Moiazza, Prima torre del Camp - via Tocca il cosmo
Dettagli
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Accesso stradale:
due possibilità.
- dal Passo Duran, a cui si può arrivare sia da Longarone che da Agordo. Si giunge al rifugio C. Tomè e si parcheggia;
- da Malga Framont, che si raggiunge da Agordo. Dall'ospedale di Agordo seguire le indicazioni per la frazione Rif e per Malga Framont. Si segue lungamente la strada a tornanti. Ad un bivio nei pressi di Piasent svoltare a sinistra, fino a raggiungere la Malga, dove si parcheggia poco prima.
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Avvicinamento:
- Dal Passo Duran seguire il sentiero 549 che parte a sinistra del rifugio, e si collega ad una strada sterrata. Andare verso sinistra, fino ad arrivare al rifugio Carestiato (circa 0h40). Qui continuare a destra prendendo il sentiero che va verso le pareti (Alta via n°1), che porta alla Forcella del Camp. Senza raggiungerla, una volta sotto la direttiva della Prima torre del camp salire ancora brevemente fino ad un ometto, da cui si stacca una traccia tra i mughi. Seguirla, fino ad arrivare nei pressi della parete, sotto la direttiva del canale che si trova tra la I Torre del Camp, a destra, e il Tridente, a sinistra.
- Da Malga Framont seguire il sentiero 552 che porta alla Forcella del Camp. Dove incrocia l’alta via n°1 andare a sinistra verso la forcella, senza raggiungerla. Una volta sotto la direttiva della Prima torre del camp salire ancora brevemente fino ad un ometto, da cui si stacca una traccia tra i mughi. Seguirla, fino ad arrivare nei pressi della parete, sotto la direttiva del canale che si trova tra la I Torre del Camp, a destra, e il Tridente, a sinistra.
- Salire nel canale, stare a sinistra e arrivare sotto un grande masso. Superarlo tramite le rocce alla sua destra (III).
- Continuare fino ad un altro grande masso, da superare a destra (IV).
- Proseguire ancora fino ad un altro masso, da superare a destra (IV+).
- Continuare brevemente nel canale, fino alla parete a destra.
- Attacco: in corrispondenza di una clessidra con cordone.
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Discesa:
si percorrere la cima bonaria verso nord (ometti, verso sinistra rispetto alla direzione di uscita dalla via).
Scendere ad un intaglio tramite una corda metallica e cordone. Seguendo tracce, ometti e alcuni bolli rossi sbiaditi si sale alla cengia che percorre il versante orientale delle Torri del Camp (qualche corda fissa). Si arriva allo stretto canale che divide le torri dal Campanile dei Zoldani. Lo si percorre lungamente (passi II), fino ad arrivare al sentiero dell’alta via n°1. Attenzione alla possibile presenza di neve. Fino a qui 1h00.
Ora andando a destra si va verso la Malga Framont (0h30), mentre a sinistra di raggiunge il Rif. Carestiato e il Passo Duran (1h00). - Difficoltà: VII max., VI+ obbligato. Proteggibilità: R3.
- Sviluppo: circa 450 metri.
- Attrezzatura: serie di nut e serie di friend fino al n°4 BD, martello e qualche chiodo. Soste quasi tutte da rinforzare con friend, nut, chiodi. Sui tiri presenti pochissimi chiodi.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: dolomia di buona-ottima qualità, con qualche tratto in cui fare attenzione.
- Periodo consigliato: estate, autunno.
- Tempo salita: 6h00.
- Primi salitori: Heinz Grill, Barbara Holzer, settembre 2015.
- Riferimenti bibliografici: http://arrampicata-arco.com/via-tocca-il-cosmo.html
- Relazione
- Lunghezza 1, V, 45 metri: salire la placconata sopra la sosta, cercandone i punti deboli (prima leggermente a destra, poi verso sinistra). Puntare poi ad un evidente camino verso sinistra e salirlo, fino ad una buona cengia, sosta su masso incastrato con cordone, da rinforzare con friend.
