Argentina, Patagonia, Gruppo del Fitz Roy, Aguja Guillaumet (m.2580) - via Comesana-Fonruge

Argentina, Patagonia, Gruppo del Fitz Roy, Aguja Guillaumet (m.2580) - via Comesana-Fonruge

Dettagli

  • Accesso stradale:  El Chalten si raggiunge dall’Italia, solitamente volando su El Calafate, percorrendo la Ruta Nacional 40 e successivamente la Ruta Provincial 23 (pullman o mezzi privati) si arriva in città. Da qui tramite servizio taxi o bus privati, è necessario raggiungere il Ponte Rio Elettrico (25.000 pesos per i taxi o 6.000 pesos a testa i bus), altrimenti sono 17 km di strada sterrata.
  • Avvicinamento: Primo giorno: da ponte rio elettrico seguire il sentiero in falsopiano che conduce verso il rifugio Piedra del Fraile (2 ore). Da qui seguire le indicazioni per il Campamiento Piedra Negra/Paso del Cuadrado, tramite un sentiero molto ripido, ma ben segnato (3 ore dal Fraile). Presso il campo si hanno numerose piazzole per tende, ma risulta poco riparato in caso di forti venti, volendo è possibile anche accamparsi presso il bosco a metà della via di salita.
    Secondo giorno: da Piedra Negra risalire la morena sulla sinistra del ghiacciaio (faccia a monte), fino ad arrivare ad un nevaio abbastanza ripido (45°), risalirlo eventualmente assicurati fino alle prime roccette dove attacca la via (1 ora 30 min/2 ore).
  • Attacco: sulle roccette che conducono allo spallone, presenti numerose soste di calata.
  • Discesa: scendere disarrampicando il nevaio sommitale, e con 5 doppie da 30 metri tutti tiri in cresta (il traverso di II grado sono poco più di 30 metri) fino ad arrivare al colle in comune con la via Amy-Vidhalet, da qui si hanno due possibilità:
    1. 5 doppie da 50/60 metri lungo la via Amy e rientro tramite il ghiacciaio ed il Passo Guillaumet, ipotesi non verificata e dipendente dalle condizioni di innevamento della goulotte;
    2. Doppie lungo la via Comesana, si consiglia di farle corte, ad esclusione di quella dalla s8, dove conviene andare, con 60 metri, diretti a s6, evitando il traverso
  • Difficoltà: 6b+, o 6a e A1, 30° su neve
  • Sviluppo: circa 400 metri la via.
  • Attrezzatura: normale dotazione alpinistica, due serie di friend bd dallo 0.3 all’1, uno per le misure 2 e 3.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate australe.
  • Tempo salita: 5h00/6h00 per la sola via.
  • Primi salitori: Carlos Comesana e Josè Luis Fonruge, 1964.
  • Riferimenti bibliografici: Garibotti R., Macizo de El Chalten, Climbing Guidebook, 2022.
  • Cartografia: Chalten trekking map, 1:50.000, Chalten Outdoor.
  • Relazione
  • Lunghezze 1-5, IV, 200 metri: con percorso non obbligato ricercare la via più logica lungo lo zoccolo basale, avvicinandosi allo spigolo le difficoltà risultano più contenute. In questi tiri sono presenti numerose soste intermedie. In caso di brutto tempo nelle giornate precedenti, questi tiri potrebbero presentare tratti di misto (potrebbe essere necessario usare i ramponi) e di verglas.
  • Lunghezza 6, 6b+ o 6a e A1, 35 metri: tiro chiave della via e facilmente fattibile in artificiale su friend. Salire il diedro fessurato fino ad uscire in alto a sinistra seguendo una fila di chiodi. In uscita è presente un passo obbligato.
  • Lunghezza 7, V, 20 metri: traversare tutto a sinistra segundo la fessura facile ed evidente, fino a rimontare una paretina in prossimità di un diedro diretto a destra, alla cui base si sosta.
  • Lunghezza 8, V+, 30 metri: seguire il diedro per tutta la sua lunghezza con un'arrampicata molto divertente fino ad uscire su una comoda cengia.
  • Lunghezza 9, III, 25 metri: risaliree lo strapiombino ben ammanigliato a sinistra della sosta e continuare facilmente fino ad un intaglio, dove si trova la sosta finale della via Amy. Da qui si è sulla cresta sommitale.
  • Lunghezza 10, IV, 30 metri: seguire le facili balze stando in cresta, fino ad una placca molto appoggiata, dove si si sosta.
  • Lunghezza 11, II, 35 metri: seguire il percorso più facile aggirando un gendarme sulla destra e sostando alla base di un evidente diedro.
  • Lunghezza 12, V, 30 metri: risalire il diedro e continuare in piano fino alla sosta alla base di un camino.
  • Lunghezza 13, IV+, 30 metri: salire il camino e fare sosta al termine di quest'ultimo.
  • Lunghezza 14, II, 30°, 100 metri: procedere assicurati per sfasciumi o per nevaio, a seconda delle condizioni, fino alla cima vera e propria.
  • Note: la Guillaumet è la sorella più piccola del gruppo del Fitz, ma comunque propone un’ambiente alpino di primo livello, e la salita regala una soddisfazione incredibile, la via si snoda su roccia da buona a ottima. Il tiro chiave è facilmente salibile in artificiale, ma rimangono comunque dei movimenti obbligati. Consiglio sempre di verificare le soste ed i materiali tessili in loco prima di usarle.
    Trattandosi di una via in ambiente bisogna tenere presente che i tiri potrebbero presentare verglass, passaggi su ghiaccio (come nel nostro caso) e le fessure potrebbero essere intasate, è quindi necessario saper dialogare con queste situazioni.
    Come tutte le cime patagoniche, anche questa, può essere soggetta al famoso brutto tempo (che è veramente brutto!), richiede comunque diverse ore di avvicinamento, non si ha comunicazione, se non con strumenti satellitari, e un’eventuale evacuazione potrebbe richiedere molto tempo (sempre se possibile). Il terreno morenico dell’avvicinamento potrebbe essere soggetto a smottamenti a seguito di alte temperature. Infine, in tutto il gruppo del Fitz l’unico rifugio esistente è situato a Piedra del Fraile, in tutti gli altri accampamenti è necessario provvedere autonomamente al riparo ed al cibo.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani da un’ascensione effettuata con Lorenzo Dal Santo, dal 18 al 20 Gennaio 2024.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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