Croda di Re Laurino (m.2734) - via Omi Berta
Dettagli
- Accesso stradale: salire al Passo di Costalunga e poi prendere per il Passo Nigra. Seguire la strada fino a Malga Frommer, in prossimità di una seggiovia.
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Avvicinamento:
salire verso il rifugio Fronza alle Coronelle, tramite seggiovia (solitamente prima corsa verso 8,15-8,30), oppure per sentiero che parte dietro la seggiovia. Arrivati al rifugio, salire dietro di esso e seguire il sentiero-ferrata che porta al Rifugio Santner. Si arriva ad un altipiano che corre sopra le prime pareti rocciose visibili dal rifugio Fronza. Lo si percorre verso sinistra (faccia a monte), in falsopiano. Ad un certo punto, quando il sentiero della ferrata piega verso la parete, continuare invece per traccia che attraversa il grande cengione che si trova sotto le pareti principali. Arrivati sotto la direttiva della parete, salire direttamente verso di essa, puntando ad un evidente risalto che sporge dalla parete, a sinistra della grande fascia nera solitamente bagnata in centro parete. (1h00)
- Attacco: in corrispondenza del lato sinistro del risalto, visibile a un paio di metri un cordino in clessidra, e più in alto un altro cordino.
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Discesa:
arrivati al rifugio Santner, proprio all'uscita della via, si torna tramite la ferrata in discesa che riporta al rifugio Fronza. Andare a destra, per traccia in salita, e poi a sinistra, fino ad individuare l'inizio della ferrata in un canalone. La ferrata è identificata con bolli rossi e spesso la scritta "S" in rosso. Seguirla lungamente, in discesa e con alcuni saliscendi, per poi traversare lungamente in falsopiano. Il percorso non è completamente attrezzato, spesso si arrampica in discesa con facili passaggi (II, max III). Attenzione alla eventuale presenza di neve a inizio stagione. Si arriva così a riprendere il sentiero dell’andata, che porta al rifugio Fronza.
Ora scendere con seggiovia (solitamente l'ultima discesa è alle 17,30), oppure per strada sterrata e poi sentiero, fino a deviare a sinistra quando si trova il cartello per Malga Frommer. Facilmente per pendii erbosi si taglia la strada sterrata e si arriva al parcheggio della seggiovia. (2h00)
- Difficoltà: VI+ e A0, max VII. Proteggibilità: R3 - zone R4. Attenzione: !!!
- Sviluppo: circa 425 metri.
- Attrezzatura: serie di friend fino al 3BD, molto consigliato anche il n°4 (avendo il 5 lo si userebbe bene nel fessurone). Martello e qualche chiodo, una staffa può tornare utile. Le soste sono quasi tutte attrezzate su chiodi (vedere relazione), sui tiri alcuni cordini in clessidre (spesso poco rassicuranti), qualche raro chiodo, due spit.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: dolomia, spesso friabile.
- Periodo consigliato: estate, autunno.
- Tempo salita: 7h00/8h00.
- Primi salitori: Carletto Festi, Claudio Sarti, 1997.
- Relazione
- Lunghezza 1, V+, 45 metri: salire per fessura-diedro, inizialmente impregnativo (due clessidre con cordino), poi continuare più facilmente, leggermente verso destra, fino alla sosta su tre chiodi alla base di un diedro.
- Lunghezza 2, V+, 35 metri: continuare salendo il diedro, fino al suo termine, sosta su tre chiodi.
- Lunghezza 3, VII o A0, poi VI, 35 metri: si sale per fessura, inizialmente con passo difficile strapiombante, sosta su due chiodi alla base di un breve diedrino.
- Lunghezza 4, VI+ o A0, poi VI, 40 metri: salire il diedrino, arrivando ad una zona gialla friabile. Salire a raggiungere uno strapiombino che si supera. Si arriva ad una piccola piazzola con due chiodi uniti da cordino. Qui NON salire per la fressura gialla strapiombante, ma traversare a sinistra e salire per roccia grigia, portandosi sopra di essa. Si continua per fessura-diedro fino ad una rampa con fessura che sale in obliquo verso destra. Al suo termine si raggiunge una buona piazzola dove si trova la sosta su due chiodi e cordone su spuntone, alla base di un evidente diedro strapiombante.
