Parete del Limarò - via Pralaya

Parete del Limarò - via Pralaya

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada Mi-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest, che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco. Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
    Sulla strada Arco-Trento, arrivando a Sarche da Arco, alla rotonda svoltare a sinistra per Madonna di Campiglio e subito dopo salire per una stradina a destra (cartello che indica la Ferrata Rino Pisetta). Entrare in un parcheggio a destra, davanti ad un grosso capannone (bocciofila) e lasciare la macchina.
  • Avvicinamento: dal parcheggio tornare sulla strada principale e seguirla brevemente verso Madonna di Campiglio (oppure prendere una stradina appena sopra e parallela alla strada principale, comoda dalla bocciofila). Una svolta sulla destra porta al cancello della centrale dell’Enel. (0h10)
  • Attacco: poco prima del cancello, scritta alla base della via "La Scuola Pitagorica e Hans Dulfer" (attacco in comune).
  • Discesa: dall’uscita della via salire lungamente per traccia ben evidente, fino a raggiungere una traccia orizzontale. Andare verso destra, fino ad entrare nel sentiero che scende a Sarche. Si procede prima sul fianco del piccolo Dain e poi sotto la sua bellissima parete sud. Con alcuni facili tratti attrezzati con gradoni e funi si scende nel bosco sottostante e si procede per sentiero ripido, fino ad arrivare ad un sentiero orizzontale, che verso destra riporta al parcheggio dove si è lasciata la macchina. (0h40)
  • Difficoltà: VII e A0, VII- obbl. Proteggibilità: R2.
  • Sviluppo: circa 260 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con fix e anelli. Sui tiri chiodi, fix, cordoni. Utili friend per proteggersi in qualche punto.
  • Esposizione: sud-ovest.
  • Tipo di roccia: calcare ben ripulito dagli apritori.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: Heinz Grill, Franz Heiss, Barbara Holzer, Florian Kluckner, D. Müller, Inverno 2021 (pulitura e miglioramento linea).
  • Riferimenti bibliografici: https://www.arrampicata-arco.com/via-pralaya.html
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V, 25 metri: salire a sinistra di uno strapiombetto e poi traversare a destra. Ora salire obliquando verso destra e poi leggermente verso sinistra e dritto, arrivando alla sosta su fix.
  • Lunghezza 2, VI+, 20 metri: la via "La scuola pitagorica e Hans Dulfer" va a destra, salire invece un breve muretto compatto sopra la sosta, per poi traversare a sinistra, fino a raggiungere rocce più gradinate. Continuare a salire, verso sinistra, fino alla sosta su albero tagliato, con cordone.
  • Lunghezza 3, VII-, 30 metri: su per bel muro compatto, con alcuni passi difficili, per poi uscire verso sinistra.
  • Lunghezza 4, VII, 25 metri: salire un muretto compatto, per poi traversare a destra (non seguire la linea che sale dritto). Si raggiunge una fessura e la si segue, per poi raggiungere la sosta con un tratto facile.
  • Lunghezza 5, V+, 25 metri: salire un vago pilastro con roccia ripulita, fino al suo termine.
  • Lunghezza 6, VI continuo, 30 metri: traversare a sinistra, a raggiungere un muro che porta sotto un caratteristico arco fessurato. Si segue la lama e in qualche passo si sta sulla parete di sinistra, fin sotto il tetto. Traversare a sinistra alla sosta.
  • Lunghezza 7, A0, VI, 20 metri: salire verso il tetto e traversare a destra, superare lo strapiombo e raggiungere un tratto molto compatto, dopo il quale si continua seguendo una spaccatura, con uscita a destra alla sosta.
  • Lunghezza 8, VII o VII-, A0, 25 metri: salire un muro verticale fino ad un bombamento liscio, con uscita difficile. Andare verso sinistra e seguire le protezioni su muro compatto e difficile. Un traversino a destra permette di raggiungere rocce più ammanigliate, che portano alla sosta.
  • Lunghezza 9, VI+, poi VI, 30 metri: salire un muretto ed uscire a sinistra, raggiungendo una spaccatura, che porta ad una cengia con sosta. Il tiro è molto breve, conviene continuare salendo il bel muro successivo, che segue a zig-zag i punti deboli, uscendo ad un'altra cengia.
  • Lunghezza 10, V+, poi IV, 30 metri: salire a destra della sosta, per poi andare a sinistra e continuare superando un saltino. Arrivare facilmente all'ultimo saltino, dopo il quale si raggiunge il bosco.
  • Note: bellissima via, impegnativa. A parte la lunghezza del tetto, che si supera agevolmente in artificiale, la lunghezza più difficile è l'ottava, continua e con passi da guadagnare.
  • Aggiornamento: relazione di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Claudio Boldorini del 30 aprile 2022.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.