Parete rossa di Cateissard (m.1000) - via Il risveglio
Dettagli
- Accesso stradale: da Torino, sulla autostrada A32 che va verso il Passo del Monginevro, uscire a Bussoleno. Entrare nel paese e svoltare al secondo semaforo, passando in un sottopassaggio ferroviario. Andare a sinistra e poi prendere la prima strada a destra, che sale stretta. Seguire l’indicazione per la frazione Falcemagna. La strada è asfaltata e poi sterrata. Percorrerla fin quasi alla frazione; circa 200 metri prima si trova una curva che va a destra verso la frazione, ed una sterrata che sale nettamente a sinistra, da seguire. Questa strada può però essere in cattive condizion:, noi abbiamo lasciato la macchina poco prima del bivio, in una zona dove la strada è larga.
- Avvicinamento: seguire la strada che va a sinistra, dapprima in salita, poi pianeggiante ed infine in discesa, fin nei pressi di una casa, circa a 1,5 km dal bivio con Falcemagna. Appena dietro la casa, in direzione ovest (a sinistra, faccia a monte) parte un sentiero pianeggiante (non seguire il sentiero che sale dritto) che con alcuni saliscendi raggiunge il crinale da cui la parete è ben visibile. Risalire per il crinale e in corrispondenza di una traccia a sinistra, con cartello che indica una falesia, lasciare il sentiero e seguirla. La traccia è esposta ed esigua, e arriva alla base della parete. Andare brevemente verso sinistra. (0h50 lasciando la macchina al tornante dove si trova il bivio)
- Attacco: alla sinistra di una rampa rocciosa, sotto un diedro, cartello di legno sbiadito con il nome della via.
- Discesa: dal prato pianeggiante dove si arriva alla fine della via, traversare a destra (faccia a monte), raggiungendo in breve una marcata traccia e una falesia. Da qui traversare a destra, costeggiando la falesia, e poi scendere per il marcato sentiero, che si ricollega a quello seguito all’andata. (1h00)
- Difficoltà: 6b max, 6a obbligato. Proteggibilità: S1, in qualche punto più distanziata.
- Sviluppo: circa 200 metri.
- Attrezzatura: soste su due fix, collegati con catena, sui tiri fix. Portare 14 rinvii, friend non indispensabili ma utili eventualmente in alcuni punti (fino al n°3 BD).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare molto bello e spesso lavorato, differente dal solito, più "marmoreo". Ci sono alcuni blocchi che non devono essere utilizzati, ed altri di tenuta dubbia, fare attenzione.
- Periodo consigliato: primavera e autunno, parete al sole verso le 11:30 a inizio giugno.
- Tempo salita: 3h30/4h00.
- Primi salitori: Gian Carlo Grassi, Danilo Galante e Roberto Bonelli, 05/05/1974. Richiodata a fix dalle guide alpine Altox.
- Riferimenti bibliografici: La via è presente nel famoso libro di Alessandro Gogna, "100 Nuovi mattini", da poco riedito perché non era più disponibile da tempo. Attenzione: la via è descritta in versione classica, quando ancora i fix non erano presenti. Vale la pena dare una lettura a quella relazione, per rendersi conto del livello di difficoltà che era stata raggiunta senza perforare la roccia.
- Relazione
- Lunghezza 1, 5c, 25 metri: salire direttamente per muro verticale, con una zona centrale più difficile. Al termine si va a sinistra alla sosta, sotto un diedro.
- Lunghezza 2, 6b, 30 metri: salire il bellissimo diedro fessurato. Si arriva poi ad un muretto con passaggio boulder più duro. Eventualmente rinviare e poi spostarsi a destra, più facile. Andare a destra alla sosta.
- Lunghezza 3, 6b, 25 metri: salire a destra della sosta, per diedro aperto con fessura, traversare facilmente sotto ad un marcato strapiombo, al cui termine salire per strapiombo meno aggettante e poi muro verticale.
- Lunghezza 4, 5c, 35 metri: su per strapiombino-diedro e poi saltini.
- Lunghezza 5, 6a+, 25 metri: salire una bella fessura strapiombante a destra della sosta, poi continuare per muri alla sinistra di un diedro aperto.
- Lunghezza 6, 5c, 30 metri: salire sopra la sosta, NON seguire i fix che proseguono dritto, ma traversare a destra su grossi blocchi, evitando la fascia rocciosa difficile. Salire un muretto scorbutico e poi continuare per bei muretti.
- Lunghezza 7, 5a, 30 metri: si continua per vago spigolo su rocce più rotte ma molto belle, fino ad uscire su prato, sosta su albero.
- Da qui mettere le scarpe e salire più sopra con attenzione (erba, massi), fino ad un ripiano erboso.
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Note:
via magnifica, in ambiente selvaggio, nonostante le varie falesie in zona. La parete è davvero bella, e lo sviluppo della via sembra maggiore dei "soli" 200 metri effettivi. Un pensiero va agli apritori, che hanno salito con soli chiodi una parete repulsiva, individuando i suoi punti deboli, seppure con difficoltà comunque alte.
Ora, con la chiodatura sistematica a fix, la sicurezza ed il divertimento sono amplificati, anche se la roccia è da verificare in diversi punti.
Forse è un peccato non averla lasciata in versione classica a chiodi, ma in questo modo l’approccio è senza dubbio più tranquillo. -
Aggiornamento:
relazione a cura di Walter Pres Polidori, ripetizione del 14 giugno 2020 con Damiano Sartorato.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.