Gruppo del Sassolungo, Prima Torre del Sassopiatto (m.2691), parete nord-est - via Soldà
Dettagli
- Accesso stradale: da Santa Cristina di Valgardena si sale in macchina fino a Monte Pana, dove si parcheggia, parcheggio a pagamento.
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Avvicinamento:
raggiungere il Rifugio Vicenza al Sassolungo.
E' possibile arrivarci dalla località Monte Pana, salendo verso il Mont de Seura m.2042, possibile con funivia (aperta dalle 8,30). Dall'arrivo della funivia seguire il sentiero che va verso destra per il Rifugio.
E' anche possibile partire dal Passo Sella, seguire il sentiero per il Rifugio Comici e poi per il Rifugio Vicenza.
Dal Rifugio Vicenza seguire il sentiero per la ferrata O. Schuster, da lasciare poco dopo in prossimità di un ometto che indica di traversare su ghiaioni all'altezza dell'attacco della via.
Dal rifugio circa 0h15.
- Attacco: circa al centro della parete si vede una grande zona gialla. Alla sua base, a sinistra, si trova una fascia di roccette grigie. Ancora più a sinistra le rocce grigie formano un piccolo avancorpo più pronunciato, dove parte la via. Subito più a sinistra si trova una concavità alla cui base c'è un ometto. L'attacco si trova sotto la verticale di una nicchia gialla posizionata all'estremità superiore sinistra dei gialli.
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Discesa:
indicazioni in direzione di marcia.
Dall'uscita della via andare verso sinistra per una decina di metri, sul crestone sud-est discendente, fino ad un ometto alla cui destra si vede, su un muretto, la prima sosta di calata:- doppia di 25 metri fino ad entrare nel canale dietro la parete;
- scendere il canale detritico verso valle, fino a quando si sdoppia. Scendere ora nel canale più piccolo di destra, erboso. Continuare in questo canale, fino a quando arriva ad un tratto più adagiato che permette di andare a sinistra e rientrare nel canale principale. Sopra un sasso incastrato si trova, a sinistra, un altro ancoraggio di calata;
- doppia di 55 metri fino al successivo ancoraggio di calata, a sinistra;
- doppia da 25 metri, oppure da 50 metri evitando una zona terrosa, fino ad un tratto di canale più adagiato e detritico;
- si scende verso dei grossi massi incastrati e si va verso quello di sinistra. Dove si stringe verso la parete si trova una sosta di calata;
- doppia di 55 metri completamente nel vuoto, fino allo sbocco del canale;
- scendere l’ultimo tratto detritico ripido e traversare appena possibile verso destra, a prendere il sentiero che scende al Rifugio Vicenza;
- seguire il sentiero e procedere a ritroso come per l’avvicinamento di andata.
- Difficoltà: VI max. Proteggibilità: R3. Attenzione: !!
- Sviluppo: circa 550 metri fino in vetta.
- Attrezzatura: serie di friend fino al n°4 BD, serie di nut, martello e qualche chiodo. Soste attrezzate genericamente su chiodi, non sempre solide. Lungo i tiri pochi chiodi, in alcuni casi assenti.
- Esposizione: nord-est.
- Tipo di roccia: dolomia, di qualità spesso buona, con qualche tratto giallo più friabile.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 6h00.
- Primi salitori: Gino Soldà, Franco Bertoldi, 23-24/07/1936.
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Riferimenti bibliografici:
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Rabanser I., Vie e vicende in Dolomiti, Edizioni Versante Sud
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Varie pubblicazioni e informazioni nel web
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- Relazione
- Lunghezza 1, V+, 50 metri: salire sull'avancorpo grigio, che diventa presto verticale, quindi in traverso leggermente ascendente verso sinistra (clessidra da attrezzare e poco dopo chiodo). Si sale ancora, tendenzialmente verso sinistra, fino ad arrivare ad una zona più ammanigliata. Da lì puntare a due chiodi con cordino in alto (segno di una ritirata). Si sale poi ancora verso destra alla sosta in una nicchia, su tre chiodi di cui uno nuovo. Tiro molto psicologico e da individuare.
- Lunghezza 2, VI-, 25 metri: traversare a sinistra e salire alla destra rispetto alla verticale del cordone su chiodo visibile più in alto. Si raggiunge una lama e si traversa verso il cordone. Ora salire dritto e poi traversare verso destra su rocce più facili, oltrepassando un vago spigolo, fino alla sosta su clessidra e chiodo.
- Lunghezza 3, V+, 40 metri: salire un muretto e poi superare un tettino sulla sinistra (chiodo visibile), per poi proseguire salendo in obliquo verso destra e poi dritto, arrivando alla sosta in una zona facile. Presente solo un chiodo di sosta.
- Lunghezza 4, IV+, 35 metri: traversare a destra della sosta ad una zona più articolata, quindi salire cercando i punti deboli. Non andare verso un evidente diedro a sinistra, ma stare alla sua destra. Qualche metro sopra l'altezza della fine del diedro, si raggiunge la sosta su tre chiodi.
- Lunghezza 5, max IV, 55 metri: salire un po' a destra, cercando il facile, fino ad una zona adagiata. Salire un po' più a sinistra un muretto e arrivare a sostare alla base di una evidente fessura gialla. Sosta su clessidre.
- Lunghezza 6, VI, 25 metri: su per il camino-fessura, con roccia delicata ma a grosse prese (da verificare). In centro la fessura si stringe e poi diventa più facile. Si continua fino ad un buon ripiano dove si trova una nicchia, sotto il proseguimento della fessura. Sosta su clessidre.
- Lunghezza 7, IV+, 35 metri: traversare a sinistra, per poi salire dritto e quindi traversare a destra seguendo una grossa fessura-lama dove è facile. Sosta su clessidre, sopra al termine della fessura, in una grossa nicchia.
- Lunghezza 8, max V, 30 metri: traversare a destra e dopo una nicchia salire un muretto che si trova a sinistra di un camino. Continuare più facilmente per roccette, traversare a destra e salire un breve muretto, per arrivare di nuovo sul facile. Traversare a sinistra su cengia, fino ad un chiodo da accoppiare ad una clessidra piatta per organizzare la sosta.
- Lunghezza 9, V+, 25 metri: salire verso sinistra, sul giallo, per poi piegare a sinistra sul facile. Salire un diedro e al suo termine sostare su grossa clessidra.
- Lunghezza 10, IV, 25 metri: su per roccette facili, cercando i punti deboli, fino ad un ripiano dove si sosta su grossa clessidra.
- Lunghezza 11, V, 55 metri: traversare a destra e salire un evidente camino giallo friabile. Al suo termine andare a destra e poi salire ad un ripiano dove si sosta su chiodo, da rinforzare. A sinistra altro chiodo con anello rotto.
- Lunghezza 12, IV, poi III e II, circa 150 metri: si sale un primo muretto di IV, e poi si continua lungamente sul pendio finale con roccette molto lavorate, fino ad arrivare al praticello sommitale, poco sotto la cima vera e propria. Sosta da organizzare su spuntone.
- Note: via da non sottovalutare, soprattutto nei primi due tiri. Ambiente molto bello ed esaltante, a due passi dal Rifugio Vicenza.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori e Alessandro Ceriani, da una ripetizione del 18 agosto 2019.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.