Monte Cimo (m.955), Brentino, Pala del Boral - via Carlo Laiti
Dettagli
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Accesso stradale:
da Affi (raggiungibile dall’autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all’uscita dell’autostrada, seguire per Spiazzi (andare verso l’evidente centro commerciale all’uscita dell’autostrada) e continuare fino ad una svolta a destra per Brentino. Continuare fino ad una svolta a sinistra verso un ponte che attraversa un canale. Subito dopo c’è una curva in corrispondenza della quale, di fronte, c’è uno spiazzo di fianco ad un vigneto, dove è possibile parcheggiare e dove parte il sentiero.
Continuando sulla strada è possibile anche parcheggiare più avanti a destra, di fronte ad un cimitero.
Consigliato andare ancora più avanti e parcheggiare nel paese di Brentino, di fronte alla chiesa o poco prima (si segnalano problemi per furti alle auto nelle zone appartate, anche zaini incustoditi alla base delle vie sono stati oggetto di furti). - Avvicinamento: prendere il sentiero che sale a destra in corrispondenza della curva, venendo da Brentino (circa 0h15 camminando sulla strada), e seguirlo su terreno ripido, fino ad un cartello che indica a sinistra una deviazione per il settore "Mamma Olga". Lasciare perdere la deviazione e continuare a salire su terreno ripido, con molti zig-zag tra saltini di roccia. Si arriva ad una placchettina con corda, continuare ancora fin sotto un salto con due corde da risalire. Si continua ancora, fino a quando si trova una traccia che traversa a destra, seguendola si arriva ad un sentiero orizzontale con scritta "raccordo". Andare a destra in orizzontale, oltrepassando l'attacco della via "Spigolo del IV Sole", fino ad tratto ripulito.
- Attacco: in corrispondenza di un tratto ripulito dalla vegetazione, sotto la direttiva di un diedro-camino lisciato dall'acqua e sbarrato da un tetto. Presenti due piastrine metalliche con numero indicativo, la via Carlo Laiti corrisponde al n°14.
- Discesa: indicazioni faccia a monte: dall'uscita della via seguire delle tracce verso destra, che poi scendono ripide nel bosco e riportano al sentiero che, seguito verso sinistra, riportano sotto l'attacco della via. Da lì procedere a ritroso come per l'avvicinamento. (1h00)
- Difficoltà: 6c (6a+ e A0). Proteggibilità: mediamente S1.
- Sviluppo: circa 230 metri.
- Attrezzatura: soste attrezzate con fix e catena (tranne l'ultima sosta, su albero). Sui tiri molti fix. Friend non necessari, eventualmente portare qualche friend se si vuole proteggersi in maniera ravvicinata in qualche punto.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: ottimo calcare, a zone un po' lisciato dall’acqua in qualche punto. Attenzione a qualche presa da verificare e agli inevitabili sassi sulle cenge.
- Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate troppo caldo e d’inverno sole fino al primo pomeriggio.
- Tempo salita: 2h30.
- Primi salitori: Sergio Coltri, Franco Coltri, 1984.
- Riferimenti bibliografici: Pastorello C., Cipriani E., Monte Baldo rock, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a+ e A0, in libera un breve tratto 6c?, 30 metri: salire il diedro, con roccia lisciata, fin sotto il tetto. Qui traversare a destra (difficile) e poi salire una fessura che porta alla sosta.
- Lunghezza 2, 6a, 35 metri: su in verticale, per poi traversare a sinistra e salire in corrispondenza di un albero. Si raggiunge un bel muro con arrampicata di soddisfazione, al cui termine si salgono delle rocce più rotte e si traversa a sinistra, per arrivare ad un ballatoio fra gli alberi.
- Lunghezza 3, 6b+ max, oppure 6a+ e A0, 35 metri: salire un diedro lisciato dall'acqua (forse più facile a sinistra) e continuare per breve muro che porta ad uno strapiombo. Superarlo e continuare per belle fessure e diedri, faticosi, fino alla sosta.
- Lunghezza 4, 5c, 35 metri: salire sopra la sosta, seguendo una bella fessura. Si arriva ad una placconata bellissima a gocce, sotto il grande tetto della parete. Salire in obliquo verso sinistra, fino alla sosta decisamente a sinistra.
- Lunghezza 5, 5a, 35 metri: traversare a sinistra, passando per una zona vegetata, per poi puntare a dei fix che vanno in obliquo verso sinistra, arrivando ad un evidente pulpito sotto il vago spigolo di sinistra. Dopo la sosta è anche possibile traversare meno, salire per placca verso un alberello con cordoni, e da lì traversare a sinistra, scendendo leggermente, andando a prendere la linea di fix (soluzione seguita da noi, meglio avere un paio di friend medio-piccoli).
- Lunghezza 6, 6b, 60 metri: salire a sinistra della sosta, raggiungendo un bellissimo muro compatto. Non seguire la linea dei fix che va verso sinistra, ma stare su quelli di destra. il muro presenza una sezione iniziale molto tecnica e impegnativa, poi continua con difficoltà minori, passando anche vicino a due alberi. Non abbiamo trovato la sosta intermedia, quindi abbiamo continuato per roccette via via più facili, arrivando al bosco sommitale, dove abbiamo sostato su albero.
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Note:
bellissima via, ben protetta ma dalla linea e caratteristiche alpinistiche, decisamente di soddisfazione.
Concatenata con la via GEM 85 alle Pale Basse, salita subito dopo. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Ivan Moscardi del 3 aprile 2022.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.