Grigna Meridionale, Torre Costanza (m.1723) - via Cassin

Grigna Meridionale, Torre Costanza (m.1723) - via Cassin

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, superare il parcheggio e svoltare a destra prima di una Chiesa, al bivio tenere la sinistra e scendere fino al termine della strada e raggiungere l’ex  rifugio Alippi. Si parcheggia sulla strada (pochi posti disponibili).
  • Avvicinamento: imboccare sulla destra la via "alle Foppe" (strada sterrata privata) percorrerla  fino ad uno slargo nel bosco in prossimità di alcune abitazioni. Seguire le indicazioni per il sentiero delle Foppe verso il rifugio Rosalba. Dopo un tratto di discesa nel bosco, attraversare un canalone e raggiungere un bivio con palina indicativa "Torre Costanza-Mongolfiera-Punta Giulia" da seguire. Salire a destra nel bosco su traccia erbosa poco marcata, poi traversa a sinistra e conduce al "Canalone del Diavolo". Scendere all’interno del canale (ometti di pietre), risalirlo seguendo ometti di pietre e bolli bianchi e rossi segnavia sbiaditi alternando passaggi di arrampicata nel canale con tratti di sentiero ripido erboso fino ad un bivio con palina indicativa. Seguire la deviazione a sinistra per la Torre Costanza e proseguire nel canale con qualche passaggio di arrampicata più sostenuto ed esposto fino alla base dell’evidente Torrione. Imboccare la diramazione sinistra e salire uno stretto canalino roccioso ed erboso a tratti verticale con passaggi di arrampicata e raggiungere la forcella che divide la Torre Costanza dalla Fiamma, dove attacca la via, vecchio chiodo con anello in posto. (1h40)
  • Discesa: dalla vetta scendere in traversata verso Ovest su esili cenge rocciose, poi un breve canalino ripido sul versante Nord, traversare infine a destra (faccia a valle) e raggiungere la sosta con catena dove inizia la discesa in corda doppia. Prima di circa 25 metri, con catena spostata leggermente verso destra (faccia a monte). Seconda doppia verticale di circa 50 metri porta alla base del versante Nord della struttura in prossimità della forcella tra Costanza e Cecilia. E’ possibile dividere la seconda doppia in due da 25 metri.
    Scendere per una traccia di sentiero in direzione Est, deviare poi verso Sud fino all’imbocco del "Canalone del Diavolo". Scendere all’interno del canale affrontando tratti di arrampicata aggirando alcuni salti rocciosi ripidi ed esposti (possibile breve doppia da singolo spit con maglia rapida). Proseguire fino alla diramazione per la forcella Costanza/Fiamma e proseguire in discesa percorrendo a ritroso l’itinerario di avvicinamento fino al sentiero delle Foppe, proseguire poi sulla carrozzabile e rientrare al parcheggio. (1h30)
  • Difficoltà: VII+ o V+ e A1.
  • Sviluppo: circa 210 metri.
  • Attrezzatura: in via chiodi vecchi, alcuni precari e poco affidabili. Necessaria una serie di friend fino al 4 BD, martello ed un paio di chiodi almeno per il capocordata casomai si rompesse qualche chiodo. Fondamentale il fifi, una staffa utile ma non indispensabile. Soste da attrezzare su chiodi e spit.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: primavera ed autunno, in estate troppo caldo.
  • Tempo salita: 4h00.
  • Primi salitori: Riccardo Cassin, Antonio Piloni e Domenico Lazzeri il 2 Luglio 1934. Prima libera: Ivan Guerini con G. Burò il 24 Settembre 1977, dichiarando difficoltà di VIII-.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale, Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005

    • Pesci E., Le Grigne, CAI TCI, 1998

    • Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud, 2011

    • Cisana M., Nel giardino di pietra. Arrampicate tra il lago di Como e il Lago d’Iseo, Edizioni Idea Montagna, 2015

    • Rivista Alp, speciale Ritratti, Riccardo Cassin, Cda&Vivalda Editori, Settembre-Ottobre 2008

  • Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, IV, 30 metri: salire per qualche metro a destra dello spigolo roccioso, obliquare a destra su zolle erbose fino ad una placchetta (spit con maglia rapida). Proseguire su erba verticale per qualche metro, traversare a destra su esile cengia erbosa fino ad una placca erbosa inclinata. Sosta da attrezzare su chiodo rosso e spit, presente una vecchia sosta con fettuccia consunta poco sotto.
  • Lunghezza 2, III, IV, 25 metri: traversare orizzontalmente a sinistra per circa due metri, salire un diedro erboso verticale (chiodo) e proseguire per zolle erbose fino ad una comoda cengia. Sosta da attrezzare su chiodi. A sinistra sale il diedro giallo-arancione della via "Bonatti".
  • Lunghezza 3, III, VI o V+ e A0, V, 30 metri: salire un muretto di roccia delicata e poi obliquare a destra su cengia rocciosa e raggiungere la base di una breve fessura verticale che sale a sinistra di uno spigolo esposto. Superarla (chiodi) ed uscire a destra su placca inclinata, obliquare a destra fino ad una buona clessidra, proseguire in verticale su placca lavorata di roccia bianca ed arancione e raggiungere la base di un’evidente fessura strapiombante. Sosta scomoda da attrezzare su chiodi collegati da vecchi cordini.
  • Lunghezza 4, VII o V+ e A1, VI, 30 metri: non salire la fessura sopra la sosta, ma scendere circa un metro e traversare a sinistra su muro strapiombante di roccia delicata (chiodi) e raggiugere lo spigolo della parete. Salire la fessura strapiombante a sinistra dello spigolo (molti chiodi, alcuni con cordini e fettucce) che piega un poco a sinistra, poi riprende verticale e conduce alla base di una placca inclinata muschiosa grigio arancione. Uscire dalla fessura e traversare a destra su placca verso la zona muschiosa arancione, salire poi in verticale ed uscire su comodo terrazzino erboso (corda fissa) posto alla base del grande camino strapiombante. Sosta da attrezzare su due spit e chiodi collegati da cordoni.
  • Lunghezza 5, VII+ o A1, V+, 30 metri: salire il camino molto strapiombante e piegato verso sinistra, inciso da una sequenza di fessurine ove sono infissi molti chiodi. Uscire verso destra dalla volta strapiombante, proseguire nella fessura camino, ora più stretta, liscia e sempre strapiombante (chiodi ed un nut incastrato), raggiungere infine un piccolo pulpito all'interno del camino. Sosta scomoda da attrezzare su chiodi collegati da vecchi cordini. Lunghezza spettacolare con arrampicata artificiale espostissima e molto faticosa.
  • Lunghezza 6, V, IV, 30 metri: proseguire nella fessura camino erbosa (chiodo), proseguire in verticale, ignorare una sosta a chiodi posta a destra su cengia detritica e proseguire nel camino ora più ampio (chiodo) portandosi alla base di un masso incastrato. Superarlo verso destra, continuare nel camino su un breve tratto erboso poco inclinato ed uscire dal camino infilandosi in un buco. Traversare a destra faccia a valle portandosi alla base di una cresta rocciosa. Sosta da attrezzare su due spit.
  • Lunghezza 7, II, III, I, 35 metri: seguire l'evidente cresta rocciosa, superare una breve diedro fessurato e raggiungere la vetta della Torre Costanza. Sosta da attrezzare su fittone resinato e vecchio fix.
  • Note: una pietra miliare della storia dell’alpinismo lecchese aperta dal fortissimo alpinista Riccardo Cassin. Itinerario classico ed impegnativo tra i più ambiti delle Grigne, banco di prova per generazioni di alpinisti. Sale per fessure e camini strapiombanti di roccia nel complesso buona, discreta e da verificare solo sulla fessura strapiombante della quarta lunghezza.
    Ricordarsi di portare un’abbondante scorta d’acqua ed evitare i periodi troppo caldi, la zona è infestata dalle zecche. Alcuni tratti della via compreso il camino strapiombante della quinta lunghezza restano bagnati a lungo dopo le piogge.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin da un’ascensione effettuata con Fabio Micheletti il 29 Ottobre 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.