Sassolungo (m.3181), Parete nord-est - via Manuel Moroder con Uscita Pichl
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere il Passo Sella (Trentino Alto Adige), e parcheggiare al rifugio Sella (parcheggio a pagamento in orario diurno), altrimenti lungo la strada, dove consentito.
- Avvicinamento: dal rifugio Sella prendere il sentiero che passa nella "Città dei sassi" e porta al rifugio Comici (guardando la parete nord-est del Sassolungo, la direzione è a destra). Arrivati al rifugio Comici, scendere per grossa sterrata arrivando ad un cancelletto in legno. Dopo questo, individuare una traccia che sale verso il Sassolungo e obliqua verso destra. Ci si dirige verso l'evidente Pilastro Nord. (1h00)
- Attacco: in corrispondenza di due nicchie, di cui quella di sinistra si trova sotto il diedro del primo tiro. Nessun cordino od ometto presente.
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Discesa:
difficoltà in arrampicata, in salita e discesa, fino al III, con frequenti possibilità di scendere in corda doppia.
Indicazioni in direzione di marcia:- dalla cima principale, guardando dalla parte opposta a quella di arrivo, leggermente a destra, si nota bene, più in basso, il bivacco verde posto sotto la Torre Rossa, che dovrà essere raggiunto;
- tornare indietro qualche metro e scendere sul lato sud-ovest (destra dalla direzione di arrivo dalla via), per roccette facili, arrivando ad una depressione. Si sale sul lato opposto, verso una cima minore che presenta un ometto;
- non arrivare in cima ad essa, ma seguire delle tracce che poi scendono ad un’altra forcella e salgono all’anticima sud, contrassegnata da una croce di legno;
- continuare seguendo tracce, evitando la cresta quando possibile, di solito stando sul lato destro, fino ad arrivare nei pressi di una cima con ometto;
- si scende sul lato sinistro di questa torre, con tratto delicato (noi ci siamo assicurati ad uno spuntone), fino ad arrivare ad un grosso spuntone dove abbiamo sostato;
- proseguire verso la Torre Rossa, dove si vede un gancio di metallo per sicura. Dopo uno spigolo si trova un fittone resinato, dal quale scendere alla sosta con catena, visibile poco sotto (tratto delicato);
- fare una doppia di 25 metri fino al bivacco quasi sotto;
- dal bivacco scendere per evidenti tracce sulla parete sotto di esso (SW), per roccette facili, seguendo il percorso evidentemente segnato dai passaggi. Arrivare ad una forcella sotto una torre (Forcella della Finestra);
- scendere per la parete di destra, con arrampicata o in doppia grazie ad un fittone resinato a destra sulla forcella (circa 25 metri, III), si arriva ad un anello di calata;
- scendere ancora per la parete, con arrampicata o in doppia (circa 25 metri, III), si arriva ad una zona più facile;
- scendere ancora (possibile altra doppia), fino ad una zona più ripida, dove si trova un anello di calata. Si scende fino a rocce più facili (25 metri, III);
- si continua su roccette, fino ad arrivare alla base della parete, dove si trova un ghiaione (II);
- si traversa a sinistra su traccia in ghiaione, per risalire ad una forcella (Forcella Doppia);
- si scende nel canale roccioso finale, arrampicando o facendo delle doppie dai numerosi anelli presenti;
- si sta sempre nel canaletto roccioso di destra, evitando di entrare nel grosso canale di sinistra, spesso con neve, e poi si sta sulla vaga crestina che segue, fino ad arrivare alla base, su pendio ghiaioso. In un tratto sono presenti dei gradini metallici;
- si scende per il pendio, arrivando ad una grossa sella, alla base del ghiacciaio del Sassolungo;
- proseguire dritto. Si sale il pendio opposto terroso per vaghe tracce, che poi portano ad un lungo traverso, con qualche tratto delicato in arrampicata;
