Valle del Sarca, Parete di Pezol - via Sulle pance del Pezol

Valle del Sarca, Parete di Pezol - via Sulle pance del Pezol

Dettagli

  • Accesso stradale: arrivare ad Arco di Trento e da lì dirigersi verso Bolognano (frazione di Arco). Prendere la strada per il Monte Velo e Gazzi. Dopo 3,7 km dalla chiesa si arriva ad un tornante che piega a destra, dove si vede una stanga che impedisce di entrare in una strada forestale, con un cartello in legno che indica “Eremo di S.Giacomo”. Parcheggiare nei pressi della stanga, senza ostacolare il passaggio.
  • Avvicinamento: entrare nella strada forestale dopo la stanga, che poi diventa sentiero. Seguirlo e fare attenzione a prendere una svolta a sinistra, nei pressi del cartello “Garda Trek”. Continuare fino ad una radura dove, poco visibile, c’è un roccolo per uccellagione. Ancora per sentiero, facendo attenzione a continuare a seguire i bolli rossi, che a un certo punto non salgono dritto per sentiero (segni di vernice arancione), ma piegano a sinistra (bollo rosso poco visibile). Il sentiero arriva alla base della parete. (0h30)
     
  • Attacco: nel punto più basso del sentiero, in corrispondenza di uno spiazzo evidentemente ripulito, alla base di un muro appigliato. Circa 50 metri più avanti si trova l’attacco della Cresta del Pezol, grossa scritta alla base.
  • Discesa: dall’ultima sosta salire per tracce nel bosco (qualche bollo rosso), fino a traversare a destra al pianoro sommitale (traliccio ENEL). Proseguire brevemente verso il traliccio e individuare un sentiero che scende a destra. Seguirlo, fino ad un cartello indicatore per il sentiero “Garda Trek”. Qui andare a sinistra per traccia (ometto). Da li si arriva al sentiero, dove si va a sinistra e si continua sul sentiero dell’andata fino alla strada. (0h30)
  • Difficoltà: VII max, VI obbligato. Proteggibilità: RS1-2.
  • Sviluppo: circa 280 metri.
  • Attrezzatura: 12 rinvii, soste attrezzate con fix e/o clessidre. Sui tiri fix e cordoni in clessidra. Portare eventualmente qualche friend medio se in qualche punto ci si vuole proteggere più vicini.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare, ben ripulito dagli apritori, in diversi tratti veramente bello. Attenzione a qualche breve zona ripulita con prese da verificare.
  • Periodo consigliato: primavera, autunno, inverno. La parete è esposta molto bene al sole.
  • Tempo salita: 3h00/4h00.
  • Primi salitori: Florian Kluckner, Sandra Schieder, ottobre 2017.
  • Riferimenti bibliografici: Emanuelli G., Calzà S. (a cura di), Vie di roccia e grotte dell’Alto Garda, Sezione SAT di Arco. E’ una guida ormai introvabile, che riporta le prime vie storiche della zona.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V, 25 metri: salire per muretti facili verso destra (cordino molto alto, non visibile). Traversando a destra si arriva sotto un diedro, da seguire fino in sosta con fix e cordone.
  • Lunghezza 2, VI, 25 metri: traversare verso destra, arrivando sotto un diedro molto bello. Salirlo e poi continuare verso destra sotto uno strapiombo, con movimenti delicati, e poi verticalmente, fino ad una zona con gradoni a destra, dove si trova la sosta su due cordoni in clessidra.
  • Lunghezza 3, V, 30 metri: traversare facilmente a destra e salire poi per canale ripulito e muretto, arrivando ad una cengia erbosa, dove si trova la sosta verso destra, su fix e cordone.
  • Lunghezza 4, V+, 20 metri: salire per bel muro con gocce, spostandosi verso destra ad uno spigolo che forma uno strapiombo. Superarlo traversando a destra e continuare per muro con bellissime gocce profonde. Si sale poi verso il tetto sovrastante, arrivando alla sosta.
  • Lunghezza 5, IV+, 30 metri: traversare sotto il tetto, in piano e anche leggermente in discesa, fino ad una sosta sotto una zona meno aggettante, su due cordoni.
  • Lunghezza 6, VII-, 20 metri: salire direttamente sopra la sosta (fix e chiodo con cordone), quindi andare verso sinistra (cordoni), su una placca con passo iniziale difficile. Si raggiunge subito dopo una zona con lame, che seguita salendo verso sinistra porta alla sosta.
  • Lunghezza 7, V-, 30 metri: andare verso sinistra su placchetta, superare un facile strapiombino e salire poi a raggiungere una rampa appoggiata di buona roccia, che porta sotto gli strapiombi. Traversare a destra e superare uno spigolo, dopo il quale si trova la sosta.
  • Lunghezza 8, VI, 20 metri: salire più facilmente per placca e raggiungere uno strapiombino, da contornare a sinistra. Sotto il muretto finale non traversare a sinistra, ma andare dritti alla sosta su ballatoio.
  • Lunghezza 9, VI, un passo VI+, 15 metri: su per bella placca con fessura a cui segue un singolo passaggio molto delicato, arrivando in breve alla sosta sotto i tetti, su fix e cordone. Questo tiro è eventualmente concatenabile con il precedente.
  • Lunghezza 10, VI+, un passo VII, 20 metri: traversare a destra sotto il tetto, fino ad una zona meno aggettante dove salire verso lo strapiombo (delicato e da interpretare). Affrontare direttamente lo strapiombo (buone lame) e poi continuare a salire leggermente verso sinistra.
  • Lunghezza 11, VI, 35 metri: continuare per bel muro con lame ed una bella grossa lama. Ci si sposta a destra, verso la parete di destra e si continua poi dritti, fino ad un traversino delicato a sinistra sotto una pancetta, per poi ritornare a destra e salire un ultimo strapiombino. Sosta su due fix.
  • Lunghezza 12, V, 30 metri: andare a sinistra (fix poco visibile), quindi salire uno speroncino di roccia ripulita. Segue una breve placca e saltini, che portano alla sosta su un fix con fettuccia rossa, dietro il muro di una trincea. Libro di vetta sotto alcuni sassi, a destra.
  • Note: parete poco invitante mentre si fa l’avvicinamento, ma la via è davvero meritevole e divertente, con qualche passo impegnativo. Spettacolare il panorama su Arco e il Lago di Garda, da una prospettiva differente rispetto alle solite pareti della Valle del Sarca. Merita una visita.
    Grazie a Florian Kluckner per l’idea avuta e per il lavoro fatto.
    La parete era già stata salita in passato da Enrico Leonardi (Via del diedro, data imprecisata) e da Enrico Leonardi e Marco Vecchi (via Dante Dassati, 1974).
    La via è concatenabile con la via L’euforia di Susy presente sulla parete di Pezol sud, raggiungibile dal sentiero di discesa
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Luca Carnelli del 17 dicembre 2017.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.