Corna Rossa, Torrione SAT (m.2350) - via Nella Detassis

Corna Rossa, Torrione SAT (m.2350) - via Nella Detassis

Dettagli

  • Avvicinamento: dal parcheggio di Vallesinella (costo di 10 euro al giorno durante il periodo estivo, la strada chiude alle ore 9:30. Dopo quell’ora vi è un servizio navetta ben gestito, informazioni reperibili facilmente in rete) seguire il sentiero n. 382 che conduce al rifugio Graffer, molto ben segnalato. Oltrepassare la Malga Vallesinella e camminare in direzione delle pareti ben visibili. Giunti a un tornante verso sinistra (1h00 dal parcheggio), abbandonare il sentiero e seguire delle tracce che conducono alla base della parete Ovest della Corna Rossa, imponente davanti a voi. Risalire il ripido pendio puntando verso la parete sud (alla vostra destra). Oltrepassare il primo torrione e raggiungere il secondo (1h30 in totale).
    Seconda opzione: risalire con gli impianti che partono da Campo Carlo Magno fino alla fermata intermedia della cabinovia del Grostè, da lì in discesa seguendo il sentiero che conduce a Vallesinella fino a raggiungere il tornante (questa volta verso destra) posto sotto le pareti. Da lì, come sopra. (Soluzione non verificata, tempi e costi ignoti, ma potrebbe essere un’ottima soluzione se si sceglie di fare due giorni con notte al rifugio Graffer).
  • Attacco: la via attacca sullo spigolo sud-est del secondo torrione, prima del canale che separa il secondo torrione dal terzo. Ben visibili anche i primi spit appartenenti alla più moderna e dura Via dell’Arma, che corre leggermente più a destra.
  • Discesa: seguire la traccia che, passando a ovest della vetta (sinistra rispetto all’uscita della via), conduce sul versante opposto del torrione (passi esposti); da lì, scendere lungo il lato est con alcuni passi di semplice arrampicata, prestando molta attenzione. Attraversare e reperire la traccia e gli ometti che, verso destra, in 15/20 minuti conducono al rifugio Graffer, bene in vista dalla vetta.
    Dal rifugio seguire il sentiero 382 che riporta a Valesinella (1h15/30), oppure orientarsi a seconda delle proprie esigenze.
  • Difficoltà: IV, IV+, un passo V- (si riportano i gradi della guida Dolomiti di Brenta, in alcuni punti un po’ stretti).
  • Sviluppo: 300 metri.
  • Attrezzatura:  NDA, mezze corde da 60 metri,  8/10 rinvii, friend medio-piccoli e nut. Utili dei cordini sottili per clessidre.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Tempo salita: 3h00/4h00.
  • Primi salitori: Bruno e Nella Detassis il 20 Settembre del 1942.
  • Riferimenti bibliografici: Cappellari F., Dolomiti di Brenta, vol. 3: Vallesinella, Campa e Catena Settentrionale, Idea Montagna Edizioni, 2016.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II, III, 2 chiodi, 40 metri: salire il camino verso sinistra, oltrepassando paretine di roccia e gradoni erbosi, allontanandosi dallo spigolo. Sempre verso sinistra fino a raggiungere un terrazzo su cui si trova la sosta (2 chiodi).
  • Lunghezza 2, IV, III+, 3 chiodi (attenzione agli attriti), 40 metri: a sinistra della sosta si raggiunge facilmente una fessura. Risalirla per poi puntare a un diedro nero. Da qui a destra, avvicinandosi allo spigolo, fino a raggiungere una cengia posta in verticale sotto a un evidente mugo. Sosta in comune con la Via dell'Arma (2 spit).
  • Lunghezza 3, III, IV, 3 chiodi, 30 metri: traversare a sinistra per circa 8 metri, alzandosi leggermente dove possibile. Da lì, in vista di un chiodo, alzarsi in verticale per fessura fino a raggiungere il mugo. Noi abbiamo allestito la sosta sulle radici.
  • Dopo aver recuperato il secondo, oltrepassare il mugo e, abbassandosi leggermente, raggiungere la sosta vera e propria, posta sotto a un diedro. Consigliamo questa soluzione, ma nulla vieta di raggiungere direttamente la sosta a chiodi, o poco più a destra a spit.
  • Lunghezza 4, V-, IV+, 5 chiodi, 30 metri: tiro chiave, chiodi sempre a vista. Salire il diedro, inizialmente strapiombante e con qualche appoggio viscido. Primi passi non semplici. Da qui proseguire fino a raggiungere una placca e poco più sopra un tetto. Uscire attraversando a destra, per poi riportarsi sulla verticale, dove si trova la sosta (2 chiodi), posta su un terrazzino.
  • Lunghezza 5, III, IV, 25 metri: continuare lungo lo spigolo, fino ad arrivare a degli strapiombi, sostare su comoda cengia (2 chiodi).
  • Lunghezza 6, III, IV, III, 1 chiodo, 30 metri: traversare a sinistra per circa 8 metri, fino a una fessura con chiodo ben visibile. Sorpassata questa vi si trova una sosta (noi non lo abbiamo fatto, ma vale la pena spezzare il tiro in due ed evitare un fastidioso attrito). Proseguire a destra dirigendosi verso lo spigolo, seguendo un percorso abbastanza logico.
  • Lunghezza 7, IV, III, 1 chiodo, 30 metri: passare a sinistra e proseguire fino a un terrazzo sullo spigolo.
  • Lunghezza 8, IV, III, 3 chiodi, 25 metri: seguire in verticale lungo lo spigolo fino a incontrare gli spit della Via dell'Arma. Qui deviare a sinistra e traversare, passo non semplice ma chiodo con cordone proprio davanti a sé. Da lì proseguire in verticale fino alla sosta, posta pochi metri sotto la vetta.
  • Note: via da non sottovalutare, chiodatura dolomitica.
    Potrebbe essere molto comodo proseguire il tiro n. 5 fino alla sosta posta dopo il traverso e seguente fessura (intermedia della lunghezza 6), in modo da collegare la restante parte della lunghezza n. 6 al tiro n. 7.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Claudio Boldorini, da una ripetizione con Chris Parisi del 20 agosto 2023.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.