Dolomiti di Brenta, Cima d'Ambiez (m.3102), via Vienna
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere San Lorenzo in Banale (TN). Prendere la strada che sale verso la Val d’Ambiez, e lasciare la macchina al parcheggio prima della strada con divieto di transito, nei pressi del ristoro Dolomiti (consigliato per un pasto), Località Baesa, San Lorenzo Dorsino (TN).
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Avvicinamento:
dal parcheggio si può salire a piedi fino al rifugio Agostini (segnavia n. 325), con un tempo di percorrenza di circa 3h00/4h00 (soluzione non verificata).
In alternativa è possibile prenotare il servizio taxi jeep, grazie al quale si arriva comodamente fino al Rifugio al Cacciatore, per poi proseguire a piedi per circa 1h00.
Dal Rifugio Agostini si sale verso la parete col sentiero 358, che va verso la Vedretta d’Ambiez. Il sentiero passa proprio sotto lo zoccolo della parete, e con alcuni facili tratti attrezzati con funi di metallo e gradini porta alla destra di esso. Arrivati all’altezza della cengia che corre sopra lo zoccolo, si abbandona il sentiero e si piega verso sinistra, per tracce sotto la parete. Si traversa la larga cengia, superando poi un punto più stretto. Si trova un chiodo a circa tre metri di altezza, in un diedrino a sinistra di un tetto orizzontale più in alto, e si continua ancora fino ad una zona di parete verticale ma più ammanigliata, a sinistra della via "Goduria". 0h40 dal Rifugio Agostini. - Attacco: in corrispondenza di una clessidra con cordino. Lettera "V" segnata sulla roccia, non molto evidente.
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Discesa:
indicazioni faccia a monte:
- dal termine della via, si traversa facilmente verso sinistra (qualche ometto), fino ad una zona con diversi ometti. Guardando verso il basso si vedono altre cenge e altri grossi ometti. Per raggiungerle, non scendere direttamente verso di esse (terreno con roccette ripido) ma cercare i punti di minore resistenza, andando parecchio a zig-zag (passi di II/III). Sono presenti soste su fix e catena per le calate, di seguito si indicano quelle usate da noi;
- si arriva ad un canale più chiuso, da cui è possibile fare una doppia su fix con catena. Non fermarsi alla prima catena, ma continuare la doppia fino ad una cengia;
- andare verso sinistra, fino ad un altro ancoraggio per le doppie. Qui è possibile scendere facilmente in arrampicata (passi di II/III), arrivando ad una cengia molto grossa;
- traversare a sinistra, fino ad un grosso ometto dove si trova una sosta di calata su fix e catena;
- fare una doppia, verso la forcella tra la Cima d’Ambiez e la Torre d’Ambiez, fino alla forcella stessa (circa 55 metri);
- scendere pochi metri a destra (faccia verso la Cima d’Ambiez), dove si trova un'altra sosta con fix e catena, sulla parete della Cima d’Ambiez, poco sotto dei massi);
- fare una doppia di circa 40 metri nel canale, fino ad una zona adagiata, e arrivare sul bordo della parete, dove si trova un'altra sosta di calata;
- qui è possibile evitare la doppia successiva, scendendo in un canaletto facile, che porta ad un altro tratto pianeggiante;
- si trova un'altra sosta di calata, ma per roccette facili è possibile raggiungere la grande cengia alla base delle vie della Cima d’Ambiez;
- percorrere la cengia e il sentiero in senso inverso a quello di salita, arrivando al Rifugio.
Tempo: circa 2h00 - Difficoltà: VI. Proteggibilità: R3, qualche tratto R4.
- Sviluppo: circa 380 metri.
- Attrezzatura: soste generalmente attrezzate con chiodi e clessidre (le prime anche con un fix), in alcuni casi da rinforzare. Portare una serie di friend fino al n°3 BD (possibile utilizzare poco anche il n°4), eventualmente serie di nut, martello per ribattere eventuali chiodi ballerini, qualche chiodo per emergenza.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare, dolomia, mediamente molto buona.
- Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno.
- Tempo salita: 8h00.
- Primi salitori: Karl Kosa, Joschi Pfeffer e Günther Straub, 1973.
- Riferimenti bibliografici: Orlandi E., Dolomiti di Brenta 1 - Val d'Ambiéz, Edizioni Idea Montagna.
- Relazione
- Lunghezza 1, VI-, 35 metri: salire poco sopra la clessidra di partenza, per poi traversare a destra e raggiungere un diedro. Seguirlo per qualche metro, per poi abbandonarlo quando piega a destra e risulta evidentemente più difficile. Stare in parete leggermente a sinistra, sfruttando rocce più ammanigliate. Salire fin quasi sotto un tettino, da cui si esce a sinistra. Ora si va a destra a raggiungere un diedrino. Usciti dal diedrino si sosta a destra, su chiodo e fix.
