Corma di Machaby (m.798) - via 27 all'alba
Dettagli
- Accesso stradale: uscire al casello stradale di Pont Saint Martin lungo l’A5 e svoltare a sinistra in direzione Donnas. Superare il forte di Bard fino a trovarsi, poco prima del paese di Arnad, la parete sulla destra. È possibile parcheggiare, prima del segnale di divieto di accesso, in una piccola vietta che si stacca dalla SS26 sulla destra proprio sotto la parete (pochi posti disponibili), in alternativa proseguire lungo la statale alcune decine di metri e svoltare sempre a destra. Alle spalle dell’Osteria L’Arcaden vi è un comodo e ampio parcheggio.
- Avvicinamento: il sentiero inizia alla base della parete, ove si trova un cartello informativo con le vie presenti sul paretone. Ascendere seguendo il ben segnalato sentiero, attrezzato con corde fisse e gradini in metallo, sino a uno spiazzo dove parte la via Bucce d’arancia. Andare a sinistra per una decina di metri, oltrepassare Tike Saab (segnalata con piastrina metallica) fino a trovarsi di fronte al Canale del Banano. È possibile salire i primi metri slegati (presenza di uno spit) fino a uno spiazzetto un po’ scomodo dove si scova la targhetta con il nome delle vie (Me te spelucco in aggiunta alle due della relazione) ed è possibile prepararsi. In alternativa, per essere più comodi, fermarsi pochi metri sotto, a fianco della via Spit Trip. (0h20)
- Attacco: appena a sinistra di Spit Trip, alla base di un evidente canale.
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Discesa:
dall’ultima sosta parte un’evidente traccia verso destra. Seguire il sentiero salendo un poco sino a un bello spiazzo, da dove parte la discesa in direzione del paesino di Machaby. Da lì noi abbiamo percorso la strada acciottolata verso sinistra, più comoda, che in breve porta sino alla strada carrozzabile da seguire sempre in discesa sino al paese di Arnad, giunti al quale è possibile raggiungere il posteggio, svoltolando a sinistra all’altezza di una piccola cappella (50 minuti).
In alternativa, da Machaby, andare verso destra e seguire il ripido sentiero attrezzato che costeggia la parete e porta fino all’attacco delle vie. Da lì, ripercorrendo a ritroso l’avvicinamento, sino alla macchina (30 minuti). - Difficoltà: un passo di 6b, il resto 5c; 5c obbl.; S1 (tranne nei punti facili, in cui le protezioni sono più distanti).
- Sviluppo: circa 300 metri.
- Attrezzatura: NDA, due mezze oppure un’intera da 60 metri, friend e nut inutili. Soste attrezzate con catena e anello di calata.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss.
- Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate solo durante giornate non calde. In inverno la parete va al sole da metà mattina.
- Tempo salita: 3h30.
- Primi salitori: Fausto Lorenzi, Abele Blanc e Guido Azzalea nel 1978.
- Riferimenti bibliografici:
- Relazione
- Lunghezza 1, 4c, 40 metri: (Canale del banano): risalire il canale, seguendo la linea degli spit, fino alla sosta su terrazzino.
- Lunghezza 2, 4b, 30 metri: (Canale del banano): proseguire nel medesimo canale fino alla successiva comoda sosta, dove si rinviene un'ulteriore targhetta con il nome della via. Da qui inizia 27 all'alba.
- Lunghezza 3, 5c, 35/40 metri: (D'ora in poi 27 all'Alba): affrontare la placca sulla sinistra della sosta fino ad arrivare alla fessura che caratterizza questo tiro, indubbiamente il più bello della via. Risalirla fino a sotto il tetto, traversare a destra con passi delicati per oltrepassarlo, poi arrampicare gli ultimi metri sempre in fessura (in comune con Me te spelucco) verso gli alberi. Ci si trova in fronte alla comoda sosta; valutare se utilizzare questa, in base all'ingombro delle vie, altrimenti traversare un paio di metri a sinistra fino a un'altra comoda sosta (della via Pleiades), sempre valutando il fastidio che si potrebbe dare agli utilizzatori di questo itinerario, più duro.
- Lunghezza 4, 5b, 20/25 metri: traversare a sinistra (sorpassare la sosta se nella lunghezza precedente si è scelto di utilizzare l'originale della via, altrimenti questo è il punto d'inizio), affrontando una placca delicata fino a uno spigolo, superarlo e poi dritti per placca fino alla sosta.
- Lunghezza 5, 6b (passo), 5b, 40 metri: pochi metri a destra si trova il passaggio chiave della via, protetto estremamente bene. Affrontare il muro verticale con un paio di passi tecnici e tacchette piccole, sorpassato il quale, in maniera più agevole, si raggiunge in verticale la sosta, posta sotto a uno strapiombo.
- Lunghezza 6, 5c (passo), 5b, 35 metri: spostarsi a destra e superare un piccolo tetto con buoni appigli ma appoggi su cui riflettere, non banale, continuare poi per placca seguendo la linea degli spit, fino alla comoda sosta posta nuovamente sotto a un tetto.
- Lunghezza 7, 5c (passo), 5b, 30/35 metri: rampa verso destra non banale, un paio di passi da affrontare rannicchiati e in aderenza fino a prendere sotto al tetto la fessura rovescia, che vi aiuterà a superarlo sulla destra; successivamente in verticale fino alle soste, prima una un po' scomoda, pochissimi metri dopo invece un'altra più comoda.
- Lunghezza 8, 4a, 20/25 metri: dritti in verticale per muro lavorato e semplice.
- Lunghezza 9, 4a, 40 metri: sempre in verticale sullo stesso muro lavorato, superando gli ultimi balzi fino all'ultima sosta.
- Note: bella via, un solo passo duro ma ottimamente azzerabile. Noi abbiamo trovato una giornata ventosa, ma un sole caldo ha fortunatamente riscaldato la roccia e le nostre mani appoggiate su di essa. Brave Francesca e Matilda, via non banale a un anno dal corso di alpinismo.
- Aggiornamento: relazione a cura di Claudio Boldorini, da una ripetizione effettuata il giorno 25 Aprile 2024 in compagnia delle giovani Francesca Zanella e Matilda Siviero e di Michele Panzeri della Scuola di alpinismo Alta Brianza.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.