Presolana, parete Nord - via Un giardino per Gianmario
Dettagli
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Accesso stradale:
raggiungere Colere, a poca distanza da Schilpario e dal Passo della Presolana. Dopo il centro del
paese si trova un grosso parcheggio a destra in corrispondenza di una curva, dove si lascia l'auto. -
Avvicinamento:
dal parcheggio seguire le indicazioni per il sentiero per il rifugio Albani, proprio di fronte e a monte. Si inizia su strada asfaltata e poi cementata, per poi continuare per sentiero. Quando si arriva in prossimità del rifugio (1h30 circa) non è indispensabile passarci, ma si può continuare per sentiero e tracce che vanno verso monte. Si arriva ad un bel pianoro con prato e roccette, dove occorre fare attenzione a non perdere la traccia, che porta verso sinistra ad attraversare una zona con vegetazione, fa un paio di svolte e poi punta verso la parete, passando per una piccola zona rocciosa e franata dove si trova un cavo metallico. Continuare verso la parete, ma lasciare la traccia ben segnata, che va verso l’attacco dello spigolo nord, scegliendo una traccia poco marcata che taglia orizzontalmente ghiaie ed erba, verso la parete. Arrivati sotto di essa, scendere a sinistra per tracce e continuare fino ad una zona esposta con cavo metallico.
Tempo: circa 2h30/3h00.
In alternativa, è possibile prendere la seggiovia, che parte dal parcheggio sterrato che si trova poco dopo il primo. Informarsi sull’orario e le tratte disponibili. Nella nostra ripetizione era aperto solo il primo troncone. Dall’arrivo del primo troncone della seggiovia, andare verso sinistra per sentiero, in falsopiano e alcuni tratti in salita, fino a collegarsi col sentiero che arriva da valle.
In questo caso il Tempo per arrivare all’attacco è di circa 1h30.
Se anche il secondo troncone è aperto, l’avvicinamento risulta ancora più agevole. - Attacco: a circa metà del cavo metallico, l'attacco si trova in corrispondenza di un chiodo rosso con anello, a circa due metri da terra.
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Discesa:
due possibilità. Indicazioni faccia a valle:
- seguire gli evidenti bolli rossi che portano verso la Cengia Bendotti (dal rifugio Albani, guardando la parete, è a sinistra dall’uscita della via). Percorrerla tutta e poi scendere alla base della parete con passi di arrampicata. Soluzione non verificata, pare che la cengia verso il termine sia molto esposta e friabile. Molto impegnativa nel caso di neve.
- consigliato: discesa in doppia dallo Spigolo Nord. Attenzione però: tenere in considerazione che non è facile individuare tutte le soste di calata, e il terreno appoggiato iniziale rende complicata la gestione delle corde. La descrizione di seguito è indicativa: dirigersi facilmente verso monte, per sfasciumi, fino alla cresta sommitale che ci si trova di fronte. Seguirla verso destra, in salita, e al suo termine scendere leggermente a destra, fino a trovare uno spit con anello di calata, in corrispondenza di un ometto.
- calarsi nella crestina che scende a sinistra del pendio ghiaioso. In alternativa è possibile, con attenzione, scendere arrampicando o scendere per il pendio ghiaioso. Trovare una sosta con spit e catena, al termine della crestina;
- calarsi ad una zona abbattuta e andare leggermente verso destra, fino ad un'altra sosta con spit e catena;
- calarsi stando sulle placconate erbose, ma rimanendo a sinistra dello spigolo;
- calarsi stando ancora su placconate, sempre a sinistra dello spigolo;
- calarsi leggermente e raggiungere un colletto con grosso spuntone e cordini di una vecchia calata. Scendere lì, giusto a sinistra dello spuntone, saltare la sosta che si trova e passare alla successiva sosta, sotto la direttiva dello strapiombo che si trova poco dopo;
- doppia a sinistra dello spigolo, su terreno verticale;
- doppia a sinistra dello spigolo, su terreno verticale, fino ad un terrazzino sullo spigolo;
- calarsi dal terrazzino, evitare la prima sosta e fermarsi alla successiva;
- calarsi fino all’intaglio dove inizia lo spigolo;
- effettuare una calata finale stando a destra, per arrivare alla base delle roccette dell’avvicinamento allo spigolo nord.
- Difficoltà: max VIII-, VI+ obbligato. Proteggibilità: R2-R3.
- Sviluppo: circa 430 metri.
- Attrezzatura: 15 rinvii, serie di friend fino al n°3 BD. Utile eventualmente una staffa. Martello e chiodi non indispensabili (potrebbe tornare utile il martello per ribattere alcuni chiodi). Soste su due fix con anello, le ultime su un fix con anello e chiodo o solo fix con anello. Nei tiri presenti chiodi, anche abbondanti sul difficile, radi in altri tiri. Nei primi tiri presenti alcuni fix, poi per lo più assenti.
