Dolomiti di Brenta, Crozzon di Brenta (m.3135), parete nord-est - via Pilastro dei Francesi

Dolomiti di Brenta, Crozzon di Brenta (m.3135), parete nord-est - via Pilastro dei Francesi

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Madonna di Campiglio e seguire le indicazioni per Vallesinella (m.1513), fino ad un ampio parcheggio al termine della strada (a pagamento, se le casse sono chiuse si troverà un tagliando sull’auto con l’importo da pagare).
  • Avvicinamento: dal parcheggio seguire il sentiero per il Rifugio Brentei, che inizia dopo una costruzione che si attraversa per raggiungere un ponte di legno che passa su un torrente. Il sentiero sale lungamente, con alcuni bivi. Seguire sempre per il Rifugio Brentei. (1h30)
    Dal rifugio prendere il sentiero "Daniele Martinazzi" SAT 327 che va verso il Rifugio XII Apostoli. Il sentiero scende nel vallone della Val Brenta e poi risale sul lato opposto. Prima di arrivare a costeggiare una parete che separa dal Crozzon, si sale alla sua sinistra per ghiaione e poi si contornano le rocce, salendo fino al ghiaione sotto la parete nord-est del Crozzon. Si punta all’evidente nevaio residuo a forma di V, e ci si prepara alla sua sinistra. (1h30 dal Rifugio Brentei)
  • Attacco: occorre se possibile entrare nella crepaccia terminale formata dal nevaio e salire sopra il nevaio se è vicino alla parete, e poi attaccare una spaccatura che c’è prima del canale che si trova in corrispondenza della punta del nevaio (logico).
  • Discesa: varie possibilità, indicazioni sempre viso a valle.
    1. Dalla fine della via, sulla cengia che porta allo Spigolo Nord (soluzione da noi usata): sulla cengia a fine di L23 si incontra un ometto che si trova proprio sul filo dello spigolo, in posizione esposta. Avvicinandosi si vede la prima sosta di calata, su chiodi e cordini.
      • Doppia 1 fino alla cengia sottostante (qui si arriva anche alla fine di L22).
      • Andare a sinistra sulla cengia, fino ad un punto in cui termina. Poco prima scendere con attenzione per roccette fino ad un ripiano sottostante. Andare qualche metro a sinistra a raggiungere una sosta su clessidra con cordoni.
      • Doppia 2 verso sinistra, ad un'altra grande cengia.
      • Andare lungamente a sinistra sulla cengia, seguendo una vaga traccia, che poi scende per roccette sotto la cengia. Traversare ancora a sinistra e individuare una sosta di calata su fix.
      • Doppia 3 nel vuoto, fino ad una zona più inclinata, dove si trova la sosta su clessidra con cordoni.
      • Doppia 4 dritta nella parete sottostante, leggermente verso sinistra, fino alla sosta su clessidra con cordoni.
      • Doppia 5 dritta nella parete, fino ad una cengetta con cordino lungo fissato ad una clessidra cordonata.
      • Doppia 6 dritta nella parete fino ad una clessidra cordonata in piena parete.
      • Doppia 7 fino alla grande cengia sottostante.
      • Traversare lungamente verso sinistra, seguendo una traccia. Si attraversa un canaletto, si risale e si scende poi verso valle per ghiaioni.
      • Quando la traccia nei ghiaioni traversa verso destra (altre possibilità di discesa), andare invece verso sinistra, in discesa, verso un grosso roccione con grande ometto. Per roccette scendere poco prima del roccione, ad un’altra cengia più piccola, e traversare sotto lo strapiombo formato dal roccione (posto da bivacco e materassini). Contornare la base del roccione verso sinistra, fino a trovare una corda fissa.
      • Doppia 8 dal primo fix della corda fissa, fino ad un pendio ghiaioso.
      • Scendere il pendio fino a dove è più pianeggiante, vicino al bordo che precipita con una parete.
      • Traversare molto lungamente a sinistra su cengiona inclinata, fino al suo termine, dove si individua una sosta su fix.
      • Doppia 9 verso il pendio nevoso sottostante (attenzione alla terminale).
      • Traversare orizzontalmente fino a prendere le tracce del sentiero "Daniele Martinazzi" SAT 327 che scende dal Rifugio XII Apostoli.
      • Scendere per il sentiero, lungamente e con un tratto attrezzato a ferrata, contornando il Crozzon e riallacciandosi al sentiero fatto all’andata.
      • Tempo: circa4-5 ore fino al rifugio Brentei.