- Lunghezza 5, VI+ o A0, VI, 30 metri: non salire nella fessura-diedro, ma stare nel muro di sinistra. Si trovano tre chiodi, dopo i quali si traversa a sinistra. Altri chiodi e due spit indicano di salire dritto, a raggiungere la sosta poco sopra, su quattro chiodi.
- Lunghezza 6, passi A1, VI+, 15 metri: traversare leggermente a destra e salire verso la fessurona. Si tratta di un passo psicologico, protetto da un chiodo basso. Io per evitare problemi ho piantato un brutto chiodo da artificiale e mi sono aiutato con quello (chiodo rimosso). Salire un poco ad un altro chiodo non visibile e da lì traversare leggermente a sinistra ad una lametta, che permette di salire (sprotetto). Ci si avvicina alla fessurona a raggiungere un cordino e successivamente un altro cordino più in alto, dopo il quale si esce su cengetta, sosta a sinistra su tre chiodi. Tiro molto psicologico e impegnativo, poco proteggibile e obbligato.
- Lunghezza 7, IV+, III, 35 metri: salire per canaletto a destra, per poi traversare a destra. Si sale sopra un piccolo risalto e si raggiunge una zona facile dove si traversa ancora. Si passa per una sosta del soccorso alpino, e si continua in discesa su pietrame fino alla sosta su due chiodi sul margine destro di una grotta. Libro di via sotto la grotta, poco a sinistra della sosta.
- Lunghezza 8, IV+, 45 metri: andare a destra e appena possibile salire sul risalto che c'è sopra la sosta. Non entrare nel canale che c'è ancora più a destra. Si sale per vago diedro e si arriva su una cengia, dove si trova un chiodo con cordino. Traversare a sinistra (visibile cordino più in alto) e salire per bel muretto, fino alla sosta su due chiodi sotto una fessura con partenza strapiombante. Noi siamo saliti nel canale di destra (bagnato!) e abbiamo fatto sosta nei pressi del chiodo con cordino, spezzando il tiro a causa degli attriti (sconsigliabile).
- Lunghezza 9, VI+ o A0, VI, 10 metri: salire lo strapiombino e continuare per la fessura, fino alla sosta su spit e chiodo.
- Lunghezza 10, IV+, 50 metri: traversare a sinistra, salire per roccette in obliquo verso sinistra, superare un muretto dove è più facile, quindi traversare a destra, salire cercando i punti deboli fino ad una cengetta e traversare a sinistra ad un intaglio, dove si trova la sosta su un chiodo con cordino, da rinforzare.
- Lunghezza 11, III, 35 metri: salire dritti, leggermente verso sinistra, puntando ai punti deboli. Si arriva sotto un muro verticale, sosta da attrezzare.
- Lunghezza 12, IV+, III, 50 metri: traversare a destra, salire verso un pulpito e da lì traversare a sinistra per accedere ad una zona più facile. Si continua con bassa difficoltà, andando tendenzialmente verso sinistra. Si raggiunge la cresta sommitale e si fa sosta su spuntone, a circa 30 metri dal rifugio Santner.
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Note:
via molto impegnativa, poco chiodata (tranne L5) e in alcuni tratti poco proteggibile, roccia spesso da verificare. Non è una classica da divertimento, ma una di quelle vie che danno soddisfazione per l'impegno che richiedono. Non la consiglio, perché alcuni tratti sono davvero da "pelo", ma chi cerca ingaggio e ha molta esperienza potrà trovare pane per i suoi denti.
Abbiamo trovato diversi moschettoni di calata su soste e lungo i tiri, a indicare come ci siano stati alpinisti che, per ragioni a noi sconosciute, si sono ritirati dalla via. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 24 giugno 2019 con Fabio Milanesi.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.