Val Sangone, Rocca Parei (m.1500) - via Bonino-Rolando, via Michelin-Battù, via Andruetto-Rolando
Dettagli
- Accesso stradale: da Torino raggiungere il paese di Giaveno e seguire le indicazioni per Aquila seguendo una strada che sale ripidamente per circa 8 km. Poco prima dell'Alpe Colombino (riferimento utile per impostare il navigatore) fermarsi in corrispondenza di un gruppo di villette e di un netto tornate verso dx. Cartello "Rocca Parey" del CAI di Giaveno. Parcheggiare a bordo strada.
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Avvicinamento:
imboccare il sentiero a fianco del cartello, seguendo una traccia inizialmente in discesa e che in seguito attraversa lungamente verso dx fino ad arrivare ad una piazzola panoramica attrezzata con tavola e panche di legno. Da qui la rocca è ben visibile.
Scendere sulla pietraia e seguire tracce di sentiero (ometti e segni arancioni) che portano ad attraversare e risalire la pietraia fino alla base di un grosso avancorpo: il Torrione Anna. (0h25) - Attacco: alla base del torrione attaccano svariate vie contraddistinte da targhette metalliche: individuare la targhetta "Bonino-Rolando".
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Discesa:
in corda doppia:
- tornare alla sosta 6 oppure, come abbiamo fatto noi, ad una sosta di qualche metro più a sx, viso a valle, a fianco di una grossa lama staccata;
- verso sx, sempre viso a valle, fino alla base del torrione (qui passano varie vie, come "Papillon", targhette con i nomi alla base torrione);
- all'attacco delle vie ci sarebbero due spit con due maglie rapide, ma temendo un difficile scorrimento delle corde abbiamo utilizzato un alberello. La calata è inizialmente su erba e boschetto, si supera poi un salto roccioso verticale e si arriva alla base do in boschetto.
Se non si lascia materiale alla base della via, è possibile scendere sul retro della Rocca (visibili tracce di sentiero) raggiungendo la strada. Soluzione non verificata. - Difficoltà: VII- (VI e A0).
- Sviluppo: 200 metri
- Attrezzatura: soste attrezzate con spit e anelli per calate, le vie sono completamente spittate. Utile, non indispensabile, qualche friend (varie misure).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: magnifico gneiss molto lavorato, con fessure e tacchette, e risalti verticali/strapiombanti di solito ben appigliati.
- Periodo consigliato: la parete è ben esposta al sole, la quota suggerisce comunque di prediligere le mezze stagioni.
- Tempo salita: 3h30.
- Primi salitori: A. Bonino, A. Rolando, 1972. F. Michelin, W. Battù, 1996. R. Andruetto, A. Rolando, 1972.
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Riferimenti bibliografici:
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Michelin F., Roccia d'autore, Tipolitografia Giuseppini, Edizione marzo 1998.
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Oviglia M., Michelin F., Passaggio a Nord Ovest, Edizioni Versante Sud, 2005
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- Relazione
- Difficoltà riprese dal primo riferimento bibliografico indicato.
- Via Bonino-Rolando
- Lunghezza 1, IV+: salire seguendo un'evidente fessura che parte appena a destra della targhetta metallica con il nome della via.
- Lunghezza 2, V: salire un primo tratto in placca e aggirare da dx un primo strapiombino, da sx un successivo strapiombino arrivando alla base di un fascia strapiombante che attraversa tutta la parete, e che si supera in un punto di debolezza .
- Lunghezza 3, V+: salire leggermente a dx (ignorare uno spit a sx) superando alcuni risalti fino alla base di un muro arancione, superando infine un ultimo strapiombino (uscita delicata) arrivando così in cima al Torrione Anna.
- Spostarsi qualche metro a sx e reperire una sosta da cui effettuare sul retro del torrione una calata di 20 metri, che deposita alla base di una placca su cui parte la via Michelin-Battù (targhetta metallica con nome della via e, ben visibili, spit colorati di blù).
- Via Michelin-Battù
- Lunghezza 4, V: salire per placca liscia fino a superare un muretto verticale (delicato). Segue una placca appoggiata e lavorata fno alla sosta.
- Lunghezza 5, V+: salire stando a dx degli spit, che si trovano in piena placca, mentre appena a dx si riesce a seguire una comoda fessura. Segue un tratto di rocce rotte, più semplice, che porta alla sosta, alla base di una liscia placca.
- Lunghezza 6, VI+, V+, VII-: si sale un primo tratto di placca impegnativo (spit, spit con cordone) sino a prendere una fessurina che sale in obliquo a dx. Si rientra poi a sx su un tratto più semplice fino ad arrivare ad una cengia alla base di una placca compatta con tre spit. Attaccare un po' a dx (fessurina) rientrando a sx al secondo spit. Passo impegnativo per arrivare al terzo e di qui "lanciare" al bordo della cengia su cui si trova la sosta. Tiro non semplice, obbligatorio sul 6a (la chiodatura permette di "aiutarsi" nei punti più ostici).
- Via Andruetto-Rolando
- Lunghezza 7, V+: seguire un'evidente lamone che sale verso dx, al suo termine a dx e poi in verticale (passo complicato, ben oltre il V+ indicato) fino ad andare a sostare su comoda cengia a sx dello spigolo finale (non andare a dx, dove è pure presente un'altra sosta). Visibili targhette con gli attacchi di altre vie.
- Lunghezza 8, V+: salire a dx per rocce lavorate (facile) fino a raggiungere a superare lo spigolo. Da qui in verticale, tornando nei pressi dello spigolo fino ad arrivare sulla cima della rocca. Nell'ultimo tratto evitare di stare esattamente sulla linea degli spit: più semplice e bello rimanere sullo spigolo.
- Note: bella combinazione di vie su roccia ottima in ambiente solitario. Magnifica vista sulla pianura dalla cima della Rocca.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una salita del 2 aprile 2023 con Alessio Guzzetti e Angelo Baldizzone.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.