Monte Moregallo (m.1276), parete Nord - via Tempo al tempo
Dettagli
- Accesso stradale: da Parè di Valmadrera (zona Lecco) seguire la strada per Bellagio. Dopo la prima galleria, svoltare a dx per la località Moregallo. Si continua brevemente fino a trovare sulla dx il Ristorante Rapa Nui. Si parcheggia a sx a bordo strada (buon slargo sterrato).
- Avvicinamento: si prosegue per circa 50 metri sulla strada, nel senso opposto a quello di arrivo. Si trova un cartello che indica a sx il sentiero del 50° Osa e lo si segue. Sale ripido alla sx di una grande cava. Non seguire una svolta che va a dx verso la cava (reti arancioni per segnalare di non passare ormai cadute a terra), perché questo tratto di sentiero è stato ormai fagocitato dalla cava, ma continuare per il sentiero che sale dritto proprio in direzione dello spigolo sx della parete. Quando ormai più in alto il sentiero piega decisamente a dx in piano, abbandonarlo e per terreno erboso puntare verso lo spigolo. Da qui costeggiare la parete verso dx, in salita, fino a trovare prima un canale-diedro erboso e poco dopo un diedrino che sale sotto una cengia erbosa, dopo la quale ci sono delle placche nere compatte. (0h40)
- Attacco: attaccare il diedrino, alla cui base c'è una buona piazzola in piano di erba secca schiacciata. Nessun cordino o chiodo visibile. Scritta in rosso "T.T." alla partenza della via.
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Discesa:
dopo il lungo tratto erboso descritto nella relazione, si raggiunge il sentiero del 50° Osa, che seguito in discesa riporta verso la strada dove si è lasciata la macchina, vicina al lago.
Attenzione: occorre stare attenti e seguire il sentiero che sta alto e va verso la parete nord, mentre noi abbiamo continuato per il sentiero basso e siamo arrivati in prossimità della cava, dove il sentiero è stato eroso, e si trova una scarpata! Siamo scesi nella cava con una corda doppia di circa 40m (cordino su albero in loco), dopodiché siamo andati a reperire di nuovo il sentiero seguito al mattino (verso dx, faccia a valle). Sconsigliabile, la cava può essere pericolosa per franamenti. (1h00)
A meno di abbandonare materiale, la discesa in doppia da qualsiasi tiro è impossibile.
Come discesa alternativa (non verificata) si potrebbe scendere in doppia dalle vie a fianco, "Rondini sul Filo" e "Tempo Rubato", evitando così la parte finale su erba dopo la cengia di I grado.
- Difficoltà: VI+ e A1 su chiodi e friends (breve tratto).
- Sviluppo: Circa 450 metri.
- Attrezzatura: serie di friend (utile fino al 4 BD, raddoppiare le misure fino al 3 per gestire le soste), nut, martello e qualche chiodo per sicurezza. Soste spesso da rinforzare
- Esposizione: nord.
- Tipo di roccia: calcare di buona qualità, con qualche zona delicata.
- Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno, stando attenti a non andare dopo periodi piovosi o in caso di neve sulle cenge (prati ripidi e zone nere bagnate).
- Tempo salita: 7h00 la via. 0h45 per raggiungere il sentiero.
- Primi salitori: Franco Tessari, Gian Maria Mandelli, Carlo Caccia, 2004.
- Riferimenti bibliografici: L’isola senza nome, Scuola intersezionale di alpinismo Attilio e Piero Piacco, CAI - Sezione di Valmadrera, CAI - Sezione di Oggiono, 2005. (Ormai introvabile).
- Relazione
- Lunghezza 1, V, III, 30 metri: salire il breve diedro e poi evitare la parte terminale più difficile traversando a sx (chiodo poco prima). Salire per rampa ripida molto erbosa verso dx, fino ad arrivare alla sosta su due chiodi e vecchio cordone sotto le placche nere.
- Lunghezza 2, VI+ obbligato, 45 metri: salire sopra la sosta a raggiungere una lista rocciosa, poi attraversare leggermente a sx. La linea di salita è data da una spaccatura che, in maniera non omogenea, incide la placca. Più in alto individuare un chiodo e poi uno spit. Dallo spit alla successiva protezione c'è un tratto di alcuni metri non protetto e non proteggibile. La linea di salita è leggermente verso dx. Si continua sulla placca (chiodo) fino ad una cengia dove si va a sostare sotto uno strapiombo da cui parte una spaccatura, sosta su due chiodi. Tiro continuo.
- Lunghezza 3, V+, 45 metri: si sale per strapiombino, poi si continua per spaccatura ascendente da sx a dx, fino quasi al suo termine. Quando si raggiunge un chiodo prima di una zona erbosa e di una nicchia più sopra, occorre fare sosta, da rinforzare. Un paio di metri più a dx, leggermente in alto, si trova un altro chiodo. Sosta comunque da rinforzare.
