Garda Occidentale, Parete di Sanico - via Barbudos
Dettagli
- Accesso stradale: percorrere la strada gardesana ovest. Venendo da sud, dopo il paese di Toscolano Maderno svoltare a sinistra per Maclino. Seguire la strada, che sale lungamente, fino al paese di Sanico (cartelli). Entrati in Sanico, piegare a destra seguendo il cartello che indica la Parete di Sanico. Passare una strettoia. La strada scende e in seguito continua in piano, anche molto stretta. Si procede fino ad un bivio con due strade parallele: a sinistra sale una strada privata (cartello) e a destra invece c’è una indicazione per la Parete di Sanico. Parcheggiare in uno slargo prossimo a questo bivio.
- Avvicinamento: seguire la strada di destra e continuare in piano, lasciare perdere una strada sterrata che scende a destra (stanga) e arrivare ad un altro bivio con due strade parallele, di cui quella di destra è privata. Entrare in quella di sinistra (cartello bianco e rosso che indica l’inizio del sentiero) e seguirla fino ad un cancello di legno con filo spinato (zona privata con casotto di cacciatori). Qui salire per sentiero a sinistra, e fare attenzione perché in corrispondenza di un albero con bollo arancione a destra, con ometto, occorre lasciarlo e scendere per vaga traccia. Scendere brevemente per vago canale, arrivando ad un sentiero (in questo modo si evita di entrare nella proprietà privata). Ora seguire il sentiero a sinistra, ben segnato con ometti e bolli arancioni, che con qualche saliscendi porta alla base della parete (attezione a non prendere una traccia più alta che sale alla parte sinistra della parete). Si passa sotto l’attacco di Let’s dance e si continua a seguire la base della parete, anche in discesa. Si passa sotto il muro della falesia Il giardino di Dallas, fino allo spigolo al suo termine. (0h30)
- Attacco: in corrispomdenza dello spigolo, segno rosso e freccia scolpita alla base. Visibile un chiodo poco sopra.
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Discesa:
indicazioni faccia a monte.
Salire sopra la sosta e seguire le tracce a destra, in traverso su roccette, cercando i numerosi segni rossi, portano ad un canale. Scendere nel canale fino ad un ometto finale che invita ad andare a destra. Si segue una corda fissa e si arriva ad un caratteristico passaggio tra due massoni, in fondo al quale c’è un cancelletto. Ora si continua per tratto con cavo metallico e si arriva al termine delle difficoltà, sotto la parete. Traversando verso sinistra si passa di nuovo all’attacco della via. (0h30) Da li a ritroso al parcheggio. - Difficoltà: VII- max., difficoltà spesso discontinue. Proteggibilità: R2, la roccia si presta ad essere ben protetta con friend.
- Sviluppo: circa 260 metri.
- Attrezzatura: serie di friend fino al n°3 BD. Soste attrezzate su cordoni in clessidra, spuntoni, fix. Sui tiri presenti alcuni cordoni, qualche chiodo e qualche fix.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare bellissimo con ottime lame, fessure e rigole. Alcune zone limitate con blocchi a cui fare attenzione.
- Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera, escludendo l’estate perché la parete è molto calda.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Stefano Michelazzi, Marco Ghidini, 2016.
- Relazione
- Lunghezza 1, VI+, 30 metri: salire direttamente per il primo tratto verticale, fino ad una zona più ammanigliata. Si supera un altro tratto impegnativo, fino ad un terrazzino con sosta su cordone in clessidra.
- Lunghezza 2, VI max, 50 metri: salire il muretto sopra la sosta, raggiungendo una placca inclinata. La si sale qualche metro, per poi procedere sul muro di destra, con passo delicato. Si continua per risalti e muretti, fino ad un terrazzino dove si sosta su albero (50m, VI max.). La relazione originale spezza questa lunghezza in due tiri, per fare sosta poco dopo (vedere Lunghezza 3).
- Lunghezza 3, VII- un passo, il resto V+/VI, 30 metri: salire il muretto sopra la sosta, superare un bombamento e continuare poco dopo verso sinistra, raggiungendo una sosta (sosta originale, scomoda). Continuare a sinistra, salendo poi un muretto verticale. Si va a sinistra (delicato) a raggiungere una spaccatura. Si segue questa spaccatura (molto bello), fino alla sosta a sinistra, su cordone in clessidra.
- Lunghezza 4, V+, un breve tratto VI, 30 metri: salire in diagonale verso sinistra. Doppiare uno spigolo e raggiungere una specie di canale, sotto una parete compatta. Salire una placca a sinistra, raggiungere una zona più articolata e salire una fessura con buone prese. Si arriva ad un muro con chiodo e poi cordino, da superare fino al suo termine, dove si trova un grande terrazzino, sosta su due fix.
- Lunghezza 5, V- max, 50 metri: salire per roccette facili, si supera una zona più difficile e si prosegue per bosco ripido, fino alla sosta su spuntone con cordone, sotto un risalto.
- Lunghezza 6, V max, 30 metri: su per muretto, per uscire poi a destra. Si continua leggermente a sinistra e dritto, superando altri risalti, fino alla sosta su due fix, sotto un diedro.
- Lunghezza 7, V+, 40 metri: salire nel bel diedro, per poi contornare a sinistra lo strapiombo che lo chiude. Proseguire su muretti, fino al terrazzino terminale, sosta da attrezzare.
- Note: via bella, un po' discontinua, ma con alcuni tiri meritevoli, soprattutto il terzo. Roccia super e quasi sempre ben proteggibile. Il posto è interessante, solitario e con ottima vista sul Lago di Garda.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Olindo Fioretto e Alessandro Ceriani del 17 aprile 2021.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.