Val Febbraro (m.1700) - Cascata di Borghetto

Val Febbraro (m.1700) - Cascata di Borghetto

Dettagli

  • Accesso stradale: da Chiavenna risalire la Val San Giacomo (Valle Spluga). All’uscita dal paese di Isola, imboccare
    la strada per la Val Febbraro, e poi salire una strada ripida a sinistra, fino a parcheggiare nei pressi di una strada forestale che sale a sinistra. In caso di strada in cattive condizioni, non salire la strada ripida ma parcheggiare poco prima del paese (parcheggio).
  • Avvicinamento: salire la strada forestale che va a sinistra, e seguirla lungamente incontrando alcuni gruppi di case (cartello à Raseri). Più avanti si trova anche un cartello indicatore per la Cascata della Val Febbraro.
    In alcuni punti è possibile "tagliare" i tornanti per abbreviare lo sviluppo. Arrivati ad un punto dove la strada sale a sinistra con un ampio tornante, proseguire invece dritto per la Val Febbraro (sentiero), e continuare in falso piano per un lungo tratto, fino ad arrivare sotto la direttiva delle cascate di destra (sinistra idrografica). La prima cascata che si trova è la Prima cascata di destra di Borghetto. Continuando si trovano due flussi ghiacciati, con la partenza in comune. Quello di destra è della Seconda cascata di destra di Borghetto, mentre quello a sinistra, più grosso ed evidente è la Cascata di Borghetto. Andare verso la cascata, quasi in piano, nel bosco.
    Nel caso si sia partiti a piedi dal parcheggio, salire la strada ripida e poco dopo svoltare a sinistra, seguendo il cartello che indica per la Cascata di Borghetto. (1h00, a seconda delle condizioni della neve)
  • Attacco: sulla destra, ma possibile anche in altri punti.
  • Discesa: Indicazioni faccia a monte:
    • si sale a sinistra nel bosco, per poi attraversare verso sinistra per circa 30 metri. Si deve individuare un albero con cordone;
    • doppia da 55 metri, prima verticale e poi verso destra, fino ad un albero con cordone. Attenzione ad una zona di rocce friabili;
    • doppia di circa 50 metri fino alla grande cengia nevosa che taglia la cascata;
    • con attenzione scendere e poi andare verso destra, fino all’albero cordonato di L1;
    • doppia di 50 metri alla base della cascata.
  • Difficoltà: 4/II.
  • Sviluppo: circa 200 metri.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Egidio, Luciano, Pio Guanella, 1982.
  • Riferimenti bibliografici: Sertori M., Cascate, Alpi Centrali-Lombardia e Svizzera, Blu Edizioni.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 70°-80°, 55 metri: salire per muretto, fino ad un breve zona abbattuta. Si evita una prua stando a sinistra, per salire un altro breve muretto, che porta ad un facile pendio nevoso. Lo si sale puntando ad un grosso albero con cordone sulla destra, dove sostare.
  • Lunghezza 2, neve 40° e gobbe facili, 55 metri: traversare a sinistra su grande pendio nevoso, per poi salire verso la base destra del salto verticale della cascata, superando delle facili gobbe. Si sosta su ghiaccio.
  • Lunghezza 3, 85°-90°, 55 metri: attaccare il muro, prima più facilmente e poi per uno dei diedri della parte superiore. Si esce a destra, vicino alle rocce, dove un paio di saltini più facili portano ad un terrazzo, dove di trova una sosta su chiodo e alberello, con cordoni.
  • Lunghezza 4, 80°, poi neve abbattuta, 50 metri: salire il breve salto finale, che conduce al pianoro nevoso al termine della cascata. Andare verso sinistra, fino ad un albero su cui sostare, nel bosco.
  • Note: la cascata si presta ad essere salita in vari punti: sono stati relazionati i tiri come saliti da noi. La cascata presentava un forte flusso d’acqua centrale, con diversi buchi evidenti. Siamo stati a destra, dove il ghiaccio era più sicuro. Nel tiro centrale la qualità del ghiaccio non era ottimale.
    Bella cascata, in cui il salto centrale costituisce la parte più difficile.
    Attenzione alla discesa, sui pendii ripidi iniziali, che possono essere pericolosi in caso di neve non assestata.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una salita con Olindo Fioretto il 5 febbraio 2021.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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