Valle del Sarca, Avancorpo del Monte Casale, Croz dei pini (m.500) - via Hasta siempre comandante

Valle del Sarca, Avancorpo del Monte Casale, Croz dei pini (m.500) - via Hasta siempre comandante

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco. Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
    Sulla strada Arco-Trento, in corrispondenza del Monte Casale si trova di fronte un buon parcheggio in corrispondenza di un bar e di altre attività commerciali (venendo da Arco è subito prima di una rotonda che poi a sx porta alla cava).
  • Avvicinamento: attraversare la strada e alla rotonda andare a sx. Continuare su strada asfaltata fino ad individuare i cartelli che indicano la ferrata Che Guevara; si passa tra brutti capannoni e poi finalmente si arriva ad un sentiero che sale verso la parete (alla sinistra del Croz dei Pini). Il sentiero passa sul lato sinistro della cava, fiancheggiando un vigneto.
    Arrivati dove il sentiero comincia ad andare a sinistra, nel bosco, seguire l'evidente traccia a destra che sale  verso il Croz. Seguendo il sentiero si arriva contro la parete. (0h20)
     
  • Attacco: dal sentiero si arriva proprio in corrispondenza di un muro verticale con spit, dove sale la via L’impero dei sensi. Una decina di metri più a dx si trova un diedro erboso dove parte la via Hasta siempre comandante, scritta incisa sulla roccia.
  • Discesa: arrivati ai prati sommitali si segue una traccia verso dx e poi leggermente verso monte, che si collega ad un sentiero da seguire verso dx (faccia a monte). Presente anche un cavo rivestito in plastica grigio che scende direttamente su rocce verticali. Non utilizzarlo!
    La traccia è molto ben marcata e segnata con bolli colorati; si tratta del sentiero attrezzato Che Guevara da seguire a ritroso (un paio di tratti più ripidi, abbastanza facile per il resto). La ferrata riporta al sentiero preso al mattino. (0h45/1h00)
  • Difficoltà: 6c max, 6a obbligato. Proteggibilità: S2.
  • Sviluppo: circa 450 metri.
  • Attrezzatura: 15 rinvii, friend poco utili. Soste genericamente su due fix. Sui tiri presenti diversi fix, non sempre vicini.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: calcare di ottima qualità, genericamente compatto.
  • Periodo consigliato: salibile tutto l’anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
  • Tempo salita: 5h30.
  • Primi salitori: Roly Galvagni, Diego Filippi, 2005.
  • Riferimenti bibliografici: Filippi D., Arco pareti, Edizioni Versante Sud.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a, 50 metri: salire per il diedro, seguendo poi la sua successiva placca della faccia sinistra. Si arriva ad un boschetto dove si sosta su pianta.
  • Lunghezza 2, II, 20 metri: seguire una zona facile che va verso la parete e poi va a destra, fin sotto la partenza del tiro successivo, sosta su un solo fix. Eventualmente concatenabile con la terza lunghezza, ma attenzione agli attriti.
  • Lunghezza 3, 6a+, 30 metri: su per muro dritto e poi leggermente a destra, per poi uscire a sinistra su rampa inclinata che porta alla sosta.
  • Lunghezza 4, 6b, 50 metri: salire delicatamente a raggiungere una vaga lama a sinistra, che si segue. Si va poi verso destra, e si continua per placche più compatte, per arrivare ad una cengia dove si trova la ferrata Che Guevara, dove si sosta.
  • Lunghezza 5, 5b, 50 metri: su per bella placconata con appigli, leggermente a sinistra e poi verso destra, arrivando ad una cengia con alberi.
  • Lunghezza 6, 6b, 6c un breve tratto, 40 metri: si prosegue per l’evidente diedro slavato sopra la sosta, che circa a metà presenta il passo delicato più difficile della via, azzerabile. Si sosta al termine del diedro, a destra.
  • Lunghezza 7, 6b, 30 metri: si sale delicatamente sopra la sosta e si traversa a sinistra, tramite una fessura orizzontale. Si raggiunge una fessura verticale che si segue. La sosta è nei pressi della grande cengia che taglia la parete.
  • Lunghezza 8, I, 30 metri: si traversa a sinistra nel bosco, e poi si scende fino a quando si trova una zona con placca pulita.
  • Lunghezza 9, 6b, 30 metri: su per bel muro, si raggiunge una spaccatura a dx, la si segue e poi si piega verso dx, arrivando alla sosta.
  • Lunghezza 10, 6a+, 30 metri: si continua per muro delicato e verticale, per poi uscire a destra a cengia con alberi, dove si trova la sosta sul bordo destro. Libro di via, ma non è possibile scriverci perché completo.
  • Lunghezza 11, 6a+, tratto 6b, 35 metri: salire su roccia lavorata verso uno strapiombo ammanigliato che si supera. Si passa un muretto verticale liscio e poi si traversa leggermente a dx. Ora si sale più facilmente e poi si va a sinistra, arrivando alla base di un diedro svasato. Lo si sale direttamente e si arriva alla sosta.
  • Lunghezza 12, 5a, 30 metri: su per diedro sporco (attenzione, roccia delicata), fino ad uscirne a destra alla sosta.
  • Lunghezza 13, 5b, 30 metri: continuare per bella placca fino ad uscire su cengia, dove si trova la sosta a sinistra, poco sotto la sommità.
  • Note: via molto bella e di un certo impegno, nonostante sia ben chiodata a fix. I passaggi sono spesso delicati e su roccia slavata. La linea è molto ben curata; segue i punti deboli di quella porzione di parete. Consigliabile.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 24 marzo 2018 con Ivan Camuno Moscardi e Luca Carnelli.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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