Sasso di Sengg (m.1900m) - via Imelde

Sasso di Sengg (m.1900m) - via Imelde

Dettagli

  • Accesso stradale: due possibilità:
    1. si prende la superstrada che va da Lecco a Colico e si esce seguendo le indicazioni per Varenna. Si continua sulla vecchia strada che costeggia il lago, fino a Varenna, dove a destra si svolta per Esino Lario-Passo del Cainallo. Si continua lungamente, evitando una svolta a sinistra per la Valsassina (da dove è possibile raggiungere lo stesso punto). La strada termina in un grosso sterrato, dove si parcheggia. Attenzione, il parcheggio è a pagamento dal 2013. Poco prima di arrivarci, fermarsi all’albergo-ristorante Cainallo, sulla sinistra, e pagare il biglietto (macchinetta automatica, pagamento solo in monete);
    2. si prende la superstrada che va da Lecco a Colico e si esce seguendo le indicazioni per Mandello del Lario. Si continua sulla vecchia strada che costeggia il lago e poi si entra nel paese, fino a trovare una svolta a destra per il paese di Rongio. Fare attenzione ai bivi e seguire sempre per Rongio, quindi, arrivati al paese, si parcheggia prima della fine della strada, ampio parcheggio sulla destra.
  • Avvicinamento: due possibilità:
    1. dal parcheggio del Cainallo seguire il sentiero per il rifugio Bietti, che con qualche saliscendi passa per la Porta di Prada (bellissimo arco naturale) ed arriva poi in piano al rifugio (1h15). Dalla terrazza del rifugio si prende il sentiero per la Bocchetta di Val Cassina-Rifugio Elisa. La Bocchetta si raggiunge per sentiero in piano e poi ripido con alcune catene (circa 0h30, neve fino a primavera inoltrata, ma di solito evitabile a zone per prati). Dalla Bocchetta scendere a sinistra nel Canale di Val Cassina, per traccia ripida con catene e roccette, fino al suo sbocco (a zone ripido e con possibilità di trovare neve; informarsi sulle condizioni. Potrebbero risultare utili dei ramponcini da usare sulle pedule). Dallo sbocco del canale seguire un sentiero che piega a sinistra (faccia a valle) (è il sentiero che va al rifugio Elisa). Poco dopo cominciare a salire verso la parete del Sasso di Sengg, in obliquo verso destra, tra i prati, fino a raggiungere un canaletto roccioso. Seguirlo e poi deviare a destra per passare in traverso sotto un avancorpo. Contornare poi l'avancorpo alla sua destra, puntando dritto alla parete (3h00)
    2. in alternativa è possibile arrivare comodamente alla parete dal rifugio Elisa (0h30/0h45), raggiungibile dalla località Rongio, vicina a Mandello del Lario (circa 2h30). E' anche possibile arrivare direttamente alla parete evitando il rifugio Elisa: salendo si lascia il sentiero per il rifugio e si seguono direttamente le indicazioni per il canale di Val Cassina, ripido e non agevole, fino ad un punto dove si traversa a destra seguendo dei bolli blu, lasciando perdere il canale che sale. Si arriva nei pressi di una baita diroccata, nei pressi della quale è possibile lasciare gli zaini. Si va a destra, verso il Rifugio Elisa, ma quasi subito si sale come al punto precedente, per raggiungere la parete a destra dell’avancorpo. (3h30)
  • Attacco: si trova tra il prato ripido che sale fin sopra l'avancorpo, a sinistra, e un vago spigolo che delimita la parete, a destra. Ancora più a destra la parete rientra in un altro anfiteatro, dove sale per esempio la via Ginsengg. 
    Circa in centro alla parete, a destra dell'avancorpo, si notano un diedro erboso e alla sua sinistra un altro diedro dove attacca la via, la cui faccia di destra è costituita da una placca erbosa; sulla faccia di sinistra si trova un chiodo a circa due metri da terra.
  • Discesa: traversare la crestina verso sinistra, arrivando ad un colletto. Salire per roccette friabili (facile) ad una cengia sotto la parete che si ha di fronte. Si segue una traccia verso sinistra, che contorna la parete, che poi si esaurisce. Scendere ora direttamente per prato ripido, fino ad individuare una traccia visibile più in basso a destra. Non prendere una traccia che sale, ma traversare e poi salire verso la bocchetta di Val Cassina. Dalla Bocchetta procedere a ritroso secondo l’avvicinamento fatto.
    Per tornare al parcheggio del Cainallo tempo necessario circa 1h30.
  • Difficoltà: VII- max. Proteggibilità: R3.
  • Sviluppo: circa 275 metri.
  • Attrezzatura: 12-14 rinvii, serie di friend fino al numero 3 BD, serie di nut, martello e qualche chiodo. Soste genericamente su clessidre, chiodi o assenti, comunque spesso da rinforzare. Nei tiri qualche raro chiodo e qualche vecchio cordone in clessidra.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare, mediamente di ottima qualità, con qualche breve zona dove prestare attenzione. Presenza di zone con erba, che disturbano poco l’arrampicata.
  • Periodo consigliato: primavera (ma fare attenzione alle condizioni del canale di Val Cassina, dove si potrebbe trovare neve), e autunno. In estate solo in caso di giornate non calde. Attenzione ai periodi di pioggia: la parete può risultare bagnata, a causa delle tante zone con erba. I pendii erbosi di salita e discesa, se bagnati, risultano pericolosi.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: Benigno Balatti e Giovanna Cavalli, 9 novembre 1996.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Buzzoni P., Spandri A., Carì G., Calcare d’autore, 2007

