Monte Majo, Soji del Majo (toponimo proposto), Parete de Ciparle (parete sud-sud-ovest) - via Schinca

Monte Majo, Soji del Majo (toponimo proposto), Parete de Ciparle (parete sud-sud-ovest) - via Schinca

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Arsiero (Vicenza) e prendere la strada per Posina.
    Si continua per Passo della Borcola e si giunge ad una vecchia scuola comunale, sulla destra. Poco dopo, si svolta a destra e si percorre una strada stretta che sale a contrada Lambre. Parcheggiare l’auto in uno slargo a destra nell’ultimo tornante, poco prima di arrivare al piccolissimo paese.
  • Avvicinamento: salire verso la contrada Lambre. Dopo un bel cartello indicatore a sinistra, dove sono riportate anche le vie di arrampicata, prendere a sinistra una carrareccia che sale. Seguirla fino a raggiungere l’ultimo caseggiato (Casa Betta), oltrepassando altre case. Attraversare il prato a destra della casa, raggiungendo il suo punto più alto, verso destra. Lì si trova un ometto, all’ingresso del bosco. Continuare seguendo un sentierino con ometti. Si oltrepassano tre grossi massi erratici che si trovano a sinistra. Al terzo masso (ometto alla sua base) si abbandona il sentiero e si va a sinistra, seguendo una traccia di sentiero molto ripida, con numerosi ometti, che porta verso la base delle pareti. Qui non seguire gli ometti che vanno a sinistra, ma seguire altri ometti che traversano a destra e poi salgono in un canale con grossi detriti. Si arriva ad un ometto nei pressi di un masso staccato dal grossissimo masso con piano inclinato, visibile da lontano. (0h40)
  • Attacco: salire tra il masso e la parete del grossissimo masso, verso sinistra. Si sale un breve tratto terroso, per fermarsi poco dopo, cordone visibile qualche metro sopra, nella parete di destra.
  • Discesa: se si è arrivati in cima, occorre scendere disarrampicando su pendii erbosi ripidi (fare attenzione), fino ad individuare la sosta descritta in L8.
     
    • Soluzione non verificata: dalla sosta della prima doppia (vedere L8):
      • doppia 1 di 30 metri;
      • doppia 2 di 60 metri;
      • doppia 3 di 30 metri, posizionata sul mugo a est della spalla che porta in prossimità dell’attacco della via.
      • È possibile anche scendere con quattro doppie da 30 metri.
    •  Soluzione seguita da noi: dalla sosta della prima doppia (vedere L8):
      • scendere per pendio erboso e alberi molto ripido (attenzione!), fino ad arrivare nei pressi di un salto erboso quasi verticale, dove attrezzare una doppia su albero;
      • fare una doppia di circa 40 metri, arrivando ad un canale;
      • scendere nel canale, fino ad una zona meno ripida con degli ometti, in un bosco. L’ultimo ometto visibile si trova in prossimità di una zona facile dove scendere, tra le piante;
      • si arriva ad una parete  sulla destra, che si segue fino a quando è possibile andare a destra, contornandola. Per tracce si va a destra , si passa alla base di una bella placconata grigia e si scende brevemente, arrivando al percorso di avvicinamento.
    Tornare poi all’auto seguendo il percorso fatto all’andata. (1h30)
  • Difficoltà: VI max., obbligato VI. Proteggibilità: R1-R2 a seconda delle zone.
  • Sviluppo: circa 220 metri fino a L8.
  • Attrezzatura: serie di friend fino al n°3 BD. Martello e chiodi per sicurezza. Soste genericamente su più chiodi, lungo i tiri chiodi e cordoni.
  • Tipo di roccia: dolomia ripulita, prevalentemente buona ma spesso delicata. Diverse zone presentano blocchi a cui fare attenzione, detriti, rocce friabili.
  • Periodo consigliato: primavera e autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Tranquillo e Placido Balasso, 27/02/2021.
  • Riferimenti bibliografici: http://www.grupporocciatorirenatocasarotto.it/sections/Vie_Nuove/zona_Valli_Posina_e_Laghi/Schinca_grrc.pdf
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+, 45 metri: su per muretto, traversando quasi subito a destra, fino a trovarsi alla base di una bella placconata. La si segue (punti deboli ripuliti in maniera evidente), fino al suo termine, dove si fa sosta.
  • Lunghezza 2, IV+, 25 metri: traversare a sinistra, raggiungendo la parete. Si traversa ora sulla parete, verso sinistra, raggiungendo la sosta su chiodi.
  • Lunghezza 3, V+, 25 metri: traversare ancora a sinistra, scendendo man mano in traverso (diversi chiodi e cordoni). Un ultimo tratto verticale in discesa porta ad una grossa cengia, alla base di un ampio muro, si sosta su clessidra e chiodo.
  • Lunghezza 4, VI-, 20 metri: traversare a sinistra a raggiungere una fessura. La si segue verticalmente, fin sotto uno strapiombino, dove si sosta su chiodi.
  • Lunghezza 5, VI, 15 metri: continuare a seguire la fessura, fino al termine delle difficoltà, sosta su chiodi.
  • Lunghezza 6, V, 25 metri: salire su rocce più semplici, per poi andare leggermente a sinistra. Si continua su muretti ed una zona strapiombante con una bella fessura-lama, fino a sostare su una cengetta con albero e cordone.
  • Lunghezza 7, IV+, 25 metri: salire in obliquo verso sinistra, fino ad arrivare alla sosta sotto una zona strapiombante, su quattro chiodi.
  • Lunghezza 8, VI, poi III, II, 40 metri: salire a sinistra affrontando una fessura strapiombante, per poi uscire a sinistra e salire roccette più facili, man mano sempre più infestate di erba e vegetazione. Arrivati ad un cordone su albero a sinistra, ed un cordone nettamente a destra, noi siamo andati a destra. Da qui traversare, individuando circa a quell’altezza un albero con cordone per calata, dove si sosta. Qui si trova il libro di via, purtroppo lo abbiamo trovato tutto bagnato.
  • Variante L8 (soluzione non verificata): invece che salire a sinistra sulla fessura strapiombante, salire in obliquo a destra, superando una zona rocciosa più facile (IV+). Si procede poi su terreno facile ed erboso, arrivando direttamente alla pianta con cordone di calata.
  • Se si vuole arrivare sulla cima erbosa (sconsigliato): -nella lunghezza 8, andare verso il cordone a destra, ma Invece che traversare nettamente, salire in obliquo verso destra e sostare su albero; -salire verso la cima, su pendii ripidi erbosi, alberi e qualche roccetta (circa 50 metri, II, III); -probabilmente, nella lunghezza 8 si può evitare di andare al cordone di destra e salire direttamente su pendii erbosi e saltini verso la cima (soluzione non verificata).
  • Note: via varia, alpinistica e da non sottovalutare, anche se con difficoltà non eccessive. Roccia nel complesso abbastanza buona, ma occorre spesso verificare le prese da utilizzare. Abbiamo concatenato la via con la via Sgambetta.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres, da una ripetizione con Ivan Moscardi del 17 ottobre 2021.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.