Argentina, Patagonia, Gruppo del Fitz Roy, Aguja De l’S (m.2330) - via Cara Este
Dettagli
- Accesso stradale: el Chalten si raggiunge dall’Italia, solitamente volando su El Calafate, percorrendo la Ruta Nacional 40 e successivamente la Ruta Provincial 23 (pullman o mezzi privati) si arriva in città, da qui in poi la macchina è inutile.
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Avvicinamento:
Primo giorno: dal centro di Chalten attraversare tutto il paese e prendere il sentiero al Fitz Roy (dal 2025 per accedere al parco “sarebbe” necessario pagare un ticket di circa 50 € al giorno, con un minimo di fantasia è possibile imboccare il sentiero “giusto”). Superato il Campamento Poincenot, procedere verso il sentiero per la Laguna de los Tres, dopo aver superato un ponte di legno, entrati nel bosco, non appena il sentiero inizia a salire, imboccare la traccia a sinistra che costeggia il Rio Blanco, e seguendo degli ometti consente di risalire la sinistra orografica (destra faccia a monte) conduce nei pressi della Laguna Sucia. Poco prima bisognerà di nuovo guadare il Rio Blanco per portarsi sulla destra orografica, a questo punto costeggiare tutta la laguna fino quasi alla fine dove una traccia molto ripida su sfasciumi ci consentirà di guadagnare quota velocemente, fino ad un attraversamento e poi un’ultima salita che porterà alla Cueva (quota 1375 m circa), una grotta in grado di ospitare circa 5 persone. Al di fuori della grotta vi sono altre piazzole per tende, e la possibilità di ottenere acqua in loco (5h00/6h00).
Secondo giorno: dalla Cueva seguire gli ometti che portano a superare alcune roccette, fino a raggiungere il ghiacciaio di Rio Blanco Superiore, risalirlo per qualche centinaio di metri, da qui traversare alti a destra in direzione della parete est Aguja de l’S. (1h00/1h30) - Attacco: sulla verticale di un diedro rosso.
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Discesa:
in doppia per la via di salita:
- dalla cima (spuntone) effettuare una calata di 20 metri sulla linea di salita fino a repere una sosta sulla destra (spuntone);
- seconda calata: 60 metri dritti nelle roccette sottostanti;
- Terza calata: 30 metri fino a un tratto più appoggiato e poi abbassarsi di altri 10 metri per raggiungere S5 (spuntone);
- Quarta calata: 25 metri fino a S4 (spuntone);
- Quinta calata: 35 metri (unite le mezze!) fino a S3 (3 chiodi da verificare);
- Sesta calata: 20 metri fino a S2 (1 chiodo e 1 nut), è possibile unire queste due calate (soluzione non verificata), ma occhio agli incastri;
- Settima calata: 35 metri fino a S1 (3 nut), ignorare la sosta su 2 chiodi a destra.
- Ottava calata: 40 metri fino al ghiacciaio.
- Difficoltà: 6a
- Sviluppo: 450 metri.
- Attrezzatura: normale dotazione alpinistica per ghiacciaio (ramponi e picozza potrebero servire anche nella parte in alto), friend doppi dal BD 0.3 a 1, singoli 2 e 3.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: estate australe.
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: Bernard Amy e soci nel 1968.
- Riferimenti bibliografici: Garibotti R., Macizo de El Chalten, Climbing Guidebook, 2022.
- Cartografia: Chalten trekking map, 1:50.000, Chalten Outdoor.
- Relazione
- Lunghezza 1, V, 40 metri: salire il diedro fessurato per poi uscirne a destra quando diventa strapiombante e rientrare a sinistra sul terrazzino di sosta (3 nut).
- Lunghezza 2, V, 35 metri: continuare per il diedro fessurato (fessura a tratti larga) fino a sostare in una zona più abbattuta (1 chiodo e 1 nut).
- Lunghezza 3, V+, 55 metri: la via originale continua nel diedro a destra (2 tiri, soluzione non verificata), noi abbiamo preferito raggiungere, tramite delle lame, la fessura che taglia la placca a sinistra, risalirla completamente fino a raggiungere una zona a blocchi e uscire sul facile a sinistra su un terrazzino nei pressi dello spigolo (sosta da attrezzare su 3 friend).
- Lunghezza 4, IV, 40 metri: puntare alle rocce rotte più in alto e sostare alla base di una placca fessurata (sosta da attrezzare su friend).
- Lunghezza 5, IV, 25 metri: seguire le fessure fino ad entrare nel diedro e sostare all'uscita dello stesso (spuntone).
- Lunghezza 6, III, 30°, 170/200 metri: seguire le facili roccette, con qualche nevaio per percorso non obbligato, qualche ometto, fino a raggiungere la piramide sommitale.
- Lunghezza 7, 6a, 60 metri: seguire le fessure sullo spigolo della piramide (una sosta intermedia) fino a pochi metri dalla cima, dove conviene spostarsi per cengia sul versante ovest (sinistra), seguire la lama per pochi metri e si arriva in cima (sosta su spuntone). È possibile superare anche l'ultimo risalto sulla destra (soluzione non verificata).
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Note:
nonostante l’attrattiva di questa via non sia paragonabile alle sorelle maggiori la consiglio, in quanto consente di prendere le misure con quello che è l’ambiente patagonico, e offre una visuale unica sulla valle del Torre e sulle cime della porzione est del gruppo del Fitz. L’arrampicata è però di prima classe con dei bellissimi tiri in diedro ed è assolutamente consigliata la variante sul terzo tiro.
Sebbene il grado sia a prima vista abbordabile, consiglio di non sottovalutare assolutamente una via del genere, in quanto, come tutte le cime patagoniche può essere soggetta al famoso brutto tempo (che è veramente brutto!), richiede comunque diverse ore di avvicinamento, non si ha comunicazione, se non con strumenti satellitari, e un’eventuale evacuazione potrebbe richiedere molto tempo (sempre se possibile). Anche il terreno su cui si svolge l’avvicinamento è più una traccia che non un sentiero vero e proprio, quindi è richiesta una certa dimestichezza con questo tipo di ambienti. Infine, in tutto il gruppo del Fitz l’unico rifugio esistente è situato a Piedra del Fraile, in tutti gli altri accampamenti è necessario provvedere autonomamente al riparo ed al cibo. - Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani da un’ascensione effettuata con Francesco Mariani e Antonio Gianolli il 10 e l’11 gennaio 2026.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.