Gruppo delle Cunturines, Sasso delle Dieci, Parete NW, PIRAMIDE LADINA (toponimo proposto), anticima (circa m.2250) - via GODÜDA

Gruppo delle Cunturines, Sasso delle Dieci, Parete NW, PIRAMIDE LADINA (toponimo proposto), anticima (circa m.2250) - via GODÜDA

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere la Val Badia (Alto Adige) e da lì, all'altezza di Pederoa, prendere la svolta per La Valle. Si segue la strada in salita e, dopo alcuni tornanti, si svolta a destra, seguendo il cartello che indica Spescia (o Spessa). Si continua inoltrandosi nella valle di Spescia, fino ad arrivare ad uno slargo sulla sinistra (parcheggio). Qui, a sinistra, si va nella frazioncina Spescia Dessot (cartello), dove la prima casa che si incontra è costituita dall'Agriturismo-alberghetto Lüch da Spëscia , ottimo punto d'appoggio per dormire (0471-843173, chiedere di Monica). Si sale invece dritto per la frazione Spescia Dessura. Quasi arrivati alla frazione, non continuare fino ad essa, ma svoltare invece a destra per ripida e breve strada in cemento che porta ad un parcheggio sterrato, dove lasciare l'auto (cartello indicatore del Parco Fanes-Senes).
    Da qui è possibile ammirare il versante Nord Ovest del Sasso delle Nove e del Sasso delle Dieci. Tra le due cime è visibile la grande piramide a cui abbiamo dato il nome di Piramide Ladina.
  • Avvicinamento: seguire la strada sterrata che va verso le pareti (a destra dalla direzione di arrivo con l'auto). Superare una piccola baita a quota m.1635 ("frazione" Ramei, fontanella sulla sinistra) e tralasciare più avanti una sterrata che va a sinistra. La sterrata ora prosegue in leggera discesa. Poco dopo prendere una svolta a sinistra che sale ripida (cartello indicatore per Fanes-Sasso della Croce, Passo S. Antonio). Si continua fino a svoltare a destra (cartello indicatore per Sasso della Croce). Ad un bivio lasciare la sterrata e prendere un sentiero che prosegue a sinistra. Il sentiero passa tra la vegetazione e i mughi e poi attraversa due canali detritici (il primo, più piccolo, costituisce il ramo secondario del successivo). Al secondo canale entrare in esso e salire verso le pareti. Proseguire e, prima di arrivare ad una grande zona detritica ripida, evitarla salendo per pendio erboso con alberi sulla destra, fino ad arrivare ad un pianoro. Andare ancora verso le parete, seguendo una zona detritica e raggiungendo il pendio ghiaioso che porta alla base della Piramide Ladina. (1h00)
  • Attacco: la via attacca verso destra, prima di una rampa detritica che sale da destra verso sinistra. Presente cordone in clessidra e barattolo con il libro di via, a sinistra di un diedrino-lama.
  • Discesa: il tratto finale dalla sosta su mugo all’anticima deve essere sceso arrampicando a ritroso, meglio se assicurati dal mugo.
    Effettuare poi 7 corde doppie, utilizzando i cordoni e gli anelli presenti nelle soste della via. Attenzione a direzionare bene le corde per fare sì che non si incastrino nel recupero, data la distanza tra le soste e l’andamento spesso tortuoso. Circa 2h00 per le doppie e 1h00 per tornare al parcheggio.
  • Difficoltà: III, IV, tratti di V. Proteggibilità: R3, R4.
  • Sviluppo: circa 400 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend fino al n° 4 BD, martello e chiodi indispensabili in alcuni punti se ci si vuole proteggere.
    Soste attrezzate con due fix da 10mm con cordone, spesso uno dei due fix con anello. Ultima sosta su mugo con cordone, mentre per salire al culmine dell’anticima non abbiamo utilizzato materiale, né soste. Nei tiri lasciati due chiodi e due cordoni in clessidra, altri chiodi utilizzati sono stati tolti.
  • Esposizione: nord ovest.
