Valle dell'Orco, Scoglio di Mroz (Punta del Fendù) (m.1900), Parete Est - via Grassi
Dettagli
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Accesso stradale:
andare verso Ivrea, quindi Castellamonte e continuare per Cereale Reale. Dopo il paese di Rosone seguire una strada a destra in salita con indicazione per la valle di Piantonetto – Rif.Pontese.
Dopo S. Giacomo proseguire per la stretta strada asfaltata fino ad individuare una stradina sulla sinistra che porta alla stazione di una vecchia teleferica. Possibile parcheggiare lì (ma cartello con divieto di transito), oppure subito prima della stradina che sale a sinistra. -
Avvicinamento:
salire a destra della costruzione, per traccia, continuare fino a passare dietro ad un paravalanghe e poi per traccia tra arbusti (a zone poco visibile), fino ad una pietraia con ometti.
Qui due possibilità:- a destra sale una traccia verso il bosco, con bolli rossi; con vari zig-zag e tratti ripidi (una corda fissa), arriva ai saltini sotto la parete (una corda fissa) e quindi alla base dello spigolo di destra dello Scoglio;
- andando dritto, si seguono gli ometti tra i massi, per poi piegare a destra nel bosco (una corda fissa) e arrivare a congiungersi con la traccia della prima possibilità. Questa traccia è più marcata.
- Attacco: poco a sinistra dello spigolo della parete, in corrispondenza di alcuni massi sotto la direttiva di una esile fessurina.
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Discesa:
con 3 doppie da 50-55 metri su soste con fix e catena:
- doppia 1 da S6 al terrazzino di S4;
- doppia 2 da S4, stando sulla parete principale che guarda a valle, saltando la prima sosta e fermandosi alla successiva, sotto delle lamone strapiombanti;
- doppia 3 alla base, stando però a destra, faccia a valle, per evitare che la corda si incastri su uno spuntone dove passa la via Gogna.
- Difficoltà: 6b (6a e A0).
- Sviluppo: 100 metri cui aggiungere 65 metri su Impressioni di Settembre
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Attrezzatura:
serie di nut e soprattutto friend fino aln° 4 BD (raddoppiare le misure dal 0,5 al 3). Nei tiri materiale assente, salvo rarissimi chiodi e qualche cuneo marcio. Soste attrezzate con due fix.
Proteggibilità: via ben proteggibile con friend, R1 se si hanno molti friend con sé, altrimenti calcolare almeno R2. - Esposizione: est.
- Tipo di roccia: granito di buona qualità.
- Periodo consigliato: primavera (dipende dalla neve residua), estate (parete calda) e autunno.
- Tempo salita: 4h30.
- Primi salitori: Gian Carlo grassi, Gabriele Griseri, 29 maggio 1974.
- Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Rock Paradise, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, VII o VI+ e A0 su friend, 25 metri: salire su massi e arrivare alla evidente fessurina. Partire subito sul difficile, con incastri di dita, fino ad arrivare a prendere un ripiano che permette di arrivare alla successiva sezione. Continuare per fessura-lama, fino ad una fessurina protetta con due chiodi. Si raggiunge una lista rocciosa (cordino molto vecchio in uscita) e si traversa a destra, doppiando lo spigolo, fino alla sosta.
- Lunghezza 2, VI+, 20 metri: salire su roccette sopra la sosta, quindi traversare a destra. Non salire per il grande camino di sinistra, ma salire in quello di destra, sbarrato da un tettino. Salire con difficoltà nel camino, ed uscire arrivando a delle fessure, che permettono di raggiungere un tettino. Uscire con la fessura di sinistra. La sosta è subito dopo, molto scomoda.
- Lunghezza 3, VI, 25 metri: seguire la fessura sopra la sosta e, appena possibile, aiutarsi anche spaccando nella fessura più a destra. Quando questa non è più disponibile, si torna a salire solo la fessura di sinistra, arrivando a due chiodi uniti con un cordino. Non proseguire verso un cordino più in alto, ma seguire la fessura a destra, fino alla sosta.
- Lunghezza 4, V+, 30 metri: continuare per fessura e blocchi (attenzione, alcuni poco stabili). La parete ora diventa un pò più erbosa. Arrivare ad una fessura-lama contro la parete di sinistra e appena possibile, grazie ad una buona lista per le mani, salire la paretina di sinistra. Traversare a sinistra e arrivare ad un grosso ballatoio, dove si trova la sosta in comune Gogna-Impressioni di Settembre.
- Da qui è possibile continuare sulla via Impressioni di Settembre o sulla via Gogna. La Gogna rientra nel grande diedro a blocchi da cui si è usciti alla fine di L4. Noi abbiamo continuato sulla via Impressioni di Settembre.
- Lunghezza 5, 6a, 35 metri: si prosegue a sinistra, arrivando ad una fessura, che con una breve dulfer porta sopra un ripiano. Si continua con una bella lama in dulfer a destra, raggiungendo poi un diedro inclinato, che si segue inizialmente. Dopo il secondo fix sulla parete di destra, salire ancora leggermente, fino a quando è possibile traversare a destra su buoni appigli, salire ancora e poi uscire su comodo pianerottolo a destra.
- Lunghezza 6, 5c, 30 metri: su per roccette sopra la sosta, poi spigoletto e paretina, arrivando ad una cengia. Superare un muretto ed entrare in un canaletto, per poi uscire al ballatoio di sinistra, dove si trova la sosta.
- Note: via molto bella, seria e alpinistica, continua nelle difficoltà e con pochissime protezioni in loco. La valutazione delle difficoltà di questa relazione è più vicina alla realtà, rispetto alle poche relazioni sotto gradate disponibili, ma potrebbe essere inficiata dalla poca dimestichezza con l'arrampicata in fessura.
- Aggiornamento: relazione a cura di Polidori Walter, da una ripetizione con Marco Barbaro e Angelo Baldizzone, durante una uscita del corso A3 della Scuola Guido della Torre, del 22 maggio 2022.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.