Valle di Gressoney, Gaby - via Di fronte al pentimento

Valle di Gressoney, Gaby - via Di fronte al pentimento

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere la Valle di Gressoney, in Val d’Aosta, fino all’abitato di Gaby. Proseguire ancora fino al borgo di Pont Trenta. Qui individuare una strada che scende verso il fiume a sinistra. Poco prima di un ponte in pietra, parcheggiare in un piccolo slargo sulla sinistra.
  • Avvicinamento: dirigersi verso il ponte in pietra ed attraversarlo. Ora andare verso sinistra, per terreno abbastanza pianeggiante poco sopra il fiume. Continuare fino a trovare un canale di massi e neve che scende dalla via. Salire per esso fino alla base del primo risalto ghiacciato, che si trova all’incirca di fronte allo slargo dove è stata lasciata l’auto. (0h15)
     
  • Attacco: si attacca l’evidente risalto ghiacciato, che si trova a sinistra di un grosso roccione.
  • Discesa: traversare con attenzione nel bosco a sinistra (faccia a monte). Scendere poi cercando i punti deboli del pendio, andando un po' a zig-zag. Arrivati ad un punto molto ripido, abbiamo fatto doppia da betulla, raggiungendo il bosco sottostante più facile. Si torna all’attacco o direttamente più a valle per raggiungere la strada. (0h45)
     
  • Difficoltà: IV/3, M6 max.
  • Sviluppo: circa 500m, compresi tratti facili di trasferimento.
  • Attrezzatura: qualche chiodo da ghiaccio (anche corti), friend dal micro al n° 3BD, eventualmente martello e qualche chiodo da roccia per risolvere possibili problemi.
  • Esposizione: nord.
  • Periodo consigliato: salita invernale. Evitare periodi con pericolo valanghe, anche per la discesa.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: Diego Margiotta e Bonino Mauro, 22/01/2019.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, primo tratto 70°-75°, 60 metri: salire la colata un po' magra, ma con ghiaccio più consistente nella zona centrale. Dopo il primo salto si continua per saltini cercando il ghiaccio, e in zone facili di canale. Si sosta poco prima del breve tratto di misto successivo, su tronco abbattuto.
  • Lunghezza 2, M3, ghiaccio 70°-75°, 60 metri: salire per caminetto con ghiaccio, uscendo poi su pendii più facili. Si continua per altro salto facile a sinistra, fino al termine della corda, sosta su tronco abbattuto.
  • Lunghezza 3, brevi tratti ghiaccio 70°, neve, 60 metri: si continua per saltini con bassa difficoltà e canale nevoso, sosta su tronco abbattuto.
  • Lunghezza 4, brevi tratti ghiaccio 70°, neve, 55 metri: ancora come sopra, sosta su tronco abbattuto.
  • Lunghezza 5, piccoli saltini e neve, circa 150 metri: si continua nel canale, che oppone basse difficoltà, fino a sostare su tronchi poco prima della forra rocciosa superiore.
  • Lunghezza 6, M4, 40 metri: salire verso l'evidente camino roccioso di fronte, ben proteggibile in fessure. Si esce in canale e poi si supera un altro saltino di misto. Si arriva alla base di una serie di grossi massi.
  • Lunghezza 7, M4, passo di M6, 30 metri: salire su ghiaccio fino alla parte superiore di un grosso masso (se c'è ghiaccio alla sua destra), oppure (ns. scelta), passare a sinistra sotto il masso e salirci poi sopra. Si arriva ad un altro masso incastrato, che si supera a sinistra. Passaggio difficile e punto di protezione su friend un po' alto. Si continua facilmente in canalino abbattuto fino ad arrivare sotto ad un masso incastrato. Sosta da organizzare con friend/chiodi da ghiaccio.
  • Lunghezza 8, M5, 30 metri: andare oltre il masso sotto cui si è sostato e salire sopra di esso, grazie ad una apertura con roccia e ghiaccio. Ora andare verso sinistra (faccia a monte) salendo un saltino. Si traversa a sinistra fino ad una zona con ghiaccio e arbusti e si esce sotto uno strapiombetto roccioso dove finisce la via.
  • Note: la nostra è stata probabilmente la prima ripetizione dopo l’apertura di gennaio. La parte bassa della via è carina per l’ambiente, ma contiene parecchie zone molto facili dove si cammina. Il primo tratto di misto e soprattutto gli ultimi tre tiri invece meritano davvero la salita. L’ambiente della forra è molto particolare e le difficoltà non sono da sottovalutare.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Alessandro Pelo Pelanda, Paolo Paldi Morelli e Guido Carnevali del 10 febbraio 2019.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.