Grigna Meridionale, Torre Cecilia (m.1800), Spigolo Nord Ovest - via Berta

Grigna Meridionale, Torre Cecilia (m.1800), Spigolo Nord Ovest - via Berta

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, superare il parcheggio e svoltare a destra prima di una Chiesa, al bivio tenere la sinistra e scendere fino al termine della strada, girare a destra e percorrere la carrozzabile fino ad uno slargo nel bosco in prossimità di alcune abitazioni dove si parcheggia.
  • Avvicinamento: seguire il sentiero delle Foppe verso il rifugio Rosalba, superare il Torrione Pertusio e proseguire su sentiero fino ad un bivio con palina indicativa, salire ancora pochi metri e poi  traversare verso destra su zolle erbose e scendere nel canale detritico, risalirlo costeggiando la parete Ovest della Torre Cecilia per circa 20 metri fino ad un ampio slargo detritico alla base di una rampa obliqua a destra, dove attacca la via Normale al Torrione Cinquantenario. (1h15)
  • Discesa: dalla S5 effettuare una doppia verticale di 55 metri verso il versante Nord del Cecilia fino ad un terrazzino erboso esposto (clessidra da attrezzare per auto assicurazione). Percorrere camminando la cengia verso sinistra (faccia a monte) per circa 20 metri fino alla sommità del canale detritico, poco sotto ad un intaglio. Scendere il canale costeggiando la parete Sud del Campaniletto del rifugio e raggiungere il rifugio Rosalba. Scendere per  il sentiero delle Foppe fino alla carrozzabile. (1h15)
  • Difficoltà: VI+ (V+ e A0).
  • Sviluppo: 160 metri, compreso parte della prima lunghezza della via Normale al Cinquantenario, il canale detritico di collegamento e la variante fino alla S0 della via Berta
  • Attrezzatura: in via 3 chiodi ed un fix, necessaria una serie di friend fino al 4 BD. Soste da attrezzare su fix e chiodi.
  • Esposizione: ovest, sud-ovest.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Riccardo Cassin e Luigi Pozzi il 20 Maggio 1934.
    Prima solitaria (probabile): Ivan Guerini il 18 Novembre 1978, concatenando in giornata anche la via Fanny e la via dei Trentini.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale, Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia 2005

    • Pesci E., Guida dei monti d’Italia, CAI-TCI, Settembre 1998

    • Buzzoni P. Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud, Dicembre 2011

    • http://larioclimb.paolo-sonja.net/

  • Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III+,II, I, 60 metri: (Parte della via Normale al Cinquantenario e canale detritico di collegamento) Salire la breve rampa sulla destra fino al fittone, obliquare poi a sinistra (fittone), superare dei gradoni e proseguire su placche appoggiate a sinistra del canale detritico fino ad una sosta a resinati, rinviarla ed obliquare a destra entrando nel canalino detritico, salirlo fino a raggiungere la base di un evidente diedro camino. Sosta a sinistra su fettuccia di colore viola o poco più avanti da attrezzare su due golfari dove attacca la via "Pom d’Anouk".
  • Lunghezza 2, IV, 30 metri, variante di accesso alla via Berta: salire obliquando a sinistra su placche lavorate fino ad un grosso spuntone, in verticale poi per una decina di metri fino ad un'altro spuntone (chiodo arancione in basso a destra), obliquare a sinistra (in verticale sale la via "Martelli Volanti") su placca più compatta in direzione del grande strapiombo giallo, doppiare uno spigolo e raggiungere una nicchia giallastra. S0 via Berta da attrezzare su fix cordonato e chiodo. Salendo questa lunghezza si evita il ripido canale detritico di roccia mediocre seguito dagli apritori che raggiungere la S0 da sinistra (sconsigliabile).
  • Via Berta
  • Lunghezza 3, V, 30 metri: traversare orizzontalmente a destra su placca verticale (vecchio chiodo con anello, non visibile dalla sosta) proseguire in traversata (clessidra cordonata via "Martelli Volanti") e raggiungere delle zolle erbose alla base di un'evidente fessura camino verticale. Salirla (erba e roccia da verificare) fino ad una nicchia con roccia friabile sulla destra. Uscire dalla fessura camino a sinistra rimontando uno spigolo e proseguendo per muri appigliati fino ad una ripida zona erbosa, superarla e raggiungere la base di una fessura camino strapiombante. Sosta da attrezzare su 2 chiodi vicini collegati da cordini.
  • Lunghezza 4, V, VI+, 15 metri: aggirare sulla destra il muretto sopra la sosta (vecchio chiodo con anello ovale originale Cassin), portarsi verso sinistra ed entrare nella fessura camino (chiodo), salirla con movimenti faticosi proteggendosi in sequenza su un masso nascosto all'interno della fessura (mobile di roccia mediocre), fix e posizionando un friend n°4 BD poco sotto al sasso incastrato (passo chiave) ben visibile dalla sosta. Giunti al sasso incastrato superare il tratto strapiombante della fessura camino (vecchio cordino su mini clessidra sulla destra) e proseguire qualche metro in verticale e sostare su fix con golfare e vecchio chiodo consumato dalla ruggine. Conviene fermarsi e sostare qui per seguire bene la salita del secondo di cordata e tenersi le misure grandi dei friend per proteggere adeguatamente la fessura diedro successiva.
  • Lunghezza 5, IV+, III, 30 metri: proseguire nella fessura diedro fino a quando diventa si allarga e diventa verticale, uscire a sinistra su muri articolati fino ad incrociare la via "Spigolo della Crocetta"(fittone), traversare a destra e seguire lo spigolo per una decina di metri fino alla cresta sommitale. Sosta su catena con anello di calata.
  • Note: itinerario raramente ripetuto di stampo decisamente alpinistico che sale per placche, fessure e camini di roccia discreta da verificare. Chiodatura originale della via Berta rivista da Sergio Pestarino, gestore del Rifugio Rosalba negli anni 90 che ha posizionato dei fix rinforzando la S0, la S2 ed uno poco sotto il masso incastrato nella fessura camino proteggendo il passo chiave  (info da Giovanni Chiaffarelli).
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin da un’ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 6 Agosto 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.