Zucco di Pesciola (m.2092) - via Giovani Marmotte

Zucco di Pesciola (m.2092) - via Giovani Marmotte

Dettagli

  • Avvicinamento: da Barzio (Lecco) raggiungere i Piani di Bobbio: funivia (http://www.pianidibobbio.com, per periodi di apertura ed orari) o a piedi per strada sterrata (in questo caso calcolare 1h30). Da quì salire poi al rifugio Lecco (0h20).
    Dal rifugio inoltrarsi nel Vallone dei Camosci lungo la strada sterrata. Dopo qualche centinaio di metri prendere il sentiero che scende nel vallone sulla destra e risalirlo sull’altro versante, seguendo una traccia che punta al canalone che sale alla sinistra della seconda torre (contando da destra) e che la divide dalla terza. Da lì attraversare una cinquantina di metri verso destra fino ad un ometto, sino a vedere, almeno una decina di metri sopra, il primo fittone. La via corre più o meno lungo lo spigolo est della seconda torre.
  • Attacco: su una cengia a destra del colatoio tra seconda e terza torre.
  • Discesa: dopo aver percorso il secondo pezzo della cresta Ongania ed essere arrivati in cima, dalla Madonnina di vetta ci si dirige verso est, si scende per sentiero alla Bocchetta di Pesciola, da cui verso sinistra (nord) per ampio e ripido canale di sfasciumi, innevato fino a tarda primavera. Si torna nel Vallone dei Camosci e quindi, seguendo il sentiero, al rifugio Lecco (0h30 dalla cima). Da qui altri 20 minuti fino alla funivia e un’ulteriore ora se si sceglie di scendere al parcheggio a piedi.
    Altra soluzione non verificata: esistono delle relazioni online in cui viene proposta la calata dalle vie Summertime (si stacca sulla destra di Giovani Marmotte dal secondo tiro) o Accorgimento Meccanico (ancora più a destra, guardando la torre dal sentiero di avvicinamento). A mio modo di vedere, sconsigliata; alto rischio che le corde possano incastrarsi.
  • Difficoltà: V, V+. Terzo tiro con passaggio di VI-/VI se si rimane sulla destra.
  • Sviluppo: 110 metri, cui aggiungere il tratto di Cresta Ongaia
  • Attrezzatura: soste a fittoni resinati, tutte da collegare. In via fittoni resinati non sempre vicini, consigliati dadi e friend (da 0.5  a 2) per integrare, dovesse esserci bisogno. Sufficienti 8 rinvii.
  • Esposizione: nord.
  • Periodo consigliato: dalla tarda primavera all’autunno. La cresta è esposta al sole, quindi nelle giornate estive con temperature elevate potrebbe fare caldo.
  • Tempo salita: 2h30.
  • Primi salitori: Marino Marzorati, G. Cammellini e Delfino dell’Orto nel 1991.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV, IV+, 30 metri: individuato il primo fittone, salire portandosi verso lo spigolo della torre. Fittoni sempre in vista, superare un murettino e mediante delle roccette semplici (attenzione a smuovere i sassi) raggiungere la sosta su un comodo terrazzino (due fittoni da collegare). Lungo il tiro: 4 fittoni.
  • Lunghezza 2, IV+, IV, III, 25 metri: passare a destra e risalire verso il chiodo e il fittone ben visibili. Proseguire dritti. Sosta sotto un tetto, visibile dalla precedente (due fittoni da collegare). Lungo il tiro: 3 fittoni e un chiodo.
  • Lunghezza 3, IV, V+, IV+ (sx) o VI (dx), III, 25/30 metri: traversare pochi metri a destra, fittone ben visibile, da lì rimontare la parete sovrastante, arrampicata fisica ma con buone prese. Da qui si può scegliere di spostarsi verso sinistra, muovendosi verso lo spigolo (fittone distante, ma tratto in cui si può facilmente integrare). Seguire lo spigolo, che ripiega leggermente a destra, fino alla base dell'evidente camino, sotto cui è posta la sosta. In alternativa, dopo aver rimontato la prima paretina, si può proseguire nel diedro, fittoni bene in vista, con un'arrampicata leggermente più difficile, fino a raggiungere la sosta (due fittoni da collegare). Lungo il tiro: 5 fittoni (+1 a dx).
  • Lunghezza 4, V, IV, 30 metri: risalire il camino, primi passi leggermente scomodi con zaino. Appena fuori, sulla destra, è presente un fittone. Non farsi attrarre dal chiodo che si vede sulla sinistra, ma proseguire lungo la cresta, sempre nella direzione dei fittoni ben visibili. Sulla sommità si trova la sosta (due fittoni da collegare). Lungo il tiro: 6 fittoni.
  • Da qui scendere all'intaglio tra seconda e terza torre e proseguire lungo la Cresta Ongaia sino alla vetta (Zucco di Pesciola (m.2092) - via Cresta Ongania - Scuola Guido Della Torre). Percorso intuitivo.
  • Note: la cresta Ongania è un classico percorso per principianti e potrebbe essere molto frequentata anche da scuole di alpinismo. Possibile affollamento.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Claudio Boldorini, da na ripetizione con Francesca Zanella l'11 luglio 2023.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.