Granta Parey (m.3387) - Cresta NE

Granta Parey (m.3387) - Cresta NE

Dettagli

  • Accesso stradale: dall’autostrada A5 uscire ad Aosta Ovest e seguire le indicazioni per la Val di Rhemes.Superato il capoluogo di Rhemes Notre Dame si procede oltre fino a raggiunge la frazione di Thumel, ultima località accessibile in auto, dove è presente un ampio parcheggio gratuito sulla sinistra.
  • Avvicinamento: dal termine del parcheggio ci si inoltra nella valle dove già sullo sfondo si scorge la vetta della Granta Parey, montagna simbolo della Val di Rhemes. Terminata in breve la strada asfaltata, si procede ora lungo il semplice sentiero (n°13) che costeggia la Dora di Rhemes e in 0h45 circa porta alla bella cascata del torrente Goletta. Poco oltre la cascata è consigliabile abbandonare la strada principale che conduce al Rifugio Benevolo per piegare a destra su sentiero che si arrampica fino all’alpeggio di Sauches (m.2316 - 1h10). Giunti in prossimità di un masso con paline segnaletiche, si devia ancora a destra in direzione del Lago Goletta (sentiero 13D). Risalito il pendio erboso fino a dove spiana, si incontra un nuovo bivio e, abbandonato a destra il sentiero che porta al Lago Goletta (m.2650 - 1h45), si procede con qualche saliscendi sulla dorsale che punta in direzione dell’ormai evidente cresta NE. Dapprima il percorso si svolge su terreno erboso, poi diviene sassoso contrassegnato da bolli gialli e qualche ometto fino a giungere alla lapide del S. Bernardo (m.2970 - 2h45). Da quì le pendenze aumentano e su terreno sfasciumoso, segnalato da ometti in pietra, si risalgono ulteriori 200 metri per portarsi all’attacco della parete dove è presente uno spit. (3h30)
  • Discesa: si segue il percorso di salita, raggiunta l’uscita del camino con 4 doppie da 20 metri ciascuna si torna alla base della parete (4h00 dalla cima Nord passando per il rifugio).
  • Difficoltà: PD+, arrampicata costante su II, passaggi di III.
  • Sviluppo: 1550 metri (dislivello)
  • Attrezzatura: imbrago, casco, corda da 60 metri, 4/5 rinvii, qualche cordino per integrare su spuntoni. Eventualmente i ramponi se l’avvicinamento presenta neve.
  • Esposizione: nord-est.
  • Periodo consigliato: estate, una volta che la cresta è sgombra da neve.
  • Tempo salita: 4h30/5h00.
  • Primi salitori: 22 agosto 1863, Nichols Blanford e Rowsell, accompagnati dalle guide Favret e Jacob (non specificato se lungo la via normale o la cresta NE).
  • Riferimenti bibliografici: https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=1613
  • Cartografia: 3–Valgrisenche Val di Rhemes Valsavarenche ovest. Carta dei sentieri 1:25.000
  • Relazione: spostarsi leggermente a sinistra dello spit e risalire la parete su roccia medio-buona senza percorso obbligato, puntando all’evidente camino tra due speroni rocciosi per poi risalirlo fino al suo termine. Difficoltà costanti di II con alcuni passaggi di III. Fino all’imbocco del camino sono 3 tiri di corda da 20 metri e con un ultimo tiro sempre da 20 metri si affronta e si supera il camino. Soste attrezzate con 2 spit collegati con cordone e maglia rapida per la calata in corda doppia. Su ogni tiro sono presenti 2 spit che indirizzano la via. Vista la difficoltà non eccessiva è possibile muoversi in conserva protetta. Usciti dal camino si rimonta la sommità dell’aerea cresta e la si risale in direzione della cima, eventualmente con possibilità di proteggersi con cordini attorno agli spuntoni, fino ad un risalto terminale dove è presente uno spit. Deviare a sinistra in mezza costa per poi risalire un ultimo tratto in arrampicata che termina su una sosta a pochi metri dalla cima Nord della Granta Parey. Piegando a destra per facile cresta si raggiunge l’ampia cima a m.3363 dove è presente la madonnina (4h00/4h30).
    Ritornando sui propri passi fino all’ultima sosta, si percorre l’aerea e pianeggiante cresta in direzione della poco più alta cima Sud (3387m) raggiungibile con qualche passaggio esposto. Le difficoltà principali si concentrano nella prima parte di cresta, poi calano. Possibilità di proteggersi sempre con gli spuntoni presenti. (4h30/5h00)
  • Note: valida alternativa alla via normale, quando su quest’ultima in stagione avanzata la neve scarseggia ed il percorso diventa difficoltoso per via del terreno poco stabile. Le difficoltà alpinistiche sono contenute, prestare solamente attenzione a cosa si prende in mano per via della qualità mediocre della roccia. Attenzione se sono presenti più cordate, il rischio di smuovere qualche sasso è molto facile, soprattutto durante le calate.
    Gita percorribile in giornata oppure in due giorni pernottando al Rifugio Benevolo. In questo caso per l’ascesa considerare circa un’ora in meno.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alessandro Aceti e Matteo Compagnoni, da un’ascensione fatta in data 6 agosto 2021.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.