- Lunghezza 4, IV+, 50 metri: continuare brevemente per rampa a dx, quindi raggiungere la nicchia sovrastante e poi aggirare a dx delle roccette. Si continua per tratto ripido erboso, fino ad una paretina che si supera dove più semplice. Infine per roccette ed erba si arriva alla sosta alla base di una fessura-lama. Era presente un chiodo, ora è stato segnalato che non c’è più. Sosta da organizzare con friends.
- Lunghezza 5, V+, 45 metri: salire la bella lama (cordino su sasso incastrato e chiodo più in alto, quindi traversare a sx alla base di un bel diedro fessurato. Si sale il diedro, si arriva ad un ballatoio e si sale il successivo diedro fessurato, uscendone infine a sx ad un comodo ballatoio dove si sosta su spit + chiodo e cordone sulla placca, alla base di un altro diedro. Molto utili i friends.
- Lunghezza 6, VI e A0-A1 su chiodi e friend, 45 metri: si sale il diedro e si esce a sx. Traversare a sx e poi raggiungere una fessura - lista rocciosa per le mani che traversa a sx. Presenti pochi chiodi, utili friends. Un ultimo passo difficile con staffa su friend permette di raggiungere un piccolo ballatoio alla base di una fessura strapiombante, sosta su chiodi.
- Lunghezza 7, VI+, 30 metri: salire su muro compatto ad un chiodo poco sopra la sosta. Qui occorre traversare puntando ad uno spit alcuni metri più a dx, leggermente in alto. Roccia compatta, impossibile proteggersi, tratto delicato. Dallo spit proseguire fin sotto una spaccatura strapiombante, leggermente a sx (chiodo poco sopra lo spit). Seguire la spaccatura-diedro e fare attenzione dopo diversi metri a traversare a dx su liste a raggiungere la sosta su tre chiodi.
- Lunghezza 8, V, A0, VI, 50 metri: si sale verso dx per buone lame (attenzione ad un pilastrino instabile sopra la sosta). Si arriva ad una cengetta con albero, spit e chiodo, dove si può fare sosta (30 metri). Noi abbiamo continuato per diedro-spaccatura fino a sostare su due chiodi.
- Lunghezza 9, V+ e A0 oppure VI, 15 metri: traversare a dx in piena esposizione (chiodo subito dietro lo spigolino, quindi continuare in traverso (qualche chiodo) e poi quando risulta facile, salire ad una grande cengia rocciosa ascendente verso sx, sosta a sx su due chiodi poco visibili, posizionati in basso e a sx di un diedro dall'aspetto friabile.
- Lunghezza 10, V+, 45 metri: salire il diedro dall'aspetto friabile leggermente a dx della sosta (chiodo a dx del diedro poco sopra), quindi traversare decisamente a dx su buone lame, fino ad arrivare alla base di una evidente rampa che sale verso dx. Salire per la rampa (qualche chiodo verso al fine) e al suo termine salire per terreno erboso alla grande cengia erbosa, dove si sosta su albero, sotto un'altra parete.
- Lunghezza 11, I, 40 metri: traversare facilmente a sx per grande cengia erbosa, costeggiando la parete, fin quasi a raggiungere lo spigolo sx della parete, dove si sosta su albero.
- Lunghezza 12, II, un passaggio di IV, 50 metri: continuare brevemente per cengia a raggiungere lo spigolo, quindi traversare su liste e tratti erbosi, alzandosi leggermente (alberelli su cui rinviare e piccola clessidra con cordino). Seguendo i punti deboli si raggiunge un breve diedrino con chiodo e cordone. Si sale il diedro e ci si sposta verso sx, salendo poi un poco, fino a raggiungere una evidente grande zona erbosa che sale verso dx. Sostare su albero con fettuccia e moschettone.
- ora salire la rampa erbosa (attenzione, ripida!), fino ad un terrazzino comodo circa 100 metri più in alto. Per traccia più evidente si traversa su terreno erboso, si supera un piccolo colatoio detritico, e si continua in traverso, salendo leggermente e scegliendo i punti più facili, fino a trovare il marcato sentiero 50° Osa. (0h45 dal termine del tiro 12)
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Note:
la lunghezza dei tiri è indicativa.
Via impegnativa e in ambiente isolato, nonostante la vicinanza alla strada..., merita una visita.
Pochi chiodi in via, ma buona proteggibilità con friends, tranne un paio di tratti obbligati dove occorre decisione. Due zone molto erbose e uscita dopo la via su prati ripidi: prestare attenzione ed evitare periodi di piogge! - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Mattia Guzzman Guzzetti del 21 settembre 2013. Revisione relazione del 24 luglio 2021 da una ripetizione di Giacomo Perucchini con Edo Carelli.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.