Dolomiti Orientali, Gruppo di Fanis, Lagazuoi Piccolo (m. 2778), parete sud - vie Cip&Co e Alice

Dolomiti Orientali, Gruppo di Fanis, Lagazuoi Piccolo (m. 2778), parete sud - vie Cip&Co e Alice

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Bressanone, percorrere la Val Pusteria in direzione Brunico. Prima di iniziare la circonvallazione di Brunico, deviare a destra in Val Badia e, successivamente, salire in direzione del passo Valparola prima e del Falzarego poi. Parcheggiare nei pressi del forte Intra i sass, pochi metri dopo il passo Valparola ma prima di giungere alla funivia del Lagazuoi.
  • Avvicinamento: dal passo Valparola (m. 2183) o dal forte Intra i sass, si prende il sentiero che sale verso il Lagazuoi, in direzione Sud (passo e funivia). Passato il dosso con ruderi e trincee, iniziare a risalire i ghiaioni ed in breve si raggiunge la base della parete in una zona di placche nere, a destra di un evidente camino/diedro con intaglio. (0h45)
  • Attacco: a destra di un evidente camino, ancora più a destra della via sportiva Orizzonti di Gloria (con la quale si interseca appena dopo la partenza). Presenza di una clessidra.
    http://www.quartogrado.com/volume2_2/relazioni/LAGAZUOI_Cip.htm: 36a e 36b
  • Discesa: dall’uscita della via (una banca inclinata), puntare al dosso poco sopra, per ghiaie e sfasciumi (leggermente a sinistra, faccia a monte per circa 30/40 metri) dal quale si raggiunge facilmente il sentiero del Kaiserjager che - per brevi tratti attrezzati  e un ponte sospeso - riporta al parcheggio di fronte al forte. (1h00)
  • Difficoltà: V.
  • Sviluppo: circa 260 metri.
  • Attrezzatura: rinvii, alcuni friends e nuts, cordini. Normale dotazione alpinistica.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: dolomia, buona.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 3h30.
  • Primi salitori: Cip & Co: E.Cipriani, P.Zanolli, T.Cavattoni e O.Pavan. Alice: M.Dall'Omo e A.Mereu.
  • Riferimenti bibliografici:
    • IV grado - Dolomiti Orientali, Edizioni Idea Montagna

    • Arrampicare - DOLOMITI NORD-ORIENTALI

  • Cartografia:
    • Kompass n°055 – Cortina d’Ampezzo - scala 1:50.000
    • Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, IV+, 30 metri: il primo tiro sale verticale, con leggera tendenza a sinistra a incrociare la via sportiva (spit) di Orizzonti di Gloria, ma rimanendo sempre ben lontani dal camino. Arrampicando su placca a destra di un piccolo strapiombo. Si prosegue verticalmente fino a una stretta cengia, con sosta sulla destra su chiodi. Lunghezza con 3 chiodi (poco visibili) che indicano la via da seguire una volta che ci si è alzati di qualche metro.
  • Lunghezza 2, IV, V-, 35 metri: salire ancora prima in verticale, si scarta ancora sulla destra un piccolo strapiombo per poi tornare sulla verticale fino alla cengia, per placche su roccia nera. Presenza di clessidre nel tratto finale, sosta su spit e chiodo.
  • Lunghezza 3, II, III, 30 metri: si segue la cengia in piano verso destra, sosta con chiodo sotto una placca alla fine della cengia (cordino).
  • Lunghezza 4, IV+, 35 metri: godetevi il tiro più bello della via su roccia compatta e lavorata. Si riparte a destra della sosta, salendo in perfetta verticale e piegando solo leggermente verso destra dove, dopo una fessura, si trova la nuova sosta su chiodi con cordini e maglia rapida.
  • Lunghezza 5, IV, 30 metri: si riparte risalendo sulla sinistra un pilastrino, per seguire poi un diedro nero dal quale si esce diagonalmente verso destra fino ad una evidente larga rampa canale e sostare (chiodo con cordino, da integrare).
  • Lunghezza 6, III, IV, 20 metri: si risale la rampa canale per qualche metro (circa 5-7 metri), la si abbandona uscendo sulla destra nel momento in cui si trova un chiodo rosso sulla sinistra; si segue una fessura di roccia discontinua con gradoni; si sale poi fino ad un terrazzo con sosta.
  • Lunghezza 7, IV+, 30 metri: si riparte traversando a sinistra, per un tratto esposto, aggirando un risalto percorrendo una esile cengia, si rimane a sinistra del filo dello spigolo, si continua a salire aggirando sulla sinistra o scavalcando direttamente un gradone, con roccia infida e non molto proteggibile, fino ad entrare nel camino in presenza di un masso incastrato ed uscire poi su una cengia. Si può anche entrare subito nel camino, ma aumentano le difficoltà (V+). Sosta su 2 chiodi con cordino.
  • Lunghezza 8, IV-, 35 metri: si prosegue ora verso destra dove per una rampa obliqua prima e un breve diedro verticale poco proteggibile poi, con un passaggio non banale, portano ad un canalino che conduce alla rampa inclinata a sinistra che segna la fine della via. Da qui si consiglia di continuare legati ancora per un tratto, per sfasciumi, fino ad un roccione più solido visibile poco sopra, dove termina la parte esposta.
  • Note: via non banale, non adatta ai principianti per la difficoltà di trovare la via (pochi chiodi e non sempre visibili) ma soprattutto di proteggersi nella parte alta. Via di facile accesso e con facile discesa.
    La via e’ di fatto il concatenamento di due diverse vie, Cip & Co (i primi due tiri) e Alice (i cinque tiri finali), con un concatenamento su facile cengia.
    La linea della via non è sempre semplice (già dal primo tiro, ove non e’ scontato individuare dove sale) anche se le soste sono sempre abbastanza evidenti. Nella parte bassa si arrampica in parete, c'è la possibilità di integrare, con roccia buona e proteggibile. Nella seconda parte della via, che segue più diedri e camini, la roccia rimane generalmente buona, ma appare meno compatta, con tratti esposti e un paio di lunghezze poco proteggibili (con totale assenza di chiodi, a parte le soste, generalmente su due chiodi). Divertente e bella per chi ha il grado (i gradi qui riportati sono quelli classici, dolomitici, pur non trattandosi di una via particolarmente esposta) e accetta protezioni precarie.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Borghi da una ripetizione con Angela Borghi e la cordata di Olindo Fioretto, Sandro e Alessia Pescara estate 2020.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.