- si continua cercando tracce di passaggio e seguendo qualche ometto, fino alla base di un caminetto;
- salire il caminetto, per poi traversare a destra ad una sosta di calata;
- fare una calata di circa 20 metri, ad una sosta visibile più sotto, leggermente a sinistra;
- fare una calata da 25 metri, spostandosi a sinistra, fino a sostare su un cavo di un tratto attrezzato;
- seguire il cavo, che sale ad un intaglio;
- scendere per roccette, fino a raggiungere la Cengia dei Fassani;
- seguire le tracce, camminando e spesso con tratti di arrampicata in discesa, fino ad un punto dove le tracce si esauriscono di fronte ad un grosso ometto. Su un roccione si trova un evidente fittone resinato;
- fare una doppia da 25 metri, in obliquo verso sinistra. Si trova un anello di calata da cui poter scendere, con un’altra breve doppia, oppure arrivare ad un terrazzino al termine delle corde (attenzione) e poi scendere arrampicando alla cengia poco sotto. In alternativa fare la doppia iniziale con due corde;
- continuare per cengia verso sinistra, e poi in discesa con passi in arrampicata;
- tratti di sentiero si alternano a tratti in arrampicata in discesa, con qualche possibilità di doppia nei tratti più esposti (per esempio da un grosso masso incastrato con cordone, sopra uno strapiombo);
- si arriva alla base di un breve camino difficile, che si evita sulla destra per tracce su paretina. Si ritorna a monte del camino e si raggiunge poco dopo il sentiero che sale al Rifugio Demetz;
- raggiungere il rifugio, e per sentiero evidente scendere sul lato opposto, fino a raggiungere il parcheggio poco sotto il Passo Sella.
- Difficoltà: VI. Proteggibilità: R3 (sostenuto a tratti).
- Sviluppo: circa 715 metri per la via Moroder, 800 metri per la Pichl (fino alla cresta sommitale, di cui gli ultimi 200 m sul facile risalto finale).
- Attrezzatura: serie di friend fino al 4 BD. Martello e qualche chiodo (utili universali). Soste attrezzate con un fix con anello o clessidre; sulla via Pichl soste su chiodi o da attrezzare. Nei tiri qualche raro chiodo e qualche cordone.
- Esposizione: nord-est.
- Tipo di roccia: dolomia di qualità da media a buona.
- Periodo consigliato: estate, autunno. Parete al sole la mattina in estate.
- Tempo salita: 12h00/15h00, preventivare un possibile bivacco in parete, se non si raggiunge il Bivacco del Sassolungo.
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Primi salitori:
- Via Manuel Moroder: Ivo Rabanser, Heinz Grill, Franz Heiss, Klaus Oppermann, 2013.
- Via Pichl: Eduard Pichl, Rolf Waizer, 1918.
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Riferimenti bibliografici:
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Per la via Manuel Moroder: http://www.arrampicata-arco.com/via-manuel-moroder.html
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Per la via Pichl: Rabanser I, Sassolungo. Dolomiti fra Gardena e Fassa, Collana CAI-TCI Guida dei Monti d’Italia
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- Relazione
- Lunghezza 1, V+, 35 metri: salire il muretto a destra del diedro, quindi traversare ad esso. Superare uno strapiombino delicato e continuare fino ad un caminetto, dopo il quale si trova la sosta su un fix con anello.
- Lunghezza 2, V+, 50 metri: su per muro delicato molto erboso, fino ad un camino-diedro a sinistra. Salirlo e poi stare sulla sua parete di destra, per poi tornare a sinistra; al suo termine sostare a sinistra su un fix con anello.
- Lunghezza 3, VI-, 30 metri: traversare a sinistra, per poi salire sopra un grosso spuntone. Si traversa ancora a sinistra e si sale uno strapiombino, per poi traversare delicatamente a sinistra e salire alla sosta, leggermente a sinistra.