- Esposizione: nord-est, sole alle prime ore del mattino.
- Tipo di roccia: calcare di qualità ottima, alcune lunghezze sono entusiasmanti. Però ci sono zone con roccia mediocre e qualche breve tratto friabile.
- Periodo consigliato: estate, autunno, attenzione ai frequenti temporali pomeridiani.
- Tempo salita: 7h00.
- Primi salitori: R. Andreoli, G. Savoldelli, D. Filosi, F. Gualini nel luglio 1987.
- Riferimenti bibliografici: Cisana M., Nel giardino di Pietra, Michele Cisana, Edizioni Ideamontagna.
- Relazione
- Lunghezza 1, VI, A0 o VII+, 25 metri: salire a sinistra del chiodo rosso con anello, per canaletto verticale al limite dell'erba (un fix visibile dopo qualche metro). Arrivati sotto un muro difficile, traversare a destra, e poi seguire dei fix su un tratto compatto, salendo verso sinistra e poi a destra alla sosta.
- Lunghezza 2, VI+, 25 metri: traversare a destra, fino a trovare il punto debole della zona strapiombante. Salire, obliquando verso sinistra. Si continua verso sinistra, fino ad una zona più appigliata, dove si sale verticalmente alla sosta.
- Lunghezza 3, VI+, A0 o VIII-, 15 metri: su direttamente per muro verticale, raggiungendo delle protezioni che permettono di obliquare verso sinistra. Salire ora più direttamente un bel muro strapiombante, fin sotto un tetto.
- Lunghezza 4, VI, V+, 30 metri: traversare a destra sotto il tetto, fino al punto debole dove superarlo. Salire e raggiungere una zona abbattuta ed erbosa, al cui termine occorre continuare su placca poco protetta, fin sotto una zona strapiombante.
- Lunghezza 5, VI, 35 metri: traversare a sinistra, fino ad uno spigolo da salire, per poi continuare su muro verticale.
- Lunghezza 6, VI+, 25 metri: traversare a destra, fin sotto un bel muro a buchi. Salirlo fino ad una cengetta sulla destra, da raggiungere dopo una uscita su roccia friabile. Sosta sotto una zona molto strapiombante.
- Lunghezza 7, VI+, A0 o VII, 30 metri: salire brevemente a destra della sosta, per gradoni. Puntare quindi ad un chiodo a sinistra, per poi continuare a salire verso sinistra. Continuare per bel muro (30m, VI+, A0 o VII);
- Lunghezza 8, VI+, A0 o VIII-, 35 metri: traversare verso sinistra, fino ad un muro compatto con diversi chiodi. Continuare per placca più facile, fino a raggiungere un diedro. Salire lo stupendo diedro, strapiombante ma con buone prese, fino alla sosta a destra.
- Lunghezza 9, VI+, 35 metri: continuare per il diedro, fino quasi al suo termine. Traversare a sinistra e poi salire per zona erbosa.
- Lunghezza 10, V+, tiro pericoloso, 30 metri: su per muretti ed erba, per poi seguire le rocce a sinistra di un evidente canalino erboso. Puntare alla sosta che si trova al termine del canalino, a destra del pilastro, sotto una grande nicchia.
- Lunghezza 11, VI+, 45 metri: traversare a sinistra sul pilastro, quindi salire in prossimità di un cordone. Continuare a destra, su roccette più facili, e continuare in diedro fino al termine delle difficoltà, sosta su fix e chiodo.
- Lunghezza 12, III, 20 metri: salire su roccette facili, per entrare in un canale. Sosta poco dopo, su fix e chiodo, prima di un diedro.
- Lunghezza 13, IV+, 30 metri: andare sinistra e salire direttamente il diedro, fino al suo termine sotto uno strapiombo. Salire a sinistra e continuare brevemente ad una sosta su clessidra con fettuccia, da rinforzare. Più a destra, oltre la prosecuzione del diedro, visibile una sosta con un fix con anello.
- Lunghezza 14, II, 50 metri: salire per roccette, fino ad arrivare ad una zona erbosa con rocce. Continuare verso destra, su terreno facile, fino ad un blocco isolato con un fix con anello.
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Note:
via molto bella, ben chiodata nei tiri più duri, ma con protezioni rarefatte in altri. Alcune zone con proteggibilità non buona. È una via seria, da affrontare preparati, più per le lunghezze facili che per quelle difficili…
Discesa laboriosa, tenere in considerazione una giornata molto lunga. -
Aggiornamento:
relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Alessandro Ceriani del 10 luglio 2021.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.