  • Tipo di roccia: da friabile ad ottima. Presenza di zone molto ghiaiose (soprattutto il I tiro), rocce da verificare, qualche breve tratto friabile.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: Circa 6h00 in apertura.
  • Primi salitori: Alessandro Ceriani, Max Garavaglia, Said Taghipour, Walter Polidori, 27/07/2024.
  • Relazione
  • LE SABBIE MOBILI
  • Lunghezza 1, III+, 50 metri: salire il diedro con lama a destra del cordone che segna l'attacco. Si arriva ad una terrazza detritica, sbarrata da una breve fascia rocciosa. Individuare il punto debole a destra, più appoggiato (in apertura messo un chiodo a lama alla base del saltino, poi tolto), uscendo su un'altra terrazza detritica. Salire verso un'altra breve fascia rocciosa, dove individuare il punto debole (in apertura messo un chiodo alla base del saltino, poi tolto). Si esce su una ennesima terrazza detritica, anch'essa sbarrata da una fascia rocciosa. Seguirla verso destra, fino al suo termine, dove forma uno spigolo. Su di esso si trova la sosta su due fix.
  • LA GRANDE RAMPA
  • Lunghezza 2, III+, 55 metri: seguire una evidente rampa, che sale obliqua verso sinistra. Si arriva ad un saltino, lo si supera, si traversa a sinistra e si prosegue fino alla sosta, su una buona piazzola.
  • Lunghezza 3, III, 60 metri: si prosegue su rampa, più bella a sinistra dove è costituita da placche abbattute levigate. Ci si trova in un ambiente grandioso, sotto grossi strapiombi. Si sosta in una zona con erba a chiazze.
  • Lunghezza 4, III, 55 metri: continuare sulla rampa, anche con zone ghiaiose, fino ad arrivare al suo termine, dove si sosta.
  • NEL CUORE DELLA PARETE
  • Lunghezza 5, V, 45 metri: si traversa a sinistra su ghiaie e terra instabile, doppiando lo spigolo della parete. Si sale ad un diedro con grossa fessura (chiodo alla base e poi sasso incastrato), dopo il quale si continua a salire in un breve tratto con roccia friabile (clessidra con cordone alla base). Dopo di esso si traversa a sinistra (clessidra con cordone, esposto ma facile), fino alla sosta su un pulpito.
  • Lunghezza 6, IV, V, 60 metri: si prosegue su bella roccia, arrivando ad uno strapiombino da superare e poi ad un diedro (chiodo lasciato), fino ad una zona di roccette rotte. Si sosta alla base di una breve placca compatta.
  • Lunghezza 7, IV+, III, 45 metri: salire la breve placca compatta, poi proseguire su terreno più rotto, fino ad una crestina da seguire verso sinistra. Si continua a salire puntando ad un grosso mugo più in alto, dove si sosta su cordone.
  • L'ANTICIMA
  • Lunghezza 8, II, 25 metri: salire a sinistra della sosta, su pendio facile terroso con erba e detriti, fino ad un grosso masso dall'aspetto precario, al culmine del pendio. Qui termina l'anticima. Sotto di essa si trova un canale friabile. Dovrebbe essere possibile passare dall'altra parte, scendendo brevemente a sinistra del grosso masso, su terreno esposto, terroso e friabile, per attraversare e salire fino alla base del salto finale. Visto il terreno pericoloso, noi ci siamo fermati sull'anticima. Lì non abbiamo organizzato la sosta, e siamo tornati indietro al mugo, per scendere con le doppie.
  • Note: salita dal sapore puramente esplorativo, che permette di entrare nel "cuore" della parete. Si tratta di una parete molto complessa, spesso non facile da leggere. Solo per gli amanti del genere, che non disprezzano il terreno precario.
    Nonostante il terreno d’avventura che ci ha costretti a salire con la massima attenzione, ci siamo divertiti molto a esplorare questa montagna mai scalata da nessuno, in ambiente stupendo. Il nome Godüda dato alla via riflette proprio questo aspetto, perché in ladino significa divertimento.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, dalla prima salita del 27 luglio 2024.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.