Corna di Medale (m.1029) - via Regatta de Blanc

Corna di Medale (m.1029) - via Regatta de Blanc

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco prendere le indicazioni per la strada statale che sale in Valsassina e alla frazione di Laorca, in prossimità di un curvone, svoltare a sinistra proseguendo per meno di un chilometro fino a un parcheggio ove termina la strada.
  • Avvicinamento: dal fondo del parcheggio prendere la strada a destra in leggera salita fino a giungere a un cimitero dove si scende sulla sinistra per poi prendere subito sulla destra una stradina cementata. Seguire la stradina per circa 10 minuti fino a giungere alla strada cementata dove si gira a destra seguendo le indicazioni per la ferrata del Medale. Seguendo le indicazioni si giunge nel bosco alla base del Medale ove bisogna prendere la prima traccia di sentiero sulla destra che prende velocemente quota giungendo proprio sotto la parete.  (0h30)
  • Attacco: costeggiare la parete fino ad incontrare un avancorpo di rocce rotte sulla direttiva del grottone del secondo tiro, si nota in alto un cordone rosso.
  • Discesa: da s5 procedere assicurati verso destra (faccia a monte) fino ad una zona con terreno più semplice (poche tracce), poi scendere per una traccia ripida fino ad incrociare il sentiero che scende dalla cima del Medale, da qui raggiungere Laorca e la macchina.
    In alternativa, scelta da noi non seguita, in doppia:
    • da s3 per 25 metri fino a s2
    • da s2 per 60 m fino a terra
    non è possibile scendere in doppia a partire da s4 per la gran quantità di detriti in loco.
  • Difficoltà: 7a (6b e A0).
  • Sviluppo: 130 metri.
  • Attrezzatura: soste a spit collegati con cordone e maglia di calata. In via fix. Necessari 12 rinvii, e qualche cordino.  Per il tiro chiave utili due friend misura 1 BD, per il resto della via, friend m/p utili, ma non indispensabili.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare, con bellissime canne sul tiro chiave.
  • Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera.
  • Tempo salita: 2h30.
  • Primi salitori: Umberto Villotta, Andrea Longo e Marco Antonini il 30.11.1982. Restauro a cura di Luca Bozzi, Giovanni Chiaffarelli, Federico Montagna, Francesco Sportelli e Giancarlo Sironi Abi, terminato l'11.02.2023.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998

    • Larioclimb.net

    • Buzzoni P., Pesci E., Lario rock Pareti, Edizioni Versante Sud

  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5a, 25 metri: risalire le rocce rotte (attenzione a far cadere detriti) fino al chiodo con cordino rosso, seguire i fix sulla paretina a destra e fare sosta alla base del grottino del secondo tiro (probabilmente bagnato in caso di pioggia nei giorni precedenti).
  • Lunghezza 2, 7a o 6b e A0, 25 metri: tiro su bellissime canne. Salire leggermente a destra (possibilità di mettere un friend in una fessura cieca, allungare bene), traversare a sinistra verso una clessidra e raggiunto un fix (sfalsare le corde) continuare il diedro a canne fino ad una placca più abbattuta, superare il muretto più semplice ed uscire verso sinistra alla sosta (terrazza detritica, attenzione!).
  • Lunghezza 3, 5c, 25 metri: risalire il diedro sopra la sosta fino a s3.
  • Lunghezza 4, 5b, 30 metri: risalire il diedrino, arrivati sotto uno strapiombo, superarlo sulla destra, e affrontare la paretina di fronte (attenzione alle lastre instabili), cercando i punti deboli e arrivare in sosta su terreno decisamente cedevole e ghiaioso (occhio!).
  • Lunghezza 5, 5a, 20 metri: superare il muro fessurato sopra la sosta, e dopo l'ultimo muretto, fare sosta su un albero con cordone.
  • Note: via molto bella, anche se necessita di qualche ripetizione per essere un po’ ripulita, solo il secondo tiro vale l’intera via, assolutamente consigliato dargli una manata, e poi tornare per la libera. Gli altri tiri sono comunque di stampo alpinistico visto la presenza di materiale instabile e le protezioni non proprio vicinissime. Dopo la nostra ripetizione abbiamo deciso di proporre dei gradi più alti per tutti i tiri, eccetto L2, in quanto abbiamo trovato la gradazione decisamente troppo stretta. Per L2 ci troviamo d’accordo con la gradazione dell’obbligato (6b), per la libera riportiamo quanto abbiamo trovato online, ora tocca ritornare a chiudere il tiro per confermare!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani e Lorenzo Lupo da un’ascensione effettuata il 24 settembre 2023.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.