Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - via Clara
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, proseguire per il rifugio Porta e parcheggiare in prossimità della sbarra.
- Avvicinamento: salire il sentiero che attraversa un breve tratto di bosco e porta direttamente sulla cresta Cermenati (n°7). Salire la cresta fino ad un bivio con palina indicativa. Seguire a destra il sentiero che traversa in costa e raggiunge il canalone Porta. Salire il canale affrontando alcuni tratti di facile arrampicata (bolli rossi segnavia), superare il Sigaro Dones salire una successione di placche appigliate costeggiando la parete ovest del Torrione Magnaghi Meridionale, una grande fessura-camino ("Spaccatura Dones") ed una pancia gialla strapiombante. (1h20)
- Attacco: la via attacca in corrispondenza di una scaglia sovrastata da un diedro giallo strapiombante (chiodi visibili). Alla base sosta con due spit verniciati di rosso collegati da una catena con anello di calata.
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Discesa:
calarsi in corda doppia sulla via normale sul versante Est su terreno molto appoggiato e fessurato, per evitare eccessivi attriti in fase di recupero delle corde è consigliabile utilizzarne solamente una ed effettuare calate da 25 metri fino alla base della parete, oppure effettuare il famoso traversino e raggiungere la vetta del Magnaghi Centrale, scendere sul lato Ovest e proseguire per il tratto attrezzato fino alla forcella G.L.A.S.G. Proseguire la scalata sul Magnaghi Settentrionale per la via Normale, la Bartesaghi o la Lecco, oppure scendere il canale che porta alla base dei versanti Est dei Torrioni. Scendere per tracce di sentiero e detriti e raggiungere la piazzola dell’elicottero, portarsi a dx alla forcella e scendere fino al Canalone Porta, proseguire verso la cresta Cermenati e poi al parcheggio (1h15).
Secondo i riferimenti bibliografici è anche possibile calarsi sul versante Nord Ovest sulla via "Nastassia Kinsky" (soluzione da noi non verificata). - Difficoltà: VII+ (VI- e A1).
- Sviluppo: circa 140 metri.
- Attrezzatura: in via chiodi, alcuni consumati dalla ruggine e poco affidabili. Necessaria una serie di friend fino al n° 2 BD, martello e un paio di chiodi almeno per il capocordata per la prima lunghezza casomai si rompesse qualche chiodo. Molto utile il fi-fi, staffa non indispensabile. Soste da attrezzare su chiodi e clessidre.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: tutte le stagioni. In Inverno la parete prende il sole dopo le ore 12.00.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Walter Bonatti e Camillo Barzaghi il 17 Luglio 1949.
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Riferimenti bibliografici:
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Corti P., Grignetta e Medale, Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia 2005
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Pesci E., Guida dei monti d’Italia, CAI-TCI
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Pesci E., Buzzoni P., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud
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https://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/magnaghi10/magnaghi10.htm
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- Cartografia: Kompass n°105: Lecco-Valle Brembana.
- Relazione
- Lunghezza 1, V, VII+/VI- e A1, V+, IV, 25 metri: salire la scaglia ed entrare nel diedro che si presenta subito ostico e strapiombante. Salire i primi metri integrando la chiodatura con un friend 0.3 BD nella piccola fessura, alzarsi fino in prossimità uno spigolo poco sotto ad un chiodo con maglia rapida, uscire dal diedro traversando a destra in costante strapiombo per circa 2 metri, doppiando lo spigolo, alzarsi poi in verticale fino ad un buon chiodo piantato in una fessura orizzontale, seguirla traversando verso destra e con un bel passo di decisione uscire su un ballatoio roccioso inclinato (fix in basso a destra via "In my life" rinviabile), proseguire in traversata a destra per circa 7/8 metri fino ad un terrazzino. Sosta da attrezzare su clessidra cordonata e chiodo.
- Lunghezza 2, IV+, V+, VII- o A0, VI-, V, 30 metri: salire in verticale un muro articolato (chiodo con cordino troppo in basso a destra) fino ad una cengia erbosa, rinviare lungo la sosta a fix della via "In my life", non salire, ma traversare orizzontalmente a sinistra per circa 5/6 metri in direzione dello spigolo della parete (in basso a sinistra fix con maglia rapida), salire in verticale (chiodo) e poi obliquare a sinistra portandosi sullo spigolo (grosso chiodo artigianale ad "U" con cordino), doppiarlo verso sinistra e salire un bel diedro verticale (chiodi) fino a quando termina in una zona di roccia gialla, dall’ultimo chiodo salire in verticale ad una scaglietta gialla e nera e poi traversare orizzontalmente a sinistra fino alla base di uno piccolo tetto. Sosta da attrezzare su 3 chiodi.
- Lunghezza 3, V+, IV+, IV, 45 metri: aggirare il tetto sulla destra e salire un bel diedro strapiombante (chiodo) uscire poi su parete abbattuta e proseguire in verticale per placche obliquando leggermente a sinistra fino ad una clessidra con vecchia fettuccia, obliquare poi lungamente a destra (chiodo) fino ad una grossa fessura camino che sale da destra a sinistra in corrispondenza di una zona erbosa, salirla per circa 10 metri ed uscire a sinistra su un terrazzino erboso. Sosta da attrezzare su grossa clessidra (probabile sosta originale della via) o qualche metro più sopra su 2 fittoni resinati della via "Graziella".
- Lunghezza 4, IV, III, II, 40 metri: salire in verticale il muro appigliato sopra la sosta rimanendo in prossimità della fessura camino (clessidra all'interno), raggiungere un'esile cengia, obliquare a sinistra (in verticale i fittoni resinati della via "Graziella") fino ad una larga fessura, salirla (chiodo rosso "Camp") fino a quando si allarga a canalino erboso, uscire a sinistra e proseguire per gradoni (sosta a fix in basso a sinistra) fino alla cresta sommitale da seguire fino in vetta. Sosta da attrezzare su 2 fittoni resinati sotto ad un grosso masso strapiombante con scritta "Lemonsoda" in vernice di colore arancione.
- Note: bellissima via aperta dal mitico Walter Bonatti, poco ripetuta con arrampicata difficile ed esposta, roccia delicata solo sulla prima lunghezza, poi ottima.
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Lorenzo Farina il 14 Agosto 2022.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.