo arrotondato a destra di un canale. Visibile un chiodo circa nel centro dello spigolo e un chiodo più in alto a sinistra (della via Anna).
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Discesa:
si effettua con tre doppie dall’ultima sosta, sulla parete sud (direzione Rifugio Agostini, sulla via Armani – Gasperini – Medaia), che depositano sul cengione dove si trovano tracce e ometti da seguire verso destra (faccia a valle), su gradoni e paretine, fino al sentiero 321 che scende direttamente al Rifugio Agostini.
Dalla sosta della cima calarsi 35 metri tenendo un po' la sinistra (viso a monte) fino ad una sosta composta da fix e chiodi. Da qui calarsi fino all'evidente terrazzo a sinistra di un avancorpo (viso a monte). La sosta si trova dietro un masso sul bordo del cengione (fix e clessidra trapanata). Da qui a terra. Questa soluzione ha meno possibilità di incastro.
Grosse possibilità di incastro delle corde, soprattutto se si utilizza la linea di calate più a destra viso a monte, quella della sosta su cordoni in clessidra, 15 metri prima della cima.
Tempo: circa 2h00 - Difficoltà: V+. Proteggibilità: R2, R3.
- Sviluppo: circa 270 metri.
- Attrezzatura: soste generalmente con fix e qualche chiodo. Portare una serie di friend fino al n°4BD, eventualmente serie di nut, non indispensabili martello e chiodi, ma utili per ribattere eventuali chiodi ballerini e per emergenza.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare, dolomia, mediamente buona ma con alcune prese da verificare.
- Periodo consigliato: estate, inizio autunno.
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: Matteo Armani e Ettore Gasperini Medaia, 11 luglio 1938.
- Riferimenti bibliografici: Orlandi E., Dolomiti di Brenta 1 - Val d'Ambiéz, Edizioni Idea Montagna.
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+, 30 metri: salire brevemente sullo spigolo di sinistra, per poi traversare delicatamente in orizzontale a destra, per entrare in una larga spaccatura e diedro. Continuare su di esso, fino alla sosta su terrazzino, su due fix, alla base di un muretto liscio.
- Lunghezza 2, V, 30 metri: salire il muretto verticale a destra, con passaggi delicati, sfruttando anche la grande lama di sinistra. Si continua verso destra e poi per caminetto. Roccette facili portano ad una cengetta, sosta su due fix sotto una grande lama gialla.
- Lunghezza 3, III, 20 metri: alzarsi e traversare verso destra sotto la lama gialla, continuare per camino e uscire a destra verso una nicchia con cengetta, sosta su due fix.
- Lunghezza 4, V, 30 metri: andare a sinistra, raggiungere un diedro e seguirlo fino alla sosta su due fix.
- Lunghezza 5, V+, IV+, 30 metri: salire sopra la sosta in una strozzatura, che risulta più facile se si sta un po' fuori (ma risulta più esposta). Si entra in un diedro-camino, che porta ad una cengia, dove si sosta a destra, su due clessidre.
- Lunghezza 6, IV+, 35 metri: salire verso destra, nel bel diedro che caratterizza la via, fino ad una sosta su due fix.
- Lunghezza 7, V, 50 metri: continuare nel diedro, si raggiunge un profondo camino, si evita una sosta a chiodi alla sua base e lo si sale fino alla sosta su due fix.
- Lunghezza 8, IV+, 45 metri: ancora nella parte finale del diedro, per poi andare a sinistra, a raggiungere la paretina poco sotto la cresta sommitale. Qui si trova una sosta su clessidra con cordini e maglia rapida. Conviene, se non ci sono troppi attriti, continuare brevemente salendo verso sinistra alla fine della via, individuando la sosta su fix e chiodi in prossimità della cima.
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Note:
bella via logica, con roccia mediamente buona. Le difficoltà tecniche non sono alte, ma l’arrampicata è di soddisfazione, anche fisica in alcuni passaggi.
Attenzione a qualche tratto con roccia delicata. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 2 luglio 2022 con Luca Scotti e Stefano Pozzati e la cordata Alessandro Ceriani, Giorgio Fabbri, Marco Barbaro.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.