Mulaz (m.2906), parete Ovest - via Pilastro grigio

Mulaz (m.2906), parete Ovest - via Pilastro grigio

Dettagli

  • Accesso stradale: sulla strada per il Passo Rolle, svoltare seguendo l’indicazione per il Passo Valles (a sinistra, salendo verso il passo il Passo Rolle) e poi imboccare la strada sterrata a destra per la Val Venegia-Pian dei Casoni. Qui si trovano vari parcheggi a pagamento, con limitazioni sull’orario (verificare). Percorrere tutta la strada fino al suo termine, nei pressi della Malga Venegia.
  • Avvicinamento: si segue la sterrata in piano, passando per la Malga Venegiota. Si continua ancora raggiungendo una costruzione in legno, dopo la quale si trova una palina con indicazioni. Andare a sinistra per il Passo Valles, sentiero n. 749, ignorando il successivo bivio sulla destra n. 710 per il Rifugio Mulaz. Seguire il sentiero fino ad arrivare ad una zona adagiata con prati, dove si vede bene la parete ovest del Mulaz. Ora salire verso la parete, su pendio erboso, senza via obbligata. Puntare verso la parte sinistra di un dosso erboso, e salirlo. Andare verso destra, seguendo pendii erbosi e salendo piccoli saltini facili. Si arriva ad un canale da seguire, per poi arrivare ad un pendio detritico al cui termine si sale per roccette. Si scende pochi metri ad un canale (spesso neve fino a tarda stagione), lo si attraversa e si raggiunge una evidente rampa rocciosa, obliqua da destra a sinistra. Seguirla e al suo termine attraversare orizzontalmente a sinistra su lista rocciosa, fino ad arrivare sotto una paretina, sotto la direttiva di un grande antro-strapiombo più in alto. Si sale e si entra in un canale, fermandosi poco prima del grande strapiombo. Lungo il percorso si trovano diversi ometti, il percorso è abbastanza logico e cerca le zone facili. Passaggi max. II, III. (2h00)
     
  • Attacco: sotto un saltino che porta ad un ripiano sotto una fessura-diedro con un cordino nero (visibile con un po' di attenzione).
  • Discesa: dalla vetta si scende verso sud per la via normale, segnalata con rari bolli rossi, ma molto marcata. Seguendo il sentiero si arriva al sottostante Passo del Mulàz, dove si trova una piccola costruzione sotto una parete, e una palina indicatrice. Scendere lungamente a destra, seguendo il sentiero 710, fino alle indicazioni a destra per la Malga Venegiota, raggiungendo il sentiero seguito all’andata. (2h00)
     
  • Difficoltà: VI+ e A0 (VII). Proteggibilità: R3
  • Sviluppo: circa 400 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend completa fino al n° 4 BD. Meglio raddoppiare almeno n° 1 e 2. Possibile usare anche qualche nut. Portare martello e qualche chiodo per eventuali emergenze. Una staffa può risultare utile per il tiro chiave, se salito in artificiale.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare bellissimo, grigio e compatto, e calcare/dolomia molto salda e lavoratissima.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 6h00.
  • Primi salitori: Mathias Mayr e Martl Koch, 5 agosto 1956.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, 45 metri: salire il muretto, traversare leggermente a sinistra e poi salire al ballatoio poco sopra. Attaccare la fessura-diedro dove si nota un cordino in clessidra. Al termine del breve diedro andare verso destra ad un canale, da risalire per poi uscire a destra alla sosta su un chiodo e due clessidre da individuare.
  • Lunghezza 2, VI, 30 metri: salire sopra la sosta su muretto, quindi a sinistra a raggiungere una fessura, da seguire fino ad un chiodo in alto con cordino (qualche bel buco sulla parete di destra). Traversare nettamente a destra (delicato) a raggiungere una spaccatura più ampia e facile, da seguire fino alla sosta a sinistra su gradino, in posto un chiodo e clessidra da individuare.
  • Lunghezza 3, V, 20 metri: continuare per diedro-fessura sopra la sosta, fino ad un evidente chiodo. Da lì abbassarsi leggermente a sinistra, raggiungendo un ottimo buco. Traversare decisamente a sinistra alla sosta, sotto il diedro principale. Sosta su tre chiodi.
  • Lunghezza 4, VI+ e A0, in libera indicativamente VII, 30 metri: salire per diedro articolato, per poi andare a destra in corrispondenza di due chiodi, a raggiungere una fessura difficile. Dopo i due chiodi non si trova nulla, occorre proteggersi. Si arriva a dei buchi a destra, dove si trova un chiodo poco visibile nel buco più grande. Salire sopra di esso, per poi traversare di nuovo a sinistra al diedro. Seguirlo e uscire nella fessura di destra dell’ultimo diedrino, faticosa. Si arriva al termine del diedrino e si sosta su sasso incastrato con cordoni.
  • Lunghezza 5, V, 45 metri: salire sopra la sosta, poi leggermente a destra per raggiungere una fessura-spaccatura. Seguirla, e poi continuare più facilmente per altra fessura-spaccatura, fino alla sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 6, VI-, 40 metri: non salire per la fessura-diedro sovrastante, ma traversare a destra su roccia compatta, con passi delicati e poche possibilità di protezione. Un passo lungo permette di raggiugere un buon appoggio per i piedi, in corrispondenza di un chiodo con anello. Non andare oltre, ma salire il bellissimo muro sovrastante (clessidra con cordino), e poi leggermente a destra, cercando i punti con le prese migliori. Si va poi verso sinistra, a sostare su cengetta. Sosta da costruire con friend e piccola clessidra.
  • Lunghezza 7, V, 50 metri: salire dritti, aggirare uno strapiombino a destra, poi salire verso il tettino sovrastante, da aggirare decisamente a sinistra, per poi salirci sopra e continuare su roccia lavorata fino alla base di un muro verticale, sosta su clessidra con cordoni.
  • Lunghezza 8, V+, 45 metri: traversare a sinistra qualche metro, salire leggermente e spostarsi a sinistra all’altezza di uno spuntone che non si vede immediatamente. Da lì salire dritto per muro lavorato con roccia nerastra. Le difficoltà poi calano, fino ad arrivare ad una cengia sotto un muro verticale, sosta verso sinistra, su due cordoni in clessidra.
  • Lunghezza 9, V-, 50 metri: salire il breve muretto verticale sopra la sosta, quindi continuare su terreno abbattuto, andando ad individuare un piccolo intaglio sotto la crestina finale, sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 10, IV+, 40 metri: su per la crestina, superare un tratto verticale e da lì salire a sinistra, arrivando ad un tratto in piano. Salire verso la cresta, senza linea obbligata, e fare sosta sopra di essa, su massi.
  • Ora continuare verso destra sulla cresta, salire ad una anticima con ometto, scendere ad un intaglio e poi salire alla cima con la croce, passi di II.
  • Note: via situata in una bellissima zona isolata. E’ decisamente alpinistica, per i pochi chiodi presenti, anche se spesso (ma non sempre) è possibile integrare. La roccia è fantastica e solida. Il tiro chiave è molto intenso, e richiede un buon impegno anche salendo in artificiale sui friend.
    La cima è molto frequentata, perché è raggiungibile con un sentiero, il panorama spazia su gran parte delle Dolomiti!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 5 luglio 2020 con Alessandro Ceriani.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.