Val Formazza (m. 1300 circa), cascata Il Diedro

Val Formazza (m. 1300 circa), cascata Il Diedro

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere l'abitato di Chiesa in Val Formazza e parcheggiare nei pressi del cimitero (comodo parcheggio).
  • Avvicinamento: ritornare indietro per circa 100 metri fino ad un ponte sulla sx che permette di attraversare il fiume. Attraversare la pista da fondo (occhio ai binari per gli sci...) e risalire verso la cascata direttamente al centro del grosso canale di scarico. La cascata è visibile già dalla strada.
  • Discesa: tre corde doppie, le prime due dalle soste usate, l'ultima è quella a dx (faccia a monte) all'altezza della prima sosta su ghiaccio effettuata). Soste a spit; scendendo dalla seconda calata visibile la sosta a spit sotto lo strapiombo roccioso che tuttavia non abbiamo utilizzato per la calata.
    Verificare attentamente lo stato degli spit e dei cordoni di collegamento, eventualmente sostituirli.
  • Difficoltà: 4+/III.
  • Sviluppo: 150 metri.
  • Esposizione: ovest.
  • Primi salitori: Ignoti.
  • Riferimenti bibliografici: Pellizzon M., Dall'Oro G., De Luca S., Giardini di cristallo, Edizioni Versante Sud
  • Cartografia:
    • Kompass n° 89 - Domodossola, scala 1:50.000
    • CNS n°1271 - Basodino, scala 1:25.000
    • CNS n°1291 - Bosco Gurin, scala 1:25.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 55 metri: attaccare centralmente la colata, prima per breve rampa, poi per parete più verticale e compatta (85°) fino a sbucare su un'altra rampa.
    A destra (faccia a monte) visibile sosta a spit di calata che risulta essere tuttavia difficilmente raggiungibile, conseguentemente abbiamo preferito attrezzare una sosta su viti al centro della colata.
  • Lunghezza 2, 45 metri: continuare per rampa, vincere poi un salto verticale di alcuni metri (più corto e abbordabile a dx, 85/88°, alla sua base sotto uno strapiombino è presente una sosta attrezzata), continuando per colata più appoggiata fino alla sosta successiva su spit sulla parete rocciosa a destra (scomoda da raggiungere, sosta appesa).
  • Lunghezza 3, 50 metri: diritti per muro continuo e verticale fino a sbucare sulla sommità della colata, sosta su spit con anello di calata a sinistra su roccia (al termine del muro è possibile continuare per un altro muretto e fare sosta pochi metri sopra su placca a sx).
  • Note: bella cascata, di impegno tecnico notevole e di sicura soddisfazione. Il tiro chiave risulta essere l'ultimo a causa della continua verticalità. Sul terzo tiro è inoltre possibile trovare ghiaccio meno buono rispetto ai tiri precedenti in quanto tale sezione va al sole dopo mezzogiorno.
    Nella zona risulta essere il flusso più facilmente formato in quanto protetto da un enorme diedro roccioso da cui prende il nome.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Matteo Colombo e Walter Polidori, 17 gennaio 2009.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.