Val di Mello, Placche dell'Oasi (m.1200) - via Uomini e Topi
Dettagli
- Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S.Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, prendere una traversa verso destra seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina. (ATTENZIONE: nel periodo estivo questa strada è chiusa al traffico; esiste però un servizio navetta che in meno di 15 min. porta alla fine di essa).
- Avvicinamento: seguire il sentiero della Val di Mello per circa un'ora, superando le baite di Cascina Piana e di La Rasica. Oltrepassare un ponte e poco dopo salire a sinistra, giungendo alla base di un'ampia placconata di roccia. (1h10)
- Discesa: dal termine dell'ultima placca salire nel bosco (magari ancora con un tiro di corda) superando una netta cengia boscosa che parte verso destra. Salire ancora e poi piegare man mano a destra. Il percorso di discesa non è molto chiaro: deviare obliquamente verso destra, oltrepassando una placca (non rimanere troppo bassi) e proseguire per tracce di sentiero che consentono poi di scendere verso destra (eventualmente è possibile qualche doppia su alberi). Si torna così sul sentiero abbandonato per salire all'attacco e poi in breve alla placca di partenza.
- Difficoltà: III, IV, IV+.
- Sviluppo: circa 8 lunghezze di corda per 330 metri di sviluppo approssimativo.
- Attrezzatura: qualche dado e friend, cordini. La via è poco protetta, ma non richiede particolari integrazioni.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: G. Miotti, 1977.
- Riferimenti bibliografici: Angelici L., Boscacci A., MELLO - le 100 più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
- Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, III/IV, 30 metri: salire la placca nel centro: qualche fessura, sosta su spit in mezzo alla placca.
- Lunghezza 2, III/IV: ancora al centro della placca, con difficoltà analoghe, fino ad una successiva sosta su due chiodi collegati da cordini.
- Lunghezza 3, III/IV: dritti per placca prima e lame poi (1 chiodo) superando direttamente un semplice dosso e riprendendo un diedro abbattuto che sale da sinistra. Proseguire e sostare su un albero secco (se si sta arrampicando con corda da 50 metri) o proseguire fino ad un albero con cordini (se si stanno usando corde da 60 metri). In entrambi i casi si arriva al limite delle corde.
- Lunghezza 4, III/IV: oltrepassare di pochi metri l'albero con cordini e, per erbe, salire a sinistra, superando un gradino e poi delle placche. Sosta a sinistra su terrazzo e alberelli, o proseguire subito a destra, sostando poi su piante più consistenti...
- Lunghezza 5, IV: a destra per placche un po' sporche (1 ch.) con qualche tratto delicato (cercare i punti più abbattuti) fino al termine della placca: sosta su alberelli.
- inoltrarsi nel bosco e sostare su alberi, arrivando poi alla placca successiva.
- Lunghezza 6, IV+: affrontare direttamente la placca o aggirarla da sinistra e poi scendere oltre un albero abbattuto. La placca non è banale e si può superare salendo in obliquo verso destra e tornando poi a sinistra, seguendone i punti deboli (spaccature/fessure). Sosta su alberi al termine della placca.
- proseguire ancora per bosco e tracce di sentiero fino alla placca successiva.
- Lunghezza 7, III/IV: ampia placca, da salire tenendosi preferibilmente sul bordo sinistro: attenzione ad inoltrarsi al centro della placca, dove le difficoltà aumentano sensibilmente, ma le possibilità di protezione sono nulle. Sosta a sinistra su alberelli sopra un ginepro.
- Lunghezza 8, III: con un ultimo tiro si esce nel bosco.
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Note:
via ripetuta durante un'uscita del 9° Corso Base di Roccia - 2002 (foto: "Uomini e topi", "Tutti su uno spit").
La descrizione fornita nella relazione è abbastanza sommaria: in vari punti il percorso non è obbligato. Sarebbe una via consigliabile a principanti con un minimo di esperienza (per le basse difficoltà) se non fosse che richiede un po' di pratica alpinistica per rintracciare il percorso più agevole e semplice: le placche appoggiate sembrano salibili in ogni punto, ma non è sempre così. - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 5 ottobre 2002.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.