Dolomiti di Brenta, Castelletto Inferiore (m.2601) - via Kiene

Dolomiti di Brenta, Castelletto Inferiore (m.2601) - via Kiene

Dettagli

  • Accesso stradale: madonna di Campiglio, parcheggio Vallesinella (costo 10 euro al giorno durante il periodo estivo, la strada chiude alle ore 9:30. Dopo quell’ora vi è un servizio navetta ben gestito, informazioni reperibili facilmente in rete).
    In alternativa è possibile partire dagli impianti che partono da Campo Carlo Magno (vedi descrizione avvicinamento).
  • Avvicinamento: dal parcheggio di Vallesinella seguire il sentiero n. 317 che conduce al rifugio Casinei (cartelli segnalano 1h00, ma in 0h30/0h40 si può arrivare). Da qui continuare a seguire le indicazioni verso il rifugio Tuckett (1h00/1h20).
    Giunti al rifugio, possibilità di lasciare gli zaini e risalire il ripido pendio puntando alla parete del Castelletto che avrete alla vostra sinistra (10 minuti dal rifugio).
     Seconda opzione: risalire con gli impianti che partono da Campo Carlo Magno fino alla arrivo del secondo troncone della cabinovia del Grostè, da lì con un semplice sali e scendi seguire le indicazione per il rifugio Tuckett, n. 316.
  • Attacco: la via attacca all’imbocco del secondo camino, ben visibile dal rifugio, posto a destra della parete gialla. Il primo di questi camini è la partenza della via Normale.
  • Discesa: dalla vetta seguire la cengia verso est (destra rispetto l’uscita della via), fino a reperire una sosta attrezzata per la calata con degli anelli molto grossi. Effettuare un’unica cala da 60 metri, oppure una prima da 25 metri e una seconda fino a terra (consiglio della guida alpina Davide Ortolani, incontrata in vetta, onde evitare incastri delle corde). Da qui seguire traccia e ometti che conducono al sentiero n. 316 (30/40 minuti dalla vetta), che collega il rifugio Tuckett alla cabinovia del Grostè. A seconda delle proprie necessità seguire a sinistra per il Tuckett (15 minuti) o a destra per la cabinovia.
  • Difficoltà: IV, V
  • Sviluppo: 300 metri.
  • Attrezzatura:  NDA, mezze corde da 60 metri, utili friend, nut e cordini. Si possono trovare le vecchie soste a chiodi, ma vi sono anche delle modernissime soste con anellone di calata.
  • Esposizione: sud
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno.
  • Tempo salita: 3h30.
  • Primi salitori: Ernst e Kurt Kiene il 22 Agosto 1910.
  • Riferimenti bibliografici: Cappellari F., Dolomiti di Brenta, vol. 3: Vallesinella, Campa e Catena Settentrionale, Idea Montagna Edizioni, 2016.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+, V, 5 chiodi, 40 metri: salire il camino (segnalato spesso bagnato, non è stato il nostro caso, nonostante un grosso temporale la sera precedente), superare sulla destra uno strapiombo e continuare nel camino fino a reperire la sosta (volendo si può sostare anche su una vecchia sosta a chiodi, che troverete sulla parete di destra, poco prima di quella moderna).
  • Lunghezza 2, III, 40 metri: proseguire leggermente verso destra, per poi affrontare con bellissima arrampicata in dulfer una fessura, comunque facile, fino a raggiungere la cengia detritica, dove si sosta.
  • Lunghezza 3, III, I, IV-, 55 metri: attraversare la cengia obliquando facilmente a destra, fino a trovare un ometto e una sbarra di ferro. Rimontare la parete giallastra, prima andando verso destra, per poi deviare a sinistra verso una parete grigia con sosta. Tiro facile ma con tanto attrito, essendoci un destra-sinistra abbastanza netto.
  • Lunghezza 4, IV+, 2 chiodi, 35 metri: effettuare qualche passo verso sinistra senza raggiungere il bellissimo diedro fessurato, ma affrontare la placca alla sua destra. Nella seconda parte entrare nel diedro, fino alla sosta posta su cengia.
  • Lunghezza 5, IV, 3 chiodi, 50 metri: proseguire lungo il diedro. Successivamente affrontare la placca, spostandosi alla propria sinistra. Sosta su terrazzino, poco sotto la grossa cengia attraversata dalla Via Normale. Volendo si trova una sosta intermedia.
  • Lunghezza 6, II, III, 35 metri: andare verso destra per gradoni, fino a raggiungere la base di un camino verticale.
  • Lunghezza 7, IV, 2 chiodi, 45 metri: risalire il camino per la sua interezza. Alla fine di esso, obliquare a sinistra fino a un terrazzino, dove si trova la sosta.
  • Lunghezza 8, III+, 30 metri: alzarsi sopra la sosta fino a un altro breve camino, da affrontare fino a un terrazzo con sosta.
  • Lunghezza 9, V, 5 chiodi, 25 metri: qui la via Kiene effettua un traversata a sinistra di 8 metri, per poi salire in vetta lungo la cresta. Sosta da allestire su spuntone, 40 metri, IV, 3 chiodi. Noi abbiamo preferito affrontare le fessure che si innalzano verticalmente sopra la sosta e che, obliquando verso destra, raggiungono direttamente la vetta. Consultando la guida in rifugio, abbiamo scoperto essere l'ultimo tiro della via Diretta dei Mati, aperta da Marco Furlani ed Ermanno Salvaterra nel 1982.
  • Note: il primo camino potrebbe essere bagnato. Fortunatamente noi lo abbiamo trovato quasi completamente asciutto, ad eccezione della parte terminale della fessura, cosa che però non ha inficiato minimamente la nostra ascesa.
    Il nostro consiglio è di affrontare verticalmente l’ultimo tiro, più duro rispetto all’originale, ma degna conclusione di una via bellissima.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Claudio Boldorini, da una ripetizione con Chris Parisi del 18 agosto 2023.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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