Monte Cimo (m.955), Brentino, Boomerang - via 31 Agosto
Dettagli
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Accesso stradale:
da Affi (raggiungibile dall’autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all’uscita dell’autostrada, seguire le indicazioni per Brentino. Oltrepassato l'abitato di Tessari, poco dopo la strada piega a sinistra e passa sotto l'autostrada. Sulla sinistra, in corrispondenza della curva (cartello "Località Turan"), si trova una piccola fabbrica. Parcheggiare, evitando di oltrepassare la sbarra che segnala la proprietà privata.
NB: ci sono alcune segnalazioni per furti in questa zona. Probabilmente conviene parcheggiare nel paese successivo (Preabocco), e tornare a piedi. - Avvicinamento: individuare una traccia che piega a destra, con una piccola stanga (poco visibile, vegetazione). Seguire la traccia, che poi traversa in piano, fino ad una traccia che va a sinistra (targhetta metallica "S6")(0h05). Salire lì, seguendo le tracce, arrivando in breve nei pressi della parete. Proseguire lungamente verso dx, riavvicindosi in seguito alla base della parete fino a trovare un cartello in legno con la scritta "Davide Tomelleri". (0h30/0h40). Proseguire verso destra per un centinaio di metri e ritornare a sx lungo una cengia fino all'attacco.
- Attacco: scritta incisa alla base della via ("31 AGO"), visibili alcuni spit ravvicinati che salgono verso dx.
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Discesa:
dall’ultima sosta seguire evidenti tracce in salita verso sinistra, nel bosco. Continuare seguendo le labili tracce, sempre verso sinistra, fino ad arrivare in breve ad una strada forestale. Andare a sinistra, lungamente. Fare attenzione sulla sinistra ad individuare un ometto e una targetta metallica "S6" su un albero (attenzione: la targhetta è poco visibile, essendo parzialmente inglobata nell'albero). Ora seguire una traccia, a zone un po' labile. In un punto si deve scendere su terreno ripido, in corrispondenza di un ometto. Seguono a zone corde fisse su terreno ripido, e varie traversate su cenge, fino al cartello in legno "Davide Tomelleri". (0h30) Tornare all'auto percorrendo a ritroso il sentiero di avvicinamento. (1h00 totale)
Dovrebbe essere possibile anche scendere in doppia, sulla via saltando alcune soste e con una breve arrampicata facile di raccordo (soluzione non verificata).
All’uscita della via, è anche possibile andare a Castel Presina, per continuare ad arrampicare. Arrivati alla strada forestale, andare lungamente a destra, fino a vedere la Parete rossa di Castel Presina. La strada passa quasi sotto la parete, ma più in basso. Sotto la direttiva della parte sinistra della parete, individuare una labile traccia che sale verso di essa, anche con traversini nel bosco, fino a sbucare sulla grande cengia sotto la parete.
Per tornare, dall’uscita delle vie ci si cala in doppia, se possibile e previsto dalle vie percorse, oppure si arriva in cima e si segue poi il sentiero di avvicinamento alla parete (in discesa, vedere relazioni), continuando poi ripercorrendo al contrario la traccia e la strada forestale, per poi scendere alla base del Boomerang, come descritto sopra. - Difficoltà: 6b max. un breve tratto, poi mediamente 5c-6a, con alcuni tratti più semplici. Obbligato 5c e A0. Proteggibilità: S1
- Sviluppo: circa 200 metri.
- Attrezzatura: soste attrezzate, quasi tutte con fix e catena. Sui tiri fix. Friend non necessari, eventualmente portare qualche friend medio.
- Esposizione: est, sud-est.
- Tipo di roccia: ottimo calcare, a tratti un po' lisciato dall’acqua in alcune zone sotto ai grandi tetti. Per il resto la roccia è ben lavorata.
- Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate troppo caldo e d’inverno sole fino al primo pomeriggio.
- Tempo salita: 2h30.
- Primi salitori: Silvio Campagnola e Massimo Bursi, 1987, dopo un precedente tentativo di Campagnola con Davide Tomelleri.
- Riferimenti bibliografici: Pastorello C., Cipriani E., Monte Baldo rock, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, 6b, 40 metri: salire un muretto verticale, da cui si esce verso destra, con movimenti difficili. Si continua salendo, in obliquo a sinistra, su muretti più facili e qualche traversino.
- Lunghezza 2, 4c, 25 metri: traversare nettamente a sinistra, doppiare uno spigoletto e continuare verso una placca abbattuta, da salire fino alla sosta.
- Lunghezza 3, 6a, 35 metri: continuare sulla placca, fino a raggiungere un diedro lisciato dall'acqua, da seguire fino alla sosta sotto un grande tetto.
- Lunghezza 4, 5c, 15 metri: traversare a sinistra, scendere leggermente e continuare verso la sosta vicino ad un albero, scegliendo il percorso più facile.
- Lunghezza 5, 5c, 25 metri: salire su bella placconata con lame e buchi, sosta verso sinistra.
- Lunghezza 6, 5b, passo di 6a+, 25 metri: traversare a sinistra, salire una placca grazie a dei buoni buchi, superare un tratto con un passo di aderenza difficile, andare verso sinistra a contornare una zona strapiombante, quindi traversare a destra sopra di essa, dove si trova una cengia. Si potrebbe continuare ancora alla sosta successiva, ma noi ci siamo fermati.
- Lunghezza 7, 6a, 35 metri: traversare a destra, su rocce esposte ma ben ammanigliate, fino alla sosta. Qui ci si può fermare, oppure proseguire direttamente sul tiro successivo (attenzione agli attriti). Salire una bella fessura-spaccatura fino alla sosta.
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Note:
prima di salire la via abbiamo incontrato al parcheggio uno degli apritori della via, Massimo Bursi, che ci ha confidato che allora la via l’avevano aperta con soli 7 chiodi. Da tenere in considerazione con rispetto mentre si ripete la via, ora protetta a fix ravvicinati.
Via concatenata con la via Ciao Sic a Castel Presina, ottenendo una giornata piena e di soddisfazione.
Nota aprile 2024: recenti ripetitori ci segnalano notevoli difficoltà nel seguire la traccia di discesa, che risulta poco visibile, e in alcuni tratti protetta da vecchie corde non affidabili. Si raccomanda attenzione ed un approccio "alpinistico" alla via. Come alternativa al percorso descritto esiste la possibilità di scendere in corda doppia, ma, non avendo verificato personalmente questa soluzione, non sappiamo dire se sia più semplice, tenuto conto dell'andamento obliquo della via. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Battista Casiraghi del 29 maggio 2021.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.