Zucco di Pesciola (m.2092) - via Viuzza alla Madonnina
Dettagli
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Avvicinamento:
da Barzio (Lecco) raggiungere i Piani di Bobbio: funivia (http://www.pianidibobbio.com, tel. 0341.996101) o strada sterrata a tratti sempre più innevata (2h).
Dall’arrivo funivia (quota m.1640) bisognerà raggiungere l’ingresso del Vallone dei Camosci attraversando le piste da sci, facendo attenzione, a seconda dell’orario, agli sciatori già presenti. Pertanto si consiglia dapprima di raggiungere il rifugio Stella (circa 0h10) poco sopra le attività commerciali di noleggio attrezzature; raggiungere poi la partenza della "Seggiovia dei Camosci" ed attraversare da sinistra a destra la pista rossa "Campelli". Rimanere sul bordo sinistro della pista fino a raggiungere il rifugio Lecco (0h10). Addentrarsi nel Vallone dei Camosci mantenendosi sul suo versante sinistro risalendo la pista di servizio degli impianti che permette agevolmente di arrivare nei pressi dell’arrivo della "Seggiovia dei Camosci". Da qui puntare all’attacco in comune del Canale della Madonnina e Canale dei Camosci (dal Rifugio Lecco: 0h20) che si dipartono rispettivamente a destra ed a sinistra di uno sperone roccioso: evidenti indicazioni in vernice rossa sulla roccia, alla base dello sperone. - Attacco: dalla base dello sperone che separa i due canali citati, prendere a destra per il Canale della Madonnina: pochi passi e sulla destra si intravederà un canale evidentemente più ripido che abbandona il Canale della Madonnina lasciandoselo alla sinistra.
- Discesa: dalla cima, dirigersi verso Est lungo il sentiero che raggiunge la selletta tra Pesciola e Campelli: da qui è possibile scegliere se percorrere subito in discesa il Canale della Madonnina (max 30°) oppure proseguire verso lo Zucco Campelli e ridiscendere per il Canale dei Camosci (max 40°).
- Difficoltà: D-, neve da 45° a 60°, M4/M5
- Sviluppo: circa 450 metri di dislivello dall’arrivo funivia alla cima; 1390 metri dal parcheggio, 140 metri la via.
- Attrezzatura: N.D.A. (normale dotazione alpinistica), 2 picozze e ramponi, set protezioni veloci per il tratto roccioso (cordini, friend, nut).
- Esposizione: nord.
- Periodo consigliato: inverno.
- Tempo salita: 1h10.
- Relazione
- Lunghezza 1, neve da 45° a 60°, 60 metri: risalire il canale che si fa via via sempre più ripido, puntando ad un evidente sperone roccioso che scende direttamente dalla cima della montagna. Lo sperone deve essere superato da sinistra: si risale su pendenza di 60° intorno allo sperone fino ad incontrare una stretta goulotte. Si supera raggiungendo la base della fascia rocciosa che ci separa dalla cima. Attrezzare la sosta, a seconda della qualità della neve, o su neve o su rocce (sfasciumi, poche possibilità).
- Lunghezza 2, M4/M5, 20 metri: superare un primo salto subito verticale di alcuni metri e poi più appoggiato, facendo attenzione alla qualità della roccia quando l'innevamento è scarso/scadente. Si raggiunge un davanzale di roccia marcia e detriti trovandosi perfettamente sotto ad una fessura leggermente strapiombante che si supera risalendola dentro nei primi metri e poi rimanendone del tutto fuori: uscire alla sua sinistra grazie ad un buonissimo appiglio raggiungibile allungandosi con la picca della mano sinistra. La difficoltà ora si abbassa drasticamente ed in pochi metri si superano le ultime rocce marce che completano la fascia rocciosa. Da qui, la difficoltà è la ricerca di una buona sosta tra pinnacoli e spuntoni di roccia marcia che disseminano l'inizio del pendio erboso.
- Lunghezza 3, II, I, 60 metri: si sale ormai slegati per pendio erboso per una ventina di metri fino ad incontrare il sentiero che a sinistra scende verso la selletta del Pesciola ed a destra sale raggiungendo la cima con la Madonnina.
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Note:
percorso molto breve ma utile per chi è alle prime armi con le tecniche di misto, con molto occhio al posizionamento delle protezioni veloci.
E' possibile che si tratti della prima salita in condizioni invernali. - Aggiornamento: relazione a cura di Alberto Valenti, da una salita del 31 dicembre 2022 con Alan Toro e Giovanni Limatola.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.