- Lunghezza 2, VI, 30 metri: salire verso sinistra ad un evidente spigoletto, oltre il quale si trova un diedro non visibile. Salire nel diedro con un passo difficile, quindi seguirlo fin sotto un tetto. Si traversa a destra a raggiungere una bella parete grigia. Salire a dei chiodi accoppiati, quindi ancora brevemente, per poi traversare a destra verso la sosta, su chiodo e fix. Lunghezza con diversi chiodi.
- Lunghezza 3, VI, 35 metri: traversare a destra, ad una clessidra con cordoni. Non salire ad un chiodo più in alto (oppure rinviarlo molto lungo e ridiscendere) e traversare a destra, passando sotto uno strapiombetto (molto esposto). Si raggiunge una parete grigia (due chiodi alla sua base) e si sale una bellissima fessura-lama, fino ad uno strapiombo. Superarlo verso sinistra, raggiungendo poi una parete che si trova alla sinistra di una grande nicchia con una sosta, da evitare. Si sale un po' a sinistra, cercando un tratto più articolato, fino ad una lista rocciosa dove si sosta su tre chiodi. Lunghezza impegnativa, attenzione agli attriti.
- Lunghezza 4, V+, 25 metri: traversare a destra fino ad un diedro grigio. Salirlo (molto bello), fino a quando non diventa evidentemente più difficile e si può evitare con traverso a sinistra su roccia ammanigliata. Salire verso sinistra, fino ad una nicchia dove si sosta su tre chiodi e un chiodo con testa schiacciata.
- Lunghezza 5, V, 25 metri: salire a destra, su parete abbastanza ammanigliata, fino ad una bella fessura nera, da seguire. Al suo termine si va leggermente a sinistra e si sale alla base di una ultima paretina verticale (chiodo). Salire prima leggermente a sinistra, cercando una zona più articolata, e poi leggermente verso destra, (clessidra da individuare). Si esce poi ancora leggermente a destra, in una zona erosa dall'acqua, fino ad una cengia dove si sosta su due chiodi.
- Lunghezza 6, IV+, 45 metri: salire leggermente a destra della sosta, quindi continuare circa dritto, puntando ad un tetto che si vede sopra, passando per paretine e zone comunque verticali. Arrivati sotto al tetto, lo si evita a destra (lama), tornando poi a sinistra, dove sopra il tetto si trova una cengia. Traversare fino alla sosta su due chiodi, alla base di un diedro-fessura nero articolato.
- Lunghezza 7, IV+, 35 metri: salire la fessura-diedro fino al suo termine, dove si arriva su una lista rocciosa e si sosta su clessidre, da rinforzare.
- Lunghezza 8, V, un passo VI, 30 metri: traversare a sinistra e salire la parete, cercando i punti deboli. Si arriva ad un chiodo sotto una pancetta nera, che si può affrontare direttamente (difficile), oppure salire una spaccatura a sinistra. Si arriva sotto una parete gialla, dove si sosta sul bordo destro di una nicchia, su tre chiodi e una clessidra.
- Lunghezza 9, VI-, 30 metri: salire leggermente a destra, per raggiungere un tratto facile, ma esposto, da seguire verso destra (non salire il primo diedro strapiombante con un chiodo). Si arriva sotto una zona strapiombante con due clessidre con cordini, da affrontare direttamente (molto ammanigliato), per uscire su cengia. Sosta su due chiodi.
- Lunghezza 10, VI, 30 metri: salire a sinistra, evitando uno strapiombo, per poi tornare leggermente verso destra, cercando i punti deboli. Si raggiunge uno strapiombo, che si supera alla sua sinistra. Proseguire fino ad una cengia dove si sosta su un chiodo, da rinforzare.
- Lunghezza 11, IV-, 60 metri: salire sopra la sosta, entrando in un canale ben ammanigliato, fino ad uscire dalle difficoltà, in una zona detritica e con massi. Sosta da attrezzare.
- Da qui è possibile salire verso la vetta vera e propria, su paretine e roccette facili (soluzione non verificata), oppure traversare a sinistra su cengia, andando a reperire la discesa.
- Note: bellissima via, con roccia quasi sempre buona-ottima. Le difficoltà tecniche non sono particolarmente alte, ma la chiodatura molto scarsa e diverse lunghezze dove occorre individuare l’itinerario incutono rispetto.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 3 luglio 2022 con Luca Scotti e Stefano Pozzati, e la cordata composta da Alessandro Ceriani, Giorgio Fabbri e Marco Barbaro.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.