Argentina, Patagonia, Gruppo del Fitz Roy, Mojon Rojo (m.2210) - via Cara Este
Dettagli
- Accesso stradale: El Chalten si raggiunge dall’Italia, solitamente volando su El Calafate, percorrendo la Ruta Nacional 40 e successivamente la Ruta Provincial 23 (pullman o mezzi privati) si arriva in città, da qui in poi la macchina è inutile.
-
Avvicinamento:
Primo giorno: dal centro di Chalten attraversare tutto il paese e prendere il sentiero al Fitz Roy. Superato il Campamento Poincenot abbandonare il sentiero principale (da qui in poi per proseguire è necessario registrarsi presso il portale del Parco Nazionale https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfP8lEz5ry97gEK6fzx2mlu1NAhPwBx8cRlnSZOH8mx8iUMHA/viewform?fbclid=IwAR2puOo4Us0RekLecs0MusL2zbJ792oZr5LC56Lc7BATMVWnBvaZ5Oysw4k). Seguire le tracce di sentiero e gli ometti che costeggiano il Rio Blanco, per guadarlo quando possibile, risalendo quindi la sinistra orografica (destra faccia a monte) si arriva nei pressi della Laguna Sucia. Poco prima bisognerà di nuovo guadare il Rio Blanco per portarsi sulla destra orografica, a questo punto costeggiare tutta la laguna fino quasi alla fine dove una traccia molto ripida su sfasciumi ci consentirà di guadagnare quota velocemente, fino ad un attraversamento e poi un’ultima salita che porterà alla Cueva (quota 1375 m circa), una grotta in grado di ospitare circa 5 persone. Al di fuori della grotta vi sono altre piazzole per tende, e la possibilità di ottenere acqua in loco (5h00/6h00).
Secondo giorno: dalla Cueva seguire gli ometti che portano a superare alcune roccette, fino a raggiungere il ghiacciaio di Rio Blanco Superiore, risalirlo per qualche centinaio di metri, da qui la piramide rossa è ben visibile e si attacca in prossimità di un canale di neve. (1h00/1h30)
- Attacco: in un canale.
- Discesa: per la via di salita.
- Difficoltà: IV, principalmente II, 30° - AD
- Sviluppo: 150 metri la cuspide sommitale, circa 1400 m d+ l'avvicinamento
- Attrezzatura: normale dotazione alpinistica per ghiacciaio.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: scisto.
- Periodo consigliato: estate australe.
- Tempo salita: Dalla cueva 3 ore.
- Primi salitori: Cesarino Fava e Josè Mordini, 1961.
- Riferimenti bibliografici: Garibotti R., Macizo de El Chalten, Climbing Guidebook, 2022.
- Cartografia: Chalten trekking map, 1:50.000, Chalten Outdoor.
- Relazione: risalire il canale, che a seconda della stagione più risultare pieno di neve o di sfasciumi, arrivati quasi al termine seguire il percorso più logico per blocchi e rocce rotte fino a raggiungere un facile camino sulla direttiva della cuspide sommitale (III). La cuspide di 4 metri (IV) si supera con dei passaggi, facili, ma leggermente strapiombanti e decisamente esposti sulla parte sinistra, in cima è presente un cordino con moschettone di calata per la discesa. Consigli assolutamente la salita di questo passaggio con la corda perché può essere tricky.
-
Note:
nonostante l’attrattiva di questa via non sia paragonabile alle sorelle maggiori la consiglio, in quanto consente di prendere le misure con quello che è l’ambiente patagonico, e offre una visuale unica sulla valle del Torre e sulle cime della porzione est del gruppo del Fitz.
Nonostante il grado, a prima vista abbordabile, consiglio di non sottovalutare assolutamente una via del genere, in quanto, come tutte le cime patagoniche può essere soggetta al famoso brutto tempo (che è veramente brutto!), richiede comunque diverse ore di avvicinamento, non si ha comunicazione, se non con strumenti satellitari, e un’eventuale evacuazione potrebbe richiedere molto tempo (sempre se possibile). Anche il terreno su cui si svolge l’avvicinamento è più una traccia che non un sentiero vero e proprio, quindi è richiesta una certa dimestichezza con questo tipo di ambienti. Infine, in tutto il gruppo del Fitz l’unico rifugio esistente è situato a Piedra del Fraile, in tutti gli altri accampamenti è necessario provvedere autonomamente al riparo ed al cibo. - Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani da un’ascensione effettuata con Manuele Panzeri, Domenico Netti e Giuseppe Siviglia l’11 e 12 gennaio 2024.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.