    • Cisana M., Nel giardino di pietra, Edizioni Idea Montagna

  • Relazione
  • Lunghezza 1, V, 35 metri: salire la placca sulla faccia destra del diedro, cercando i punti deboli. Si arriva sotto un tettino, sopra il quale si trova una clessidra cordonata. Traversare sotto il tettino, oltrepassare un diedro (dove probabilmente sale la via originale) e arrivare delicatamente a sinistra ad una cengetta, dove occorre organizzare una sosta. Noi abbiamo usato una clessidra poco visibile e abbiamo piantato un chiodo, poi rimosso.
  • Lunghezza 2, V+, 45 metri: salire per muretto poco proteggibile, fino a raggiungere una zona meno compatta. Si punta a salire verso destra ad un chiodo (possibile sosta da rinforzare raggiungibile dal tiro precedente). Si sale abbastanza vicini allo spigolo di destra, fino ad una grossa clessidra con cordone, dove si sosta.
  • Lunghezza 3, V+, 50 metri: salire dritti per muro entusiasmante con buchi (da sotto sembra molto più difficile del vero), fino ad uscire su un terrazzo erboso. Si fa sosta su alberello a sinistra.
  • Lunghezza 4, VI, 40 metri: salire fin sopra un masso alla base della parete successiva, e da lì salire per una fessura-spaccatura obliqua verso destra. Al suo termine si arriva sullo spigolo di destra e si entra in un diedro, da salire fino alla sosta a sinistra al termine del diedro, su chiodo da rinforzare con clessidra.
  • Lunghezza 5, V, 50 metri: salire a sinistra e poi cercare i punti deboli tra i saltini sovrastanti, sempre non lontani dallo spigolo di destra. Si arriva ad un pendio erboso, da attraversare verso destra fino alla parete successiva, dove si trova la sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 6, VII-, 40 metri: salire per muro fino ad arrivare ad un diedro strapiombante, da seguire fino al suo termine. Sosta su un chiodo, da rinforzare.
  • Lunghezza 7, V, 15 metri: salire per blocchi fino alla cengia sovrastante. Si traversa a sinistra, si sale un diedrino e si sbuca sulla crestina sommitale del torrione. Sosta su spuntone.
  • Note: via decisamente alpinistica, in ambiente molto selvaggio. Poche le protezioni in parete, occorre individuare la linea corretta di salita e proteggersi, qualche volta anche con chiodi se si vuole salire con tranquillità. Comunque sul percorso si trovano parecchie clessidre da sfruttare.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 1° settembre 2019 con Alessandro Pelo Pelanda.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.