- Lunghezza 4, IV+, 40 metri: traversare a sinistra, a raggiungere una spaccatura, da seguire verticalmente. Continuare e salire verso sinistra, fino alla sosta su fix con anello.
- Lunghezza 5, IV, 50 metri: salire per placconata, circa verticalmente e seguendo i punti deboli, sosta su fix con anello.
- Lunghezza 6, III, 55 metri: continuare per placca adagiata, sosta su fix con anello.
- Lunghezza 7, V-, 50 metri: ancora placca, poi raggiungere una evidente fessura in un muro verticale. Seguirla e poi salire in obliquo a destra, sosta su fix con anello.
- Lunghezza 8, V, 50 metri: si sale su muro facile, fino ad un muro più difficile. Si traversa a destra e poi si sale seguendo i punti deboli, sosta su fix con anello, rinforzabile con clessidra più in basso.
- Lunghezza 9, VI, 45 metri: salire a destra della sosta, per muro verticale. Raggiungere una clessidra con cordone ed una seconda clessidra con cordino. Ora andare a sinistra ad una zona più ammanigliata e raggiungere un chiodo poco sopra. Andare verso una clessidra con cordone in alto a destra, quindi traversare a sinistra. Salire ad una piccola nicchia, traversare a destra e salire verticalmente, fino ad una nicchia a sinistra, dove si trova la sosta su fix con anello.
- Lunghezza 10, IV+, 50 metri: salire, poi andare a sinistra ad evitare uno grosso strapiombo, quindi salirci sopra traversando in obliquo a destra sopra di esso. Al termine del traverso salire alla sosta su due clessidre con cordone.
- Lunghezza 11, III, 50 metri: salire per placconata abbattuta, rinviare una clessidra cordonata e continuare fino ad un’altra clessidra cordonata dove sostare.
- Lunghezza 12, III+, 60 metri: continuare per placconata abbattuta, rinviare una clessidra cordonata e continuare cercando i punti deboli, fino ad un pilastro da salire in parte. Sosta su due clessidre con cordone.
- Lunghezza 13, IV, 45 metri: salire verticalmente puntando ad un punto debole in una fascia strapiombante. Dopo qualche metro si sosta su clessidra con cordone.
- Lunghezza 14, IV+, 45 metri: salire verticalmente, superare una fascia aggettante e poi sostare su clessidra con cordino.
- Lunghezza 15, IV+, 60 metri: salire e doppiare uno spigoletto a sinistra, per entrare nell’anfiteatro sotto i grandi strapiombi del Pilastro Nord. Si sale in obliquo verso sinistra, fino ad un muro dove si organizza una sosta.
- La Manuel Moroder sale a destra, raggiungendo in alto una fessura a destra di uno strapiombo. Per la Pichl invece:
- Lunghezza 16, IV, 40 metri: salire in un canaletto che costeggia il muro di sinistra, quindi appena possibile superarlo e raggiungere la rampa superiore. Proseguire fino ad entrare nel canale che si trova tra il Pilastro Nord ed il Campanile Nord. Si continua facilmente, fino ad una evidente piazzola, dove si trova la sosta su due chiodi.
- Lunghezza 17, IV, 50 metri: continuare per grande diedro, sfruttando la parete di destra. Sosta su un chiodo, da rinforzare.
- Lunghezza 18, III, 80 metri: traversare verso destra, con un passaggino delicato entrare nel canale parallelo, più facile, e salire lungamente, per poi attrezzare una sosta. 80 metri, possibile fermarsi prima.
- Lunghezza 19, IV, 30 metri: evitare uno strapiombo sulla destra, poi continuare per roccette fino ad una forcella che divide il Pilastro Nord dal Campanile Nord (Forcella Pichl). Salire per roccette a sinistra, verso uno spigolone, fino ad un terrazzino dove si sosta su un chiodo, da rinforzare.