- Lunghezza 2, II, 20 metri: traversare a destra sulla cengia, con attenzione in alcuni punti dove è esposta. Sosta su due chiodi.
- Lunghezza 3, VI, 40 metri: su per muro sopra la sosta, prima a destra e poi verso uno strapiombino a sinistra, dove è visibile un cordino. Superare lo strapiombino ed il successivo, per poi continuare su belle rocce lavorate, fino ad una zona di mughi, dove si sosta a destra su chiodo da rinforzare con mugo.
- Lunghezza 4, VI, 25 metri: salire per roccette verticali lavorate, puntando ad un diedro più in alto a destra. Entrarci e salirlo fino a quando non è possibile andare a sinistra, puntando ad un evidente cordone su spuntone a sinistra. Raggiungerlo (delicato) e traversare a sinistra alla vicina sosta, su clessidra pessima con cordone e chiodo, da rinforzare con un chiodo.
- Lunghezza 5, VI, A1, 30 metri: salire per belle rocce rugose, fin sotto una fessura strapiombante. Superato il primo tratto, si procede in fessura-diedro più facilmente, per poi salire la bella placca lavorata sotto un grande tetto, che va a destra. Sosta su tre clessidre con cordone.
- Lunghezza 6, VI+, VII o A0 un passo, 35 metri: salire sopra la sosta, uscire a destra dal tettino e continuare per bella fessura larga verticale, fino al suo termine. Si va a sinistra su una cengetta, fin sotto uno strapiombo con chiodo. Salire e seguire altre due protezioni su muro verticale, uscendo dal muro. Si arriva così sotto un altro muro, dove puntare ad un cordone bianco a sinistra, o ad un chiodo più a destra (esposto, difficile proteggersi). Usciti dal muro, in corrispondenza di un mugo, si sale leggermente e si traversa a sinistra, ad una buona piazzola in corrispondenza di uno spigolo. Sosta su clessidra con cordone e chiodo.
- Lunghezza 7, IV, 50 metri: salire lo spigolo abbastanza appoggiato, fino alla sosta sotto un grande tetto, su chiodo e clessidra con cordone.
- Lunghezza 8, VI+ max, 20 metri: salire leggermente, quindi traversare a sinistra su una cornice sopra il tetto. Seguirla (cordino all'inizio), fino ad arrivare ad un cordone. Salire sul muro sovrastante, per poi sostare a sinistra, su sasso incastrato con cordone, da rinforzare con friend.
- Lunghezza 9, VI-, 45 metri: su per camino-diedro con arrampicata fisica, per poi uscire su rocce più discontinue, puntando verso sinistra, sosta su clessidra con cordone.
- Lunghezza 10, I, 30 metri: proseguire facilmente su grande cengia, puntando alla parete successiva, verso sinistra, dopo un evidente camino, alla base di una parete contornata da un diedro strapiombante sulla sinistra, sosta su cordone.
- Lunghezza 11, VI-, 20 metri: salire sopra la sosta, quindi traversare a destra dove si notano buoni appoggi. Salire ad un cordone e traversare ancora a destra, in prossimità dello spigolo. Salire cercando i punti migliori, superando un strapiombino e continuando in parete, fino alla sosta, su chiodo, da rinforzare.
- Lunghezza 12, un passo VI-, V, IV, 40 metri: salire sopra la sosta, superando una zona bombata e poi un breve camino, fino ad uscire su rocce più facili. Si sale verso sinistra, fino alla sosta su clessidra con cordone.
- Lunghezza 13, II, 50 metri: salire per facili roccette fino alla ampia cima.
- Note: via decisamente impegnativa, molto alpinistica, con soste quasi sempre da rinforzare e pochissime protezioni nei tiri. Alcuni tratti sono obbligati, con protezioni difficii da aggiungere.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Alessandro Ceriani, Battista Casiraghi e Matteo Frigerio, del 20 giugno 2021.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.