Val d'Ossola, Alpe Gorta (m.490) - via Il Solitaire
Dettagli
-
Accesso stradale:
dalla statale 33 del Sempione uscire a Crevoladossola e seguire le indicazioni per Crevoladossola. Arrivati ad una rotonda, proseguire dritti in salita e seguire le indicazioni "Sempione". Oltrapassata la frazione San Giovanni, superare una breve galleria e parcheggiare in uno spiazzo sulla destra (cartello indicatore: "Vie su Roccia 'Fort Apache'").
In alternativa è possibile non uscire a Crevoladossola, superare una lunga galleria, arrivare fino a Varzo e poi tornare indietro uscendo sulla destra prima di rientrare in galleria. - Avvicinamento: poche decine di metri oltre il parcheggio salire una scaletta e seguire un sentiero marcato con segnavia bianchi e rossi, sentiero che passa nei pressi di alcuni baite semidiroccate e sale poi fino alla base delle placche: evidenti scritte con i nomi delle vie. (0h10/0h15)
- Attacco: risalire la base delle placche verso dx fino alla scritta che indica l'attacco della via.
- Discesa: interamente a corde doppie lungo l'itinerario di salita. Con corde da 60 metri si riescono a scendere due lunghezze per volta (13-12, 11-10, 9-8, 7-6, 5-4, 3, 2-1) facendo molta attenzione: specie nelle prime calate si arriva alle soste solo grazie all'allungamento delle corde. (1h30)
- Difficoltà: max 5b.
- Sviluppo: circa 400 metri.
- Attrezzatura: via interamente attrezzata a spit, ravvicinati nei tratti più impegnativi, più distanziati in quelli facili. Inutili protezioni veloci. Soste su catene con anelli di vario tipo, usati poi per le calate in doppia. Tiri lunghi mediamente 30/35 metri.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: gneiss molto "placcoso".
- Periodo consigliato: mezze stagioni. In estate può essere caldo, anche se ventilato, nel caso attaccare presto al mattino.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Franco Dattilo e Alex Zeniè.
-
Riferimenti bibliografici:
-
Manoni, Pellizzoni, Stoppini, Ossola Rock - Spit e trad, Edizioni Versante Sud, 2019.
-
- Relazione
- Lunghezza 1, 5a: dalla scritta con il nome della via si sale un vago sperone. La placca è molto uniforme anche se in alcuni punti sembra che qualche appoggio sia stato ricavato a colpi di martello.
- Lunghezza 2, 4c: sempre per placca su difficoltà più basse fino alla sosta posta su un risalto. Da qui occorre traversare a dx orizzontalmente entrando nel bosco fino alla base del salto successivo. Personalmente, essendo il traverso bagnato, non mi sono fermato alla sosta, l'ho rinviata ed ho effettuato il traverso andando a sostare su un albero.
- Lunghezza 3, 4a: salire un muretto verticale uscendone a dx e proseguendo su placca appoggiata fino alla sosta.
- Lunghezza 4, 5a: placca facile, risalto e poi placca un po' più impegnativa, "a onde".
- Lunghezza 5, 4a: lunghezza più facile, qui abbiamo trovato un tratto bagnato, che abbiamo aggirato sulla dx senza particolari difficoltà.
- Lunghezza 6, 5a: ancora placca compatta e colata d'acqua (aveva piovuto il giorno prima) superata facilmente.
- Lunghezza 7, 4a: placca appoggiata fino alla base di un saltino, che si supera agevolmente sulla destra.
- Lunghezza 8, 4a: placca appoggiata.
- Lunghezza 9, 3a: placca facile.
- Lunghezza 10, 4c: dopo un primo tratto appoggiato la placca si raddrizza. Il percorso è decisamente più semplice, e su roccia più lavorata, rimanendo sulla destra degli spit.
- Lunghezza 11, 4c: ancora per placca varia fino alla sosta.
- Lunghezza 12, 5a: si risale una placca, a tratti lavorata come un toboga, che si insinua nella vegetazione: molto bella!
- Lunghezza 13, 5b: si risale una bella fessura (praticamente l'unica della via) a bordo placca, traversando poi a dx (più facile) fino a raggiungere una larga fessura camino a dx che si risale con difficoltà (tratto più difficile della via), uscendo poi in placca e raggiungendo in breve la sosta finale. A fianco delle sosta paletto con bandiera e contenitore cilindrico con libro di via.
-
Note:
bella via quasi completamente in placca, difficoltà contenute e chiodatura buona. Evitare dopo periodi di pioggia: in estate asciuga rapidamente ma, dato il colore scuro della roccia, può essere molto caldo. Nelle mezze stagioni (marzo) alcuni tiri possono rimanere a lungo bagnati dopo periodi di pioggia, anche dopo qualche giorno. Tipicamente li si trova bagnati al mattino salendo e quasi asciutti durante le calete in doppia...
A marzo sole dalle 10.00/10.30. - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi da una ripetizione del 1° luglio 2023 con Gianni Gariglio. Revisione relazione del 17 marzo 2024.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.