      • Fare riferimento alla fotografia col tracciato indicativo delle doppie ("schizzo discesa rapida") presente nel sito: https://www.ramellasergio.it/Testo/VIE_FUTURE/BRENTA/CROZZON/relazione_via_supermaria_crozzon.html
    2. Dalla fine della via, sulla cengia che porta allo Spigolo Nord (soluzione non verificata): rispetto alla discesa usata da noi, esiste una discesa che la ricalca solo in parte. Fare riferimento al link: https://www.slideshare.net/lortoman/pilastro-dei-francesi
    3. Dalla cima del Crozzon, per via normale (soluzione non verificata): vedere per riferimento la discesa relazionata a questi link: 
    4. Dalla cima del Crozzon, con linea di calate a fix (soluzione non verificata):  fare riferimento al tracciato presente nel sito: https://www.ramellasergio.it/images/VIE_FUTURE/BRENTA/CROZZON/DOPPIE-CROZZON.jpg
  • Difficoltà: VI+ e A1. Proteggibilità: R3.
  • Sviluppo: circa 1000 metri fino al termine della via sulla grande cengia (L23).
  • Attrezzatura: serie di friend fino al n°4 BD, serie di nut, martello e qualche chiodo. Soste attrezzate genericamente su chiodi, alcune da rinforzare, alcune non attrezzate. Presente qualche sosta a fix. Lungo i tiri pochi chiodi, in alcuni casi assenti.
    Attenzione alle soste, spesso da rinforzare, anche alcune soste di calata usate da noi non sono eccezionali (ATTENZIONE).
  • Esposizione: nord-est.
  • Tipo di roccia: dolomia, di qualità quasi sempre buona/ottima.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 12h00/14h00.
  • Primi salitori: Jean Frèhel, Dominique Leprince-Ringuet, 04/08/1965.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV, 55 metri: salire per zona con spaccatura e gradoni, e poi per muretti facili ma più lisci. Continuare poi in obliquo verso destra, in direzione del canale, fino ad una sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 2, IV+, 50 metri: salire brevemente e traversare a destra entrando nel canale. Salire per esso; si incontra una sosta ma si prosegue. Ad una diramazione scegliere quella di destra. Si arriva ad una cengia dove si sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 3, V-, 40 metri: salire sopra la sosta su muro verticale, cercando i punti più appigliati. Si procede poi in obliquo verso destra, arrivando al grande cengione. Sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 4, I, II, III, circa 100 metri: traversare lungamente verso destra, seguendo il cengione, si trovano tratti facili camminando anche in discesa e qualche facile tratto di arrampicata, fino a quando si trova un grosso spuntone con cordoni.
  • Lunghezza 5, max III, circa 100 metri: traversare ancora lungamente verso destra (inizialmente esposto), superare una sosta su due chiodi con cordino e traversare ancora, fino a raggiungere una zona più facile, dove si sale e si attrezza una sosta.
  • Lunghezza 6, IV, 40 metri: salire puntando a stare sulla destra della direttiva del tetto a scala che contraddistingue la parte bassa del pilastro. Difficile individuare il percorso giusto. Si deve arrivare alla base di un facile e grosso diedro, con la faccia destra che fa parete. Si attrezza la sosta. N.B.: inizialmente siamo saliti più verso sinistra, da dove abbiamo individuato un diedro visibile più in alto. Lo abbiamo raggiunto con due lunghezze e poi lo abbiamo salito. Al suo termine abbiamo sostato a sinistra (qualche chiodo, VI). Poi abbiamo traversato a destra raggiungendo una cengia e una sosta sotto un muro difficile, giusto sotto la direttiva del tetto a scala (visibile più in alto cordino sotto un tettino). Ci siamo quindi calati a destra e abbiamo raggiunto la base di L7, a destra.
  • Lunghezza 7, IV, 25 metri: salire il diedro, fino ad arrivare ad una sosta su clessidra con cordone, alla destra di un camino alla cui destra c'è una grande lama gialla.
  • Lunghezza 8, IV+, 40 metri: andare a sinistra e salire il camino, arrivando vicino la sommità di una lama che lo forma. Non salirci sopra ma traversare a sinistra, raggiungendo una sosta su clessidra. Evitarla e continuare a sinistra, salendo poi per diedrino. Si arriva alla sosta su clessidra e due chiodi alla base del muro sotto il tetto a scala.
  • Lunghezza 9, VI+, 30 metri: salire verso due chiodi con cordone, poi una evidente e breve lama a sinistra. Andare quindi verso destra e poi dritto, cercando i punti deboli e le poche protezioni presenti. Si esce alla destra della fine del tetto a scala, verso un intaglio. Sosta su due chiodi e clessidra.
  • Lunghezza 10, A1, VI, 25 metri: salire un diedro a sinistra della sosta, vincendo uno strapiombino e muretto ostico. Si continua più facilmente e si traversa poco a sinistra (non andare verso destra dove si vede un cuneo con cordino). Salire ora un bel muro (cordone visibile qualche metro sopra), andare leggermente verso sinistra nel tratto meno ostico di uno strapiombo (chiodo) e poi salire verso destra, arrivando alla sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 11, IV+, 40 metri: salire il diedro sopra la sosta, per poi uscirne a sinistra poco sopra (non nella prima zona facile, ma poco più sopra, dove a sinistra si può traversare più agevolmente la parete). Si traversa verso sinistra salendo e si raggiunge una cengia, si evita una prima sosta e si continua più sopra verso sinistra su altra cengia, fino ad una nicchia con ometto e un chiodo, alla destra di uno spigolo, sosta da rinforzare.