- Lunghezza 20, IV+, 50 metri: salire per lo spigolone, andando progressivamente verso sinistra. Si trova un chiodo, e poi un chiodo al termine dello spigolone. Ora traversare a sinistra lungamente, esposto, fino ad arrivare sotto la direttiva di un lungo camino, che si vede solo all’ultimo momento. Salire e sostare alla sua base, su due chiodi.
- Lunghezza 21, V-, 45 metri: salire il camino, per poi sostare su due chiodi dopo l'uscita.
- Lunghezza 22, V, 40 metri: salire verso il camino successivo, prima per spaccatura con roccia un po' friabile. Alla base del camino si trova un chiodo, ed un altro nascosto. Proseguire nel camino, per poi sostare dopo la strozzatura, su due chiodi.
- Lunghezza 23, V-, 45 metri: continuare per camino, un po' più facile, fino ad uscire ad una cengia, dove a sinistra si sosta su spuntone.
- Lunghezza 24, V-, 45 metri: traversare a sinistra, fino ad una spaccatura che sale verso un camino ed una grossa nicchia in alto. All’inizio il camino può essere evitato sulla parete di sinistra. Salire il camino, per poi sostare su due chiodi nella nicchia.
- Lunghezza 25, IV+, 30 metri: salire nel camino-diedro a sinistra della nicchia, continuare fino ad arrivare ad una forcella, dove si organizza una sosta su massi.
- Lunghezza 26, III, 45 metri: proseguire su roccette facili, scendendo qualche metro e poi salendo alla sinistra di un piccolo ed evidente pinnacolo. Si arriva ad un grosso spuntone con cordone, si passa nella strettoia che forma con la parete e si sosta.
- Lunghezza 27, II, III, 15 metri: scendere arrampicando nel canaletto sotto lo spuntone, oppure organizzare una doppia. Si arriva al termine della paretina, dove si può organizzare una sosta.
- Lunghezza 28, V-, 55 metri: nON scendere nel canale che si vede a sinistra (faccia valle), e NON salire a destra per una placconata che arriva ad una selletta (sulla placconata un cordino in clessidra e sul colletto una sosta di calata). Traversare invece verso sinistra, al di sopra del canale, cercando i punti deboli, puntando ad un piccolo intaglio in una cresta (è l’intaglio più basso a sinistra). Sulla punta sinistra dell’intaglio è visibile (non bene) un ometto. Salire all’intaglio e poi scendere facilmente sul lato opposto, andando ad attrezzare una sosta dopo una cengia, alla base di un colatoio.
- Lunghezza 29, III max, 200 metri: salire nel colatoio, per poi puntare alla cresta sommitale, cercando i punti deboli della parete. Dopo un tratto iniziale in un canale ghiaioso e pericoloso, siamo saliti cercando il facile tra le rocce, fino ad arrivare a pochi metri da una cima minore della cresta, segnata da un palo di legno.
- Continuare sulla cresta sommitale, verso sinistra, evitandola in alcune zone sul lato destro, fino ad arrivare sulla cima principale, segnata da un altro palo di legno e da una targa (II, 200 metri)
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Note:
l’intenzione era di salire tutta la via Manuel Moroder, ma siamo stati troppo lenti, per cui abbiamo ripiegato sulla Pichl. La combinazione è di tutto rispetto, impegnativa e in ambiente grandioso. Non conoscendo l’uscita, ci siamo persi e abbiamo dovuto organizzare un bivacco di fortuna. Tenere conto che raggiungere il bivacco sotto la cima del Sassolungo prevede un grande sviluppo, su terreno non difficile ma da non sottovalutare.
La via è da considerare molto impegnativa, poco chiodata e alcune volte di non semplice individuazione.
Anche la Pich, nonostante sia ben più datata, prevede delle lunghezze in camini impegnativi.
Grazie al mio socio di cordata Alessandro, che ha gestito alcuni tiri particolarmente ostici. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una salita del 9 agosto 2020 con Alessandro Ceriani.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.