Orobie, Pizzo Recastello (m.2886) - Couloir dei Ratti

Orobie, Pizzo Recastello (m.2886) - Couloir dei Ratti

Dettagli

  • Accesso stradale: da Valbondione (Bergamo, Val Seriana) raggiungere il Rifugio Curò (https://www.antoniocuro.it) parcheggiare in zona Grumetti (quota m.960).
  • Avvicinamento: lasciata l’auto, prendere il sentiero "invernale" per il rifugio (305A) che percorre il sentiero 305 per buona parte per poi abbandonarlo su una curva a quota circa m.1600. Da qui il sentiero diventa molto scosceso e con ghiaccio a tratti (catene su alcuni tratti). Il rifugio si trova a quota m.1915. Da qui, percorrere il sentiero a mezza costa a tratti pianeggiante che costeggia il lago Barbellino sulla destra (sinistra orografica) fino a circa 600/800 metri dopo il rifugio (fare riferimento al traliccio della rete di alta tensione) dove si lascia il sentiero per iniziare, su un ampio canale a circa 20°, la salita verso l’avancorpo Nord-Ovest che scende dal Pizzo Recastello.
  • Attacco: puntare ad una selletta sulla sinistra che, superata, lascia accedere ad un breve avvallamento (da superare a mezza costa) che successivamente apre al pendio della costa che divide il versante Nord-Ovest dal versante Nord. Il couloir da qui è ben visibile. Per raggiungere l’attacco, la pendenza raggiunge e forse supera i 30°.
    SCI: Per chi vuole fare l’avvicinamento con gli sci (come noi), questi possono sicuramente essere indossati dal rifugio Curò, perché l’innevamento del sentiero 305 fino a m.1600 è veramente scarso (esposizione sud-est) ed il percorso scosceso successivo sulle rocce (sentiero 305A) non lo permetterebbe. Eventualmente, se l’innevamento è sufficiente, è invece possibile raggiungere il rifugio non abbandonando mai il sentiero 305 e percorrendo quindi anche il tratto conosciuto come "panoramica". Gli sci possono essere lasciati poco prima della base del couloir e recuperati pertanto al ritorno, oppure portati in spalla lungo tutta la scalata ed indossati nuovamente per la discesa già a partire dall’ultimo tratto del canale Nord (50° nei primi 100 metri di dislivello).
  • Discesa: due possibilità:
    • dalla cima della selletta finale del couloir, scendere sul versante nord per pochi metri e poi proseguire fino alla cima del Recastello completando la parte finale del Canale Nord (ulteriori 100/120 metri a 50°) e poi su cresta;
    • dalla cima della selletta finale, scendere sul versante nord e percorrere in discesa il canale Nord (inizialmente a 40°) per rientrare al rifugio Curò.
  • Difficoltà: AD-, M3/M4 max, neve 60/65°, ghiaccio WI2
  • Sviluppo: 1700 metri circa di dislivello dal parcheggio alla sella finale di uscita del canale; 300 metri la via.
  • Attrezzatura:  N.D.A. (normale dotazione alpinistica), 2 picozze e ramponi, set protezioni veloci per roccia (cordini, friend, nut), viti da ghiaccio (corte) o da rinviare spesso (2 lunghe per sosta, 3 corte). Sufficienti corde da 30 metri.
  • Esposizione: nord-ovest.
  • Tempo salita: 2h00 fino al rifugio, 1h00/1h30 fino all'attacco, 1h30/2h00 la via.
  • Primi salitori: prima salita nota del 14 Aprile 2007, Enrico Calvi ed Enrico Fassi.
  • Relazione
  • Couloir: si inizia con neve a 45°, quasi subito si incontra una prima strettoia con un breve salto di ghiaccio (facile). La pendenza inizia a crescere con tratti tra i 50° ed i 60°/65°.
  • Primo salto: nella prima metà si incontra un salto di roccia che noi abbiamo trovato secco, con vecchio ghiaccio sottile ed un po' della neve caduta la notte prima: utile legarsi per il suo superamento. Si suggerisce di superarlo rimanendo il più possibile sulla sinistra a ridosso della parete. Superata la roccia, ancora su ghiaccio scadente, sulla destra si vedrà un metro e mezzo di corda fissa rossa e due spit dove fare protezione ed eventualmente sicura.
  • Secondo salto: si prosegue su neve da 50° a 65° a tratti ghiacciata, con poche possibilità di piazzare protezioni veloci, fino a circa m.2350 dove si incontra un salto di ghiaccio vivo ripido solo nei primi 3 metri (20 metri totali, W2) ma molto scadente (difficoltà nel piazzare viti) e stretto con difficoltà per protezioni su roccia. Il ghiaccio diventa migliore nel brevissimo e basso salto in uscita (vite, da rinviare), da qui il canale spiana in modo evidente (30°/40°) ed è possibile fare sicura o su neve oppure piazzando qualche ulteriore vite se il ghiaccio lo permette (nel nostro caso, è stato qui possibile fissare due viti lunghe).
  • Uscita: il couloir diventa un canale più ampio e riprende una pendenza di 40°/50° fino alla uscita finale a quota 2600 metri.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Valenti, Marco Russo e Francesco Collepardo, da una ripetizione del 1 Aprile 2023.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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