  • Lunghezza 12, V+, 30 metri: traversare a sinistra e doppiare lo spigolo. Poco più sotto si vede una sosta su due fix. Si prosegue dritto per bel muro, fino alla sosta su chiodo e fix.
  • Lunghezza 13, VI-, 50 metri: traversare a sinistra su muro, cercando la zona più ammanigliata. Si arriva ad un chiodo sotto una zona più debole e lì si sale, arrivando ad un diedro leggermente a destra. Lo si sale e si arriva ad un piccolo terrazzino dove si sosta su due chiodi, poco sotto un diedro che sale verso destra.
  • Lunghezza 14, V-, 20 metri: salire il diedro con fessura fino al suo termine, sosta su due chiodi e clessidra.
  • Lunghezza 15, VI, 45 metri: salire a destra verso una grossa lama staccata. Si sta leggermente dentro di essa, ma non troppo, e si raggiunge il suo apice. Da lì salire un bel muretto a buchi e traversare subito a destra (non salire verso un cordino più alto) per entrare in un diedro che non è visibile. Salire il diedro e al suo termine traversare un muro, per salire poi alla destra di uno strapiombo. Si sale per diedro fino alla sosta su cengia, su una clessidra e un chiodo pessimi e un chiodo più recente.
  • Lunghezza 16, I, 15 metri: traversare facilmente a sinistra su cengia e fare sosta su un fix e un chiodo.
  • Lunghezza 17, IV+, 50 metri: si sale dritto sopra la sosta, andando leggermente verso sinistra per seguire un diedro, sosta su due fix.
  • Lunghezza 18, VI-, 50 metri: scendere leggermente e traversare a destra fino ad uno spigoletto. Si prosegue in traverso e leggera ascesa, cercando di interpretare il muro. Siamo passati da una sosta alla base di un diedro, ma probabilmente è meglio stare più bassi. Si arriva ad una sosta a chiodi in una nicchia gialla e si sale leggermente a destra, ad un'altra nicchia dove si sosta su due chiodi, a sinistra di uno spigolo.
  • Lunghezza 19, V, 50 metri: doppiare lo spigolo a destra (grande esposizione) e salire cercando i punti deboli, leggermente verso destra e poi verso sinistra, fino ad una sosta su chiodo, da rinforzare.
  • Da questo punto il nostro percorso probabilmente non ricalca il tracciato originale (da verificare).
  • Lunghezza 20, IV, 30 metri: salire sopra la sosta su terreno meno compatto, sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 21, IV, 30 metri: continuare dritti, leggermente verso sinistra, fino alla sosta su cengia su due chiodi.
  • Lunghezza 22, IV+, 30 metri: salire sopra la sosta su muretto strapiombante, poi continuare più facilmente, fino ad una cengia. Si traversa leggermente a destra e si attrezza una sosta alla base di un diedro.
  • Lunghezza 23, V-, 30 metri: salire per driedro e poi traversare a destra su muro, fino ad una zona facile dove si attrezza la sosta.
  • Lunghezza 24, IV, III, 50 metri: traversare a destra e salire per roccette, fino ad arrivare ad una grande cengia. Si traversa a destra fino ad una zona che permette di salire più facilmente. Si sale qualche metro e si attrezza la sosta. Qui è già possibile andare a prendere la linea di calate (vedere discesa, opzione 1, “Dalla fine della via, sulla cengia che porta allo Spigolo Nord”).
  • Lunghezza 25, III+, 50 metri: salire cercando i punti deboli, a sinistra e poi verso destra, arrivando ad un'altra grande cengia dove si attrezza una sosta. La cengia è quella del termine della via, da dove è possibile calarsi.
  • Se si vuole continuare fino in cima (soluzione non verificata):
  • Lunghezza 26, III, 70 metri: salire cercando i punti deboli, per circa due tiri su difficoltà contenute (circa 70m, III).
  • Lunghezza 27, I/II, 500 metri: continuare facilmente e lungamente, camminando, a salire verso la vetta, dove si trova il bivacco Castiglioni.
  • Note: grande via, spesso non facile da individuare. Data la lunghezza della via e gli errori commessi, prestare attenzione e fare riferimento anche ad altre relazioni, soprattutto per la zona L6 e da L20 a L 23 dove probabilmente possono essere fatti 2 tiri invece che 3. La lunghezza dei tiri è da prendere come indicativa.
    La via è molto alpinistica, richiede intuito, capacità di proteggersi e di muoversi su terreno selvaggio, non farsi ingannare dai molti tiri con grado basso.
    Attenzione alla bontà di alcuni chiodi e clessidre, anche nella discesa.
     
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 20 luglio 2019 con Alessandro